Ammortamento dei beni strumentali o cespiti

I Beni Strumentali, o cespiti, sono i beni acquistati dall’impresa per essere impiegati nel processo produttivo e/o necessari allo svolgimento dell’attività nell’arco di più esercizi. I Beni Strumentali quindi rappresentano delle immobilizzazioni a tutti gli effetti sotto il profilo della loro specifica destinazione economica e vanno iscritti nell’attivo dello Stato Patrimoniale.

Beni materiali e immateriali

I Beni Strumentali possono essere divisi in due grandi categorie, quelli Materiali e quelli Immateriali.

BENI MATERIALIBENI IMMATERIALI
Terreni e fabbricatiCosti di impianto e ampliamento
Impianti e macchinariCosti di ricerca e sviluppo
AttrezzatureCosti di pubblicità
Macchine d'ufficioDiritti di brevetto industriale
Mobili, sedie e arredamenti in genereDiritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno
AutomezziConcessioni, licenze, marchi e diritti assimilabili
Imballaggi durevoliAvviamento
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Ammortamento dei beni strumentali

Il costo di tali beni non è interamente deducibile nell’esercizio in cui si effettua l’acquisto, salvo che non si tratti di beni con valore d’acquisto inferiore a €516,46 quindi la deduzione va spalmata nel tempo secondo quanto previsto dalle Coefficienti di ammortamento per beni strumentali legate all’attività dell’impresa ed al tipo di bene.

La procedura utilizzata per ripartire il costo dei Beni Strumentali si chiama Ammortamento. Le imprese hanno l’obbligo della tenuta del Registro dei Cespiti dove vengono annotate tutte le operazioni relative al bene, come il costo di acquisto, i valori annuali di ammortamento, l’eventuale demolizione o cessione a terzi.

Regole generali

Vediamo ora un elenco delle regole generali per applicare correttamente la gestione dei cespiti ed il loro ammortamento nel rispetto della normativa.

  • Le quote di ammortamento dei Beni strumentali sono deducibili a partire dall’esercizio di entrata in funzione del bene.
  • La deduzione è ammessa nella misura massima calcolata in base ai coefficienti stabiliti dal Ministro dell’Economia e delle Finanze.
  • I coefficienti sono ridotti alla metà per il primo esercizio, oppure si può optare per l’ammortamento “puntuale” col calcolo della proporzione dei giorni (o mesi) di uso nell’esercizio.
  • In caso di eliminazione di beni non ancora completamente ammortizzati dal complesso produttivo, il costo residuo è ammesso in deduzione.
  • Per i beni il cui costo unitario non è superiore a €516,46 euro è consentita la deduzione integrale delle spese di acquisizione nell’esercizio in cui sono state sostenute, senza procedere quindi a nessun ammortamento. Il bene deve essere ugualmente iscritto nel Registro dei Cespiti e concorre alla formazione del patrimonio aziendale.

Vediamo un esempio pratico da cui poi deriveremo gli esempi delle scritture contabili che andremo a fare di seguito. Supponiamo di acquisire un bene strumentale dal costo di €10.000,00 che abbia come aliquota di ammortamento il 12,5% (ammortamento in 8 anni) e di utilizzare l’ammortamento al 50% per il primo anno.

QUOTA AMMORTAMENTOFONDO AMMORTAMENTORESIDUO DA AMMORTIZZARE
€625,00€625,00€9.375,00
€1.250,00€1.875,00€8.125,00
€1.250,00
€3.125,00€6.875,00
€1.250,00€4.375,00€5.625,00
€1.250,00€5.625,00€4.375,00
€1.250,00€6.875,00€3.125,00
€1.250,00€8.125,00€1.875,00
€1.250,00€9.375,00€625,00
€625,00€10.000,00

Nella prima colonna è indicata la quota che andremo ad ammortizzare partendo dal primo esercizio fino al nono, momento in cui si concluderà l’ammortamento di questo bene. Nella seconda colonna il valore del conto del fondo di ammortamento che si incrementa di anno in anno. Nella terza il residuo da ammortizzare, come sarà indicato nella scheda del bene nel Registro dei Cespiti; il valore diminuisce di anno in anno fino ad azzerarsi al completamento dell’ammortamento il nono anno.

Scritture contabili degli ammortamenti

Le scritture contabili relative agli ammortamenti vengono fatte alla fine di ogni esercizio, di norma il 31/12 di ogni anno, salvo esercizi particolari con periodicità non coincidente con l’anno solare.

Registrazione dell’acquisto

Nel momento in cui il bene viene acquistato dal Fornitore faremo la seguente registrazione di acquisto con la quale assegneremo il valore imponibile del bene al conto 110.40 [ATTREZZATURE DIVERSE]:

CONTODAREAVERE
220.001 Fornitore Caio Sempronio€12.200,00
110.40 ATTREZZATURE DIVERSE€10.000,00
230.10 IVA ACQUISTI€2.200,00

Ecco la registrazione nel Gestionale Amica:

Registrazione di acquisto del bene strumentale

Registrazione di acquisto del bene strumentale

Da notare subito che il conto di destinazione del valore imponibile del nostro acquisto, contrariamente al solito, è andato a movimentare un conto patrimoniale (110.40) e non un conto economico, come avviene se invece acquistiamo ad esempio beni di consumo oppure servizi. Questo ha una immediata conseguenza. In questo momento il nostro conto economico (quindi il risultato dell’anno) non è influenzato da questo acquisto, rimane del tutto invariato; verrà influenzato da questa operazione solo alla fine dell’anno quando andremo a fare l’ammortamento.

Ammortamenti a fine anno

Ora, sulla base del piano di ammortamento sopra indicato, andremo a fare la registrazione per il primo anno e poi una di quelle relative agli anni successivi (che saranno tutte uguali) ed infine quella relativa all’ultimo anno, in cui si completa l’ammortamento. La prima cosa da fare è creare il conto di ammortamento nel Conto Economico sotto la voce Costi. All’interno del Conto 300 creeremo il sottoconto 50 denominato AMMORTAMENTO IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI

CONTODAREAVERE
300.50 AMMORTAMENTO IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI€625,00
110.40 ATTREZZAATURE DIVERSE€625,00
Registrazione dell'ammortamento a fine anno

Registrazione dell’ammortamento a fine anno

In questo modo avremo nei costi dell’anno l’importo di €625,00 (che diminuirà il nostro risultato netto) ed avremo ridotto dello stesso importo l’immobilizzazione costituita nello Stato Patrimoniale.

La registrazione per i sette anni successivi sarà quindi:

CONTODAREAVERE
300.50 AMMORTAMENTO IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI€1.250,00
110.40 ATTREZZATURE DIVERSE€1.250,00

Ed infine quella per l’ultimo anno, con la chiusura dell’ammortamento:

CONTODAREAVERE
300.40 AMMORTAMENTO IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI€625,00
110.40 ATTREZZATURE DIVERSE€625,00

Fatte tutte le registrazioni, il mastrino del conto 110.40 sarà azzerato. Una volta capito il meccanismo le registrazioni sono facili da fare, potrete in questo modo diventare completamente autonomi anche nella gestione dei Beni Strumentali.

Ammortamento beni di valore inferiore a €516,46

Per i beni di valore inferiore a € 516,46 è prevista la possibilità di ammortizzarli immediatamente ed interamente nell’anno di acquisto e/o di entrata in funzione. In questo caso la registrazione di acquisto non andrà ad accantonare il valore tra le immobilizzazioni, ma imputerà direttamente a costo dell’esercizio, quindi nel Conto Economico, il valore del bene.

Supponiamo di aver comprato un tablet dal costo di €400,00. Per la sua registrazione procederemo così: per prima cosa creiamo sotto il conto 300 il sottoconto 100 denominato BENI STRUMENTALI < € 516. Faremo quindi la seguente registrazione:

CONTODAREAVERE
220.001 Fornitore Caio Sempronio€488,00
300.100 BENI STRUMENTALI < €516€400,00
230.10 IVA ACQUISTI€88,00
Registrazione di un bene di valore inferire a €516,46

Registrazione di un bene di valore inferire a €516,46

Come risulta chiaro dalla registrazione, il costo del bene ricadrà interamente sull’esercizio in corso.

NOTA BENE: l’ammortamento immediato per i beni di valore inferiore a €516,46 è una possibilità e non un obbligo. Quindi chi lo ritiene conveniente, se ne avvale, chi invece preferisce portare il bene in ammortamento ordinario lo può tranquillamente fare.

Svalutazioni

Questo è un tema spinoso che a volte risulta di difficile comprensione, per i suoi molteplici aspetti, a volte di non facile valutazione. La svalutazione di un bene in carico all’azienda DEVE (non è opzionale) essere fatta quando ricorrono delle condizioni particolari di cui elenco i principali indicatori:

  • significativa diminuzione del valore di mercato non prevista;
  • significative variazioni, tecnologiche, di mercato o normative, con effetto negativo;
  • aumento dei tassi di interesse di mercato o di altri tassi di rendimento degli investimenti in grado di modificare significativamente il tasso di attualizzazione adottato nel calcolo del valore d’uso e riducano il valore equo;
  • valore contabile delle attività superiore al valore equo stimato;
  • evidente obsolescenza o deterioramento fisico di un’attività;
  • significativi cambiamenti sulla società nel modo in cui un’attività viene utilizzata con effetti negativi come: attività inutilizzata, piani di dismissione, ridefinizione della vita utile, andamento economico futuro atteso in peggioramento.

In questi casi va fatta la svalutazione del bene soggetto alla perdita di valore. La cosa può, in alcuni casi, risultare dolorosa in quanto rappresenta una perdita secca di valore della propria azienda, soprattutto se la svalutazione è di valore elevato. Vediamo come viene rilevata contabilmente, supponendo che il bene che abbiamo messo in carico sopra subisca ad un certo punto una svalutazione di €1.000,00.

Cominciamo creando all’interno del Conto 300 il sottoconto 120 denominato SVALUTAZIONI IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI. Poi procediamo con la seguente registrazione:

CONTODAREAVERE
300.120 SVALUTAZIONI IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI€1.000,00
110.40 ATTREZZATURE DIVERSE€1.000,00

Registrazione di una svalutazione di un bene strumentale

Registrazione di una svalutazione di un bene strumentale


In questo modo avremo una perdita di €1.000,00 sull’esercizio in corso ed avremo però ridotto di €1.000,00 la quota del bene da ammortizzare. Da questo momento dobbiamo ricalcolare le quote residue di ammortamento sulla base del nuovo valore residuo del bene che è diminuito di €1.000,00.

Rivalutazioni

Salvo eventi assolutamente eccezionali, la normativa attuale non permette rivalutazioni oltre il valore massimo del bene. Di fatto questo fa sì che le rivalutazioni siano consentite solo come ripristino di valore dopo una svalutazione. Nel caso si verifichi la condizione va applicato quanto previsto per le svalutazioni ma a segni invertiti. Di norma, se la svalutazione è stata fatta a ragion veduta, cioè per un motivo non transitorio, ma strutturale, la necessità della rivalutazione di un bene svalutato diventa anch’essa un caso sporadico ed eccezionale.

Il registro dei beni ammortizzabili (o Registro dei Cespiti)

Nel Registro dei Beni Ammortizzabili devono essere annotate tutte le immobilizzazioni materiali e immateriali dell’impresa o del professionista. Si tratta di un registro per il quale non vi è obbligo di vidimazione. Hanno l’obbligo di compilare tale registro:

  • le società di capitali;
  • gli enti pubblici e privati diversi dalle società soggetti all’IRES;
  • i trust che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali;
  • le società di persone;
  • le persone fisiche che esercitano imprese commerciali;
  • gli esercenti arti e professioni.

Dal 1997 la tenuta del registro può essere sostituita da una serie di altri adempimenti alternativi teoricamente tesi alla semplificazione, ma che di fatto non lo rendono facilmente sostituibile, soprattutto per avere un quadro sempre aggiornato e preciso della situazione dei beni e degli ammortamenti relativi. I dati (personalizzabili sempre in base alla tipologia di bene in questione) da inserire all’interno del registro riguardano:

  • l’anno di acquisizione di un bene;
  • il costo originario;
  • eventuali casi di rivalutazione e/o svalutazione;
  • il fondo di ammortamento raggiunto nel periodo precedente;
  • il coefficiente di ammortamento effettivamente praticato nel periodo d’imposta;
  • la quota annuale di ammortamento;
  • le eliminazioni dal processo produttivo.

Ecco un esempio della scheda relativa ad un bene con le relative quote di ammortamento annuali e le altre informazioni:

Esempio di una scheda del Registro dei Cesiti

Esempio di una scheda del Registro dei Cesiti

Qualsiasi azienda o professionista nella sua vita ha la necessità di confrontarsi con gli ammortamenti e con il Registro dei Beni Strumentali. È bene conoscere il tema in modo approfondito al fine di evitare errori nelle operazioni ed anche sfruttare appieno le potenzialità offerte.

Vi do appuntamento al prossimo articolo dove tratteremo il tema delle rimanenze di magazzino.

Stefano Gardini

Co-Fondatore e Amministratore di CIR 2000 e della linea di software gestionali Amica.

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4 commenti su “Ammortamento dei beni strumentali o cespiti”

    Angelika27 settembre 2016 / Rispondi

    Buonasera , Le chiedo se una struttura è stata venduta con tutti macchinari in ammortamento. Il venditore continua a detrarre dalla SRL gli ammortamento del venduto? Cosi è successo che una nota associazione che tiene la contabilità dalla nascita della srl che comprendeva tre unità operative, Vendute e, ha inglobato una struttura nuova medica. Sul bilancio della nuova hanno continuato a detrarre ammortamenti. Io non m’intendo sono medico, ma mi sembra strano. Loro dicono che va bene. Mi può rispondere se vendute da 10 anni devono continuare a detrarre?
    angelika

      Stefano Gardini30 settembre 2016 / Rispondi

      Lo scenario non è chiaro da quanto mi scrivi, però da quanto capisco ci sono due società diverse che stanno portando in ammortamento gli stessi beni nello stesso momento. Se è così ovviamente è irregolare. Il venditore quando dismette i beni non li può più ammortizzare, essendo venduti: registrerà le plusvalenze o minusvalenze e basta.

    antonio13 febbraio 2017 / Rispondi

    BUONASERA, UN COMMERCIANTE ACQUISTA UN IMMOBILE AD USO STRUMENTALE, SE NON LO AMMORTIZZA SI GENERA LO STESSO UNA PLUSVALENZA ALLA VENDITA DELLO STESSO FRA QUALCHE ANNO?
    IN EFFETTI E’ STATO UN ERRORE ACQUISTARLO COSI’

      Stefano Gardini23 febbraio 2017 / Rispondi

      Dipende. Se lo acquisti a 100 e lo rivendi a 120 (anche se non lo hai ammortizzato) si genera una plusvalenza di 20. Se invece lo acquisti a 100 e lo rivendi a 80 generi una minusvalenza.

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