Guida Pratica ai Cespiti o Beni Strumentali – Parte I

Cespiti e Beni StrumentaliI beni strumentali o cespiti sono quei beni che vengono utilizzati dall’azienda per lo svolgimento della propria attività per più esercizi contabili e che quindi dispiegano la loro utilità nel tempo. Ad esempio tra i beni strumentali generici che spesso sono comuni a molte imprese possiamo annoverare i mobili di arredo degli uffici, i personal computer, le autovetture. Inoltre sono beni strumentali apparecchiature, attrezzi e strumenti propri dell’attività dell’impresa e/o dell’artigiano come ad esempio gli attrezzi di lavoro (chiavi, cacciaviti, martelli ecc) per un meccanico, trattore e aratro per un contadino, gru e betoniere per un costruttore edile e così via.

I beni strumentali devono essere iscritti a Bilancio nello Stato Patrimoniale (quindi nel patrimonio aziendale), nella apposita voce delle immobilizzazioni materiali. Non devono essere considerati beni strumentali quei beni che, pur avendo un utilizzo pluriennale, sono di modico valore, stabilito per legge in €512. Questi ultimi di norma vengono equiparati al materiale di consumo e vanno contabilizzati nel bilancio come costi annuali.

Cespiti materiali e immateriali

I beni strumentali sono divisi in due categorie: i beni materiali sono quelli “visibili”, mentre quelli immateriali sono tutti quei costi non tangibili che danno la loro utilità per più anni. Ad esempio sono beni immateriali i costi per la realizzazione di un logo aziendale, i costi di studio e progettazione di un prodotto, oppure l’acquisto di un marchio aziendale da terzi.

Il libro o registro dei cespiti

Il Libro dei Cespiti è un registro dove devono essere annotati tutti i beni strumentali acquistati dall’azienda ed iscritti a Bilancio negli appositi conti dello Stato Patrimoniale (immobilizzazioni materiali ed immateriali), suddivisi per categoria e per anno di acquisto. Al 31/12 di ogni esercizio verrà calcolato e riportato sul Libro dei Cespiti anche l’importo di ammortamento, il valore del fondo di ammortamento ed il valore residuo del bene. Nel prossimo articolo (Parte II) spiegheremo in dettaglio come effettuare i calcoli.

Come buona pratica contabile si consiglia, ogni volta che si acquista un bene strumentale, di fare copia della fattura relativa e di allegarla al Libro dei Cespiti.

Vendita di un cespite o bene strumentale

Cespiti e Beni Strumentali
Quando si procede alla vendita di un bene strumentale registrato è necessario procedere alla corrispondente annotazione sul registro dei cespiti, stralciando il bene stesso ed il relativo fondo di ammortamento e rilevando a bilancio la plusvalenza (utile) o minusvalenza (perdita) che si viene a realizzare.

Se la differenza tra il valore residuo del bene (costo di acquisto meno fondo ammortamento) ed il prezzo di vendita è positivo abbiamo una plusvalenza (ricavo); se è negativo abbiamo una minusvalenza (costo).

Esempio di Cessione di un bene strumentale o cespite

Costo di acquisto €100.00; fondo ammortamento €30,00; valore residuo €70,00 (€100,00 – €30,00).

  • Primo caso: prezzo di vendita €80,00, abbiamo una plusvalenza di 10
  • Secondo caso: se valore di vendita €50,00, abbiamo una minusvalenza di 20

La plusvalenza rappresenterà un utile a bilancio pari alla percentuale di detraibilità del bene ed allo stesso modo una minusvalenza rappresenterà un costo a bilancio pari alla percentuale di detraibilità del bene. Ad esempio se gli importi precedenti fossero riferibili ad un telefono cellulare (percentuale di detraibilità 80%), nel caso di plusvalenza si iscriverà a bilancio utile per un valore di €8,00, in caso di minusvalenza si iscriverà a bilancio una perdita per un valore di €16,00.

Dismissione di un cespite o bene strumentale

Nel caso di rottura definitiva di un bene ed in ogni caso di dismissione senza possibilità di vendita, è necessario dismetterlo. Purtroppo ad oggi la normativa prevede come unica forma possibile la fatturazione del bene, ad esempio all’amministratore,  ad un prezzo irrisorio indicando chiaramente che il bene è rotto, non funzionante e/o inutilizzabile.

Su queste fatture andrà applicata l’IVA di legge. Dal punto di vista contabile la dismissione va trattata come una vendita e quindi annotata sul registro dei cespiti e genererà una plusvalenza o minusvalenza a bilancio.

Resta sintonizzato

Nella seconda parte di questa mini serie sui Cespiti, di prossima pubblicazione, troverai gli esempi, le regole per l’annotazione nel registro dei cespiti dei beni ammortizzabili e tutti i calcoli per il fondo di ammortamento, il valore residuo, eccetera. Aggiornamento: la Guida Pratica ai Cespiti o Beni Strumentali – Parte II è ora disponibile online.

Stefano Gardini

Co-Fondatore e Amministratore di CIR 2000 e della linea di software gestionali Amica.

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234 commenti su “Guida Pratica ai Cespiti o Beni Strumentali – Parte I”

    29 settembre 2011 / Rispondi

    […] alla seconda parte e ultima parte della nostra Guida Pratica ai Cespiti o Beni Strumentali. Nella prima parte abbiamo visto cosa sono i cespiti (o beni strumentali), spiegato la differenza tra cespiti […]

    andrea21 marzo 2013 / Rispondi

    Attenzione, segnalo un errore nell’articolo. Non è vero che i cespiti rotti o obsoleti si possano alienare solo con vendita fatturata. Anzi tale pratica potrebbe incorrere in sanzioni pesanti in quanto si sta aggirando la normativa sui rifiuti. Grazie alla circolare ministeriale n. 193/E del 23-07-98 è possibile cancellare i beni dal libro dei cespiti dimostrando di aver conferito i rifiuti ad un’azienda autorizzata alla gestione di quella particolare categoria di rifiuti. A dimostrazione dell’avvenuto smaltimento deve essere conservato il FIR (Formulario di Identificazione dei Rifiuti, che è il documento di trasporto dei rifiuti) e l’elenco delle matricole dei cespiti smaltiti, entrambi i documenti controfirmati dall’impianto di smaltimento che appare come destinatario sul FIR.

    Cordiali saluti

      Stefano Gardini22 marzo 2013 / Rispondi

      Certo se il cespite rappresenta un rifiuto da gestire, come indica lei, è tutto corretto. Io mi sono limitato agli aspetti ‘fiscali’ della questione. Ma tenga presente che non necessariamente tutti i cespiti sono rifiuti da gestire, ci sono tipologie che possono anche essere ‘smaltite’ senza particolari adempimenti.

    Dario23 aprile 2013 / Rispondi

    Gent. Stefano, anzitutto grazie per queste guide davvero utili e chiare che leggo regolarmente!
    Volevo chiederti il seguente chiarimento: se acquisto da un privato un frigorifero del valore di 3000 euro per la mia pizzeria tramite scrittura privata (e non fattura visto che me la vende un privato) posso “caricare” sul mio registro dei beni ammortizzabili questo cespite allegando la scrittura privata? E visto che è un acquisto “non pubblico” (ossia non depositato ad esempio con un atto notarile) devo fare qualche sorta di comunicazione all’agenzia delle entrate dell’acquisto?
    Grazie in anticipo per la risposta.
    Cordialmente

      Stefano Gardini24 aprile 2013 / Rispondi

      Puoi regolarmente metterlo in ammortamento con la scrittura privata. Oltre all’iscrizione in bilancio non devi fare alcun altro adempimento.

        Dario25 aprile 2013 / Rispondi

        Grazie mille Stefano! ora però mi sopraggiunge un altro dubbio: siccome pago questo frigorifero a rate con riserva di proprietà fino al pagamento dell’ultima rata che scade tra due anni, potrò comunque ammortizzare quest’anno il frigorifero?
        Buon 25 aprile!

          Stefano Gardini25 aprile 2013 / Rispondi

          No a questo punto no perchè non è tuo. Dovrai trattarlo come un leasing.

            Dario30 aprile 2013 /

            ciao Stefano, quindi se ho ben capito non carico il bene sul registro dei beni ammortizzabili ma bensì deduco sul reddito 2013 le rate quest’anno pagate trattandole come fossero dei canoni leasing? e alla luce di ciò il valore di questo frigo mi andrà ad incrementare il valore dei beni strumentali sugli studi di settore sempre in proporzione alle rate pagate annualmente?
            Grazie

            Stefano Gardini30 aprile 2013 /

            Sì li devi trattare in modo analogo contabilmente. Per la seconda considerazione, tu non hai alcun bene strumentale in tuo possesso, ne usi uno in affitto. Per gli studi bisogna verificare quelli del tuo settore cosa prevedono, ma in questo caso direi che, avendolo in pieno uso, dovrai trattarlo come se fosse tuo. Produce ‘reddito potenziale’ allo stesso modo.

    Glauco21 maggio 2013 / Rispondi

    Ciao Stefano
    Sto per aprire una ditta individuale,e vorrei utilizzare il computer e altre atrezzature(scaffali, calibri,banchi,etc.etc.) che già possiedo personalmente per esercitare la mia attività ,posso venderle alla mia ditta individuale in modo da averle nel libro dei cespiti e così non essere costretto a comprare cose che già possiedo?

      Stefano Gardini22 maggio 2013 / Rispondi

      Più che venderle, visto che è ditta individuale, ti consiglio di fare un ‘conferimento’ a titolo gratuito. Diversamente c’è qualche problema per la deduzione di costi in capo a te stesso come fornitore e cliente.

    Lk29 maggio 2013 / Rispondi

    Buongiorno, le pongo il seguente quesito: una società di capitale vuole procedere alla cancellazione dal registro cespiti di alcuni beni (in parte ammortizzati e in parte no) che, a seguito di inventario fisico, non risultano più nella disponibilità della società. Qual è la procedura più corretta da seguire (non potendo più seguire a questo punto, ritengo, le procedure indicate dal DPR 447 del 1998)?

      Stefano Gardini30 maggio 2013 / Rispondi

      Fattura di cessione ad un soggetto terzo, come ad esempio un socio. Di norma è la procedura più idonea e prevista dalla normativa. Applicando naturalmente un prezzo basso ma che non risulti ‘sospetto’.

    CINZIA7 agosto 2013 / Rispondi

    Forum fantastico e utilissimo…. grazie !

    Anna2 ottobre 2013 / Rispondi

    Una domandina spero facile facile: una società concessionaria di vendita veicoli immatricola a suo nome dei veicoli ad uso dimostrativo e come km.0. Come gestire tali costi? Come cespite, ovvero come bene strumentale, o come oggetto dell’attività, e quindi come costo dell’anno, da eventualmente riportare in giacenza a fine esercizio?
    Grazie anticipatamente del supporto.

      Stefano Gardini2 ottobre 2013 / Rispondi

      In questo caso mi sembra corretto contabilizzarli come cespiti.

        Anna2 ottobre 2013 / Rispondi

        anche se i veicoli sono oggetto dell’attività, e non bene strumentale?

          Stefano Gardini3 ottobre 2013 / Rispondi

          In questo caso lo diventano giocoforza, se vengono usati ad uso dimostrativo diventano ‘strumenti’ per fare bene/meglio il proprio lavoro, che vendere veicoli. Poi naturalmente il tutto soggetto ad interpretazione, ma io la interpreterei così.

            Anna7 ottobre 2013 /

            Ok, per quanto riguarda le “demo”. Ma le Km.0?? Si ammortizzano anche quelle???……

            Stefano Gardini7 ottobre 2013 /

            Le Km 0 sono acquistate per fare ‘budget’? In questo caso sono assimilabili a scorte di magazzino quindi detraibili dal costo immediatamente ma poi hanno una valore di ‘rimanenze finali’.

    maria10 febbraio 2014 / Rispondi

    Buonasera Stefano, a me capita invece il caso di una società che a sempre portato a cespiti qualunque tipo di bene e ora si ritrova con beni come calcolatrici vecchie di più di 10 anni che negli anni non si sa che fine hanno fatto….non sono moltissime ( 5) con un valore medio o meglio visto che ormai sono state ben più che ammortizzate completamente, con un costo storico medio di circa 90 euro ciascuna! Come posso comportarmi?
    Grazie mille e buona serata!

      Stefano Gardini10 febbraio 2014 / Rispondi

      Rottamarle seguendo la procedura (DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DELL’ATTO D I NOTORIETA’ AI SENSI DELL’ART. 21 DPR 445/2000 DELLA LEGGE 15/68 ART. 47 DPR 448/2000) per i beni di valore complessivo inferiore a Eur 10.000. Oppure venderli a ‘valore normale’ ad un privato, che può essere il titolare stesso, emettendo regolare fattura. Queste sono le due strade che puoi percorrere.

    Elena13 febbraio 2014 / Rispondi

    Siamo uno studio di ingegneria, la nostra commercialista ha messo nel registro dei cespiti anche le attività di tinteggiatura dei locali e di sistemazione dell’impianto elettrico, nonché costi di taratura di strumenti e acquisto di alcuni software ( compreso l’anti virus), ma è’ corretto?
    Grazie tantissime se vorrà tenere in considerazione il mio quesito!
    Cordialmente
    Elena

      Stefano Gardini13 febbraio 2014 / Rispondi

      Sì è corretto, anche se ha usato (come penso) l’ammortamento anticipato, tutti questi prodotti vanno nel registro dei cespiti.

    angy13 marzo 2014 / Rispondi

    salve vorrei chiedere quali sono i costi deducibili per un procacciatore di affari e quali sono le percentuali di deducibilità…..grazie mille

      Stefano Gardini13 marzo 2014 / Rispondi

      Non vuole essere un elenco esaustivo ma di esempio:

      In particolare, sono detraibili al 100% sia dall’IVA che dall’IRPEF:
      le spese di cancelleria, le spese di contabilità, le spese professionali, l’acquisto di fotocopiatrice, computer e fax, l’acquisto dei mobili da ufficio, l’imbiancatura dell’ufficio, le spese di pubblicità, i beni strumentali, la pulizia dell’ufficio, le bollette Enel uso ufficio.

      Sono detraibili al 40% dall’IVA e al 20% dall’IRPEF le seguenti spese:
      l’acquisto dell’auto (per un massimo di euro 18.075), il carburante, il carrozziere, il gommista, l’elettrauto, il leasing dell’auto, il noleggio dell’auto.

      Sono detraibili al 100% solo dall’IRPEF:
      le spese per i dipendenti, i valori bollati, le spese postali, le spese condominiali, le spese bancarie, gli interessi passivi.

    Carlo21 maggio 2014 / Rispondi

    Buongiorno,
    Le pongo questo quesito:
    ho un muletto del 2007 comprato usato e completamente ammortizzato;
    Un azienda cliente vorrebbe comprarlo ma ora non saprei nemmeno valutarlo. Posso fare un passaggio di proprietà per evitarmi una plusvalenza o consiglia di fatturarlo ad un prezzo di piacere?
    La ringrazio

      Stefano Gardini21 maggio 2014 / Rispondi

      Per obbligo di legge va fatturato al cosiddetto ‘prezzo normale’ che deve essere vicino al valore reale. Purtroppo almeno una stima di massima andrebbe fatta ed utilizzata per la fatturazione.

    Dadef6 giugno 2014 / Rispondi

    Sono un ingegnere professionista. Volevo sapere come trattare i beni strumentali sotto i 516,00 euro (borsa da lavoro, telefono, libri, software, ecc). In particolare: Vanno registrati nel “registro dei beni ammortizzabili” anche se di valore esiguo? quando li dismetto perché si consumano o diventano obsoleti (non faccio fattura a nessuno), devo fare delle scritture / annotazioni? Grazie per la risposta.

      Stefano Gardini6 giugno 2014 / Rispondi

      Tutti i cespiti anche di valore esiguo vanno messi nel Libro Cespiti. Se li devi dismettere devi seguire la procedura di smaltimento prevista dalla legge e di cui trovi un articolo dettagliato proprio qui sul blog.

        Dadef6 giugno 2014 / Rispondi

        Grazie per la risposta. Nel secondo paragrafo dell’articolo leggo: “Non devono essere considerati beni strumentali quei beni che, pur avendo un utilizzo pluriennale, sono di modico valore, stabilito per legge in €512. Questi ultimi di norma vengono equiparati al materiale di consumo e vanno contabilizzati nel bilancio come costi annuali.”… mi sembrava il mio caso… mi è sfuggito qualcosa?

          Stefano Gardini6 giugno 2014 / Rispondi

          Non vedo quanto riporti virgolettato nel mio articolo segnalato col link, forse è in un altro articolo che hai letto sempre sul blog. In ogni caso la contabilizzazione ai fini del bilancio è una cosa, il libro dei cespiti è un’altra e qualsiasi bene durevole (non materiale di consumo reale) va riportato, anche perchè va a far parte del patrimonio aziendale. Tanto per capirci ma se io in un anno compro 20 pc portatili da 500 euro cadauno, è vero che li ammortizzo immediatamente, ma è anche vero che ho un valore patrimoniale di bilancio di 10.000 euro, che non è di certo trascurabile (escluse le eventuali svalutazioni).

            Dadef8 giugno 2014 /

            ok. Grazie!

            Lucia1 dicembre 2015 /

            Buongiorno ho una domanda e posso rifarmi al suo esempio circa i 20 pc portatitili da 500 euro. Per ogni pc si deve presentare una fattura diversa? Il bene con importo inferiore ai 516 euro quindi, deve avere una fattura propria?
            Grazie

            Stefano Gardini2 dicembre 2015 /

            La fattura può essere anche una sola purchè sia specificato il prezzo unitario. A quel punto si evince che ogni singolo bene ha un valore inferiore a 516 euro.

    Massimo15 giugno 2014 / Rispondi

    Nel caso di Ditta individuale semplificata il fornitore mi omaggia di un espositore nella fattura di acquisto merce (valore mercato modico euro 100 indicato in dettaglio fattura imponibile 0) . Devo indicarlo nel registro cespiti e ammortizzare? e rilevare corrispondente sopravvenienza quando ammortizzo ? grazie

      Stefano Gardini16 giugno 2014 / Rispondi

      Essendo un omaggio e di modico valore io lo eviterei.

    daniele16 giugno 2014 / Rispondi

    Buonasera dott.
    avrei bisosogno di un chiarimento,mio padre in pensione da diversi anni ricava dai prodotti agricoli meno di 1000 euro annui ,dove vendere un trattore ormai inutilizzato acquistato nel 1995,l’associazione dice che siccome il valore del trattore supera 1/3 del valore totale delle entrate agricole deve passare alla contabilita’ iva coi relativi costi di gestione.A questo punto visto l’eta’ e la non convenienza se mio padre chiude definitivamente l’ attivita’ e’ libero di vendere il trattore da privato con semplice scrittura o autofattura dell’acquirente e a quali adempimenti e’ soggetto. Grazie mille x la gentile risposta.

      Stefano Gardini17 giugno 2014 / Rispondi

      Sì se vuole può chiudere l’attività agricola, trasferire il trattore come sua proprietà personale (se intestato all’attività) e poi venderlo come privato con semplice ricevuta senza alcun altro adempimento.

        daniele foschi14 settembre 2014 / Rispondi

        Salve Gardini, inanzitutto la ringrazio per la disponibilita’ ,abbiamo deciso per la chiusura dell’azienda agricola, mi rimane da chiarire l’ iter seguire per fare il traferimento del trattore

          Stefano Gardini15 settembre 2014 / Rispondi

          Fatturare il trattore dall’Azienda al privato Sig…… al prezzo cosiddetto ‘normale’. Quindi il più basso possibile ma correttamente giustificabile davanti ad un controllo.

    luna17 giugno 2014 / Rispondi

    buongiorno Stefano, prima di tutto gli faccio i complimenti per il sito e le risposte utili che dà. vorrei chiedere gentilmente una cosa, cosa conviene fare : piccola società sas ha acquistato materiale che utilizza per noleggio ai clienti, il commercialista mi ha detto che deve mettere tutto nei cespiti, è corretto??? vuol dire che aumenta il capitale patrimoniale della società ??? oppure non inserirli nei cespiti e lasciarli come materiale in magazzino?? mi aiuti non so cosa fare. Mi sono resa conto adesso che non ho un buon commercialista che mi dia buoni consigli……grazie mille attendo urgentemente

      Stefano Gardini17 giugno 2014 / Rispondi

      Beh in questo caso direi che la cosa giusta da fare è proprio questa. I beni che acquisti per poi noleggiarli devono essere messi nei cespiti in quanto sono beni strumentali che ti permettono di svolgere la tua attività (noleggiarli).

    antonio4 luglio 2014 / Rispondi

    Ottimo e utile sito vorrei chiedere un parere un po piu tecnico su una questione di ammortamenti.

    anna M.5 luglio 2014 / Rispondi

    Buongiorno Stefano
    ho una ditta individuale e ho acquistato un capannone per svolgere la mia attività,la mia commercialista la scritto nel registro dei beni strumentali ma è corretto?se un domani dovessi vendere quali e quante tasse mi troverò a pagare?
    come ci si deve comportare?
    grazie

      Stefano Gardini5 luglio 2014 / Rispondi

      La procedura svolta dalla commercialista è corretta. Quando lo venderai pagherai le tasse (tassazione ordinaria) sulla plusvalenza realizzata tra il prezzo di acquisto – quota ammortizzata ed il prezzo di vendita.

    Massimo6 luglio 2014 / Rispondi

    buongiorno, nel caso di attività commerciale nel primo anno di attività in contabilità semplificata , con inizio metà gennaio , gli ammortamenti dei cespiti li calcolo al 50 % . Contemporaneamente posso applicare una ulteriore riduzione del 50% come ammortamenti ridotti e continuare ad ammortizzare con ammortamenti ridotti anche gli anni successivi ? grazie

      Stefano Gardini7 luglio 2014 / Rispondi

      Sì è possibile se si sceglie la modalità dell’ammortamento ridotto.

        Massimo8 luglio 2014 / Rispondi

        grazie . la partita iva è stata aperta a metà gennaio ma i primi ricavi con inizio attività è avvenuta 2 mesi dopo a metà marzo.
        le pongo un esempio : per attrezzatura aliquota ordinaria 15 % , applico aliquota ridotta del 50 % per primo anno di attività e ulteriore 50 % per ammortamento ridotto . ( quindi diventa 3,75 % )
        Invece di applicare il primo abbattimento del 50% per anno di inizio attività è più corretto calcolare l’aliquota d’ammortamento per i giorni considerando la data di apertura della partita iva ( 15 gennaio ) o quella di inizio di utililizzo dei beni che corrisponde alla data di inizio di svolgimento dell’attività con i primi ricavi ( 15 marzo ) ? cosa mi consiglia ? grazie ancora

          Stefano Gardini9 luglio 2014 / Rispondi

          Non c’è una regola, devi scegliere in base a convenienza. Puoi applicare la versione con l’abbattimento del 50% primo anno (forfettaria per tutte le attrezzature) oppure la versione analitica sulla base dei giorni di effettivo utilizzo del primo anno.

            Massimo13 luglio 2014 /

            GRAZIE . MA SE SCELGO DI CONTEGGIARE IN BASE AI GIORNI , CONTEGGIO DAL 15/01 DATA APERTURA PARTITA IVA O DAL 15/03 DATA INIZIO RICAVI E APERTURA REALE NEGOZIO?

            Stefano Gardini13 luglio 2014 /

            Per un bene strumentale i giorni vanno conteggiati dalla data di messa in uso dello stesso per la produzione o comunque a servizio dell’impresa. Ovviamente non potrà essere prima del 15/03 ma potrebbe invece essere dopo. Tanto per fare un esempio: compro una moto per far fare le consegne a domicilio ad un mio dipendente nel mese di aprile ma assumo il dipendente che la deve usare nel mese di settembre: se nessuno altro l’ha usata è ovvio che con il metodo analitico la moto va messa in ammortamento dal mese di settembre.

    daniela10 luglio 2014 / Rispondi

    Buongiorno, avrei una domanda che però non so se è molto in tema. Se un’azienda vorrebbe vendere i propri rifiuti.. come dovrebbe essere gestita la questione dal punto di vista della fatturazione? come si giustifica il fatto di ricevere un compenso non derivante dalla principale attività dell’azienda? grazie mille in anticipo

      Stefano Gardini11 luglio 2014 / Rispondi

      L’azienda può fatturare anche beni o servizi che non sono la sua principale attività, purchè non lo diventino. Se così fosse va cambiato nel caso l’oggetto sociale e l’iscrizione in camera di commercio.

    mauro tamburini22 luglio 2014 / Rispondi

    SONO TITOLARE DI UNA IMPRESA INDIVIDUALE, COMMERCIO AD DETTAGLIO DI ABBIGLIAMENTO E CONFEZIONI PER UOMO.
    NEI BENI AMMORTIZZABILI ESISTE UNA AUTOVETTURA
    FIAT PUNTO IMMATRICOLATA IL 6.5. 2003. SEMPRE INTESTATA A TAMBURINI MAURO .
    VORREI TOGLIERLA DAI BENI AMMORTIZZATI, POSSO VENDERLA A ME STESSO, ED IN CASO POSITIVO A QUALE PREZZO, OVVIAMENTE CON EMISSIONE DI SEMPLICE FATTURA.

      Stefano Gardini22 luglio 2014 / Rispondi

      Sì lo puoi fare tranquillamente. Il valore è il cosiddetto ‘valore normale’ che in questo caso è facile da reperire, ad esempio sui valori dell’usato di quattroruote.

    mauro tamburini23 luglio 2014 / Rispondi

    COMPLIMENTI PER LA UTILITA’ DELLE SUE RISPOSTE E SOPRATUTTO LA SEMPLICITA’ DIDATTICA, COMPRENSIBILE A TUTTI.

    GRAZIE

    MAURO

    Linda28 luglio 2014 / Rispondi

    Buonasera Sig. Gardini e complimenti per il blog.
    Ecco la mia domanda.
    Un bene strumentale di una sas (in questo caso una stampante) acquistato nel 2013 si è definitivamente rotto nello stesso anno. Come ci si regola in questi casi? Il prezzo pagato è di circa 60 euro: nel caso di autofattura per dismissione, un valore di 10 euro sarebbe giusto? Come funziona quindi l’ammortamento del bene in questi casi? Grazie

      Stefano Gardini7 agosto 2014 / Rispondi

      In questo cso nessun ammortamento ma un bene rivenduto rotto al di sotto del prezzo di acquisto configurando una perdita. L’autofattura per dismissione va bene, però nel caso specifico la domanda che mi sorge è: il bene non ha garanzia?

    Alessandro19 settembre 2014 / Rispondi

    Buongiorno Stefano,
    avrei un quesito. la mia società deve dismettere alcune beni strumentali (PC). dato che sono locati in sede operativa (io sono in legale) ho chiesto anzitutto di capire bene quali cespiti siano, per capire l’effettivo valore contabile, dato che non so se sono completamente ammortizzati o meno. se lo fossero e sicuramente non andranno rivenduti, da un punto di vista burocratico che tipo di “documento” devo avere dall’AE?

    grazie.

      Stefano Gardini19 settembre 2014 / Rispondi

      Se l’importo complessivo del valore cosiddetto ‘normale’ è inferiore ai 10.000 euro puoi smaltirli in proprio con autocertificazione (Atto notorio) dandone comunicazione all’Agenzia Entrate, per massima sicurezza con diversi giorni di anticipo, indicando luogo ed ora dello smaltimento.

        Alessandro19 settembre 2014 / Rispondi

        grazie mille!

        e complimenti!

    isabella29 settembre 2014 / Rispondi

    Ciao Stefano … ho bisogno di aiutoooo su alcune cose …. alcuni chiarimenti …GRAZIE !
    Stiamo acquistando un bar comprensivo di tutto ed è stato fatto anche un “preliminare di vendita” in cui viene sottoscritto tutto. Abbiamo però un dubbio sul “bancone ” del bar … se è presente nel libro cespiti ammortizzabili dell’azienda significa che è tutto in regola; ma se nel libro cespiti ammortizzabili dell’azienda non è presente cosa significa ??? Ed eventualmente in futuro per non avere problemi per il “bancone” cosa possiamo fare ?
    grazie ….

      Stefano Gardini29 settembre 2014 / Rispondi

      Il bancone dovrebbe esserci, se non ci fosse chiedete di avere copia della fattura di acquisto ed inseritelo voi all’avvio della vostra attività. Se non dovesse esserci nemmeno questa, fatevi fare una cessione da privato su carta semplice d parte del venditore del bar ed inseritelo ugualmente nei vostri cespiti.

        isabella29 settembre 2014 / Rispondi

        grazie !!!!

    Alessandro14 ottobre 2014 / Rispondi

    Buongiorno Dott. Gardini,
    avrei un quesito da porLe per una questione che non mi è molto chiara.
    Quando la mia società ha acquisito, nel 2010 da un’altra azienda, un ramo d’azienda, tutti i beni materiali ed immateriali “ereditati” erano stati iscritti alla voce “Avviamento” col valore simbolico di 1,00 €.
    Relativamente a quelli materiali, esiste un allegato del contratto in cui vengono elencati dettagliatamente.
    I singoli beni, essendo stati appunto messi in avviamento non sono mai stati “cespitizzati”, e la voce “avviamento”, dato il suo esiguo valore, non è mai stato oggetto di ammortamento.
    Ora si è deciso di buttare/rottamare un po’ di questi beni strumentali ormai obsoleti.
    A questo punto, da un punto di vista contabile e procedurale, come devo trattare questa dismissione/alienazione dato che tali beni non sono mai stati inventariati?
    grazie molte.

      Stefano Gardini14 ottobre 2014 / Rispondi

      La questione è un po’ dubbia. A mio avviso i beni, essendo su un contratto andavano messi a cespiti. In questo caso ‘rischierei’ di buttarli senza altra documentazione. Non è proprio regolarissimo, ma dubito che in caso di controllo si ricostruirebbe tutta la storia del contratto e dei beni smaltiti. Diversamente va fatta regolare comunicazione di smaltimento e prodotto la necessaria documentazione come da articolo che travate sul blog.

    Francesca9 novembre 2014 / Rispondi

    salve Stefano, é davvero chiaro nelle sue risposte complimenti ottimo blog.
    Io vorrei sapere cosa succede a livello fiscale se vendo dopo 6 mesi ( devo aspettare un anno ? ) un bene di quelli non ammortizzati sotto i 516 euro .
    É materiale fotografico una reflex che uso per il, mio lavoro e per intenderci e vorrei fare un upgrade ad un modello superiore.
    Acquisto 450 bene compreso obbiettivo ( era un kit qui i non appare in fattura ) vendita a 200 solo corpo.
    Lo posso fare ? Lo devo fatturare anche se vendo ad un privato ? 200 iva inclusa ?
    Cosa succede nella mia contabilità ? Ho una minusvalenza ?

    Grazie Francesca

      Stefano Gardini10 novembre 2014 / Rispondi

      Va fatturato anche a privato normalmente utilizzando il codice fiscale anzichè la partita iva. In contabilità si genera una minusvalenza, andrebbe però segnalata la presenza del teleobiettivo in quanto deve rimanere a libro dei cespiti e va valorizzato.

    francesco21 novembre 2014 / Rispondi

    Ciao Stefano,se acquisto con leasing banconi bar nuovi costo 34.000 più iva in 36 mesi il leasing ,rate mensili di 755,00 più iva, cosa riesco a scaricare come tasse o costo in generale.
    attività bar tabacchi.
    grazie mille

      Stefano Gardini9 dicembre 2014 / Rispondi

      Sono beni strumentali quindi con le regole del leasing attuali scarichi l’intero importo, perchè il leasing segue la detraibilità del bene. Ovviamente anche l’iva.

        Giusy2 maggio 2016 / Rispondi

        Buongiorno, mi è stato proposto il noleggio operativo per acquistare degli espositori da banco per i gratta e vinci (attività Tabaccaio),Le chiedo se, per poter dedurre i costi del canone, il contratto di noleggio deve avere una durata minima o comunque è soggetto a particolari vincoli.
        Grazie

          Stefano Gardini3 maggio 2016 / Rispondi

          No direi proprio che non vedo problemi nè vincoli particolari.

    ing. spatarella franco22 novembre 2014 / Rispondi

    Ho 2 interpretazioni per un fatto contabile pratico di mio personale interesse.
    Ho acquistato un’auto nel 2010 del costo di 35.000 euro iva compresa. La venderò nel 2015 mettiamo a 2.000 euro.
    Il valore residuo è una minusvalenza?
    grazie

      Stefano Gardini5 dicembre 2014 / Rispondi

      Sì se il valore residuo è superiore a 2000 euro si crea una minusvalenza pari alla differenza tra valore residuo e valore fatturato.

    Serena25 novembre 2014 / Rispondi

    Salve Stefano, una srl è interessata, a “costo zero”, ad acquisire la proprietà di materiale informatico (RAEE?) funzionante e completamente ammortizzato dalla società proprietaria. Si può configurare una donazione anche se si tratta di una realtà a scopo di lucro?
    Alternativamente quale documentazione deve essere prodotta dalle due parti coinvolte? Una fattura di acquisto a “1 euro”, per dire, non è possibile.
    grazie.S.

      Stefano Gardini5 dicembre 2014 / Rispondi

      E’ un bel problema. Diciamo che se il materiale ha un valore commerciale dovrebbe essere valorizzato, se non ce l’ha andrebbe smaltito. In effetti ci potrebbe (come è questo il caso a mio avviso) un interesse reciproco nella donazione a valore 0: la società che possiede il materiale se ne libera senza costi, la società che lo acquisisce ne può ricavare un piccolo vantaggio economico. Direi che, tenendo ambedue pronte le motivazioni in caso di controllo, può essere fatta una cessione di materiale senza valore commerciale.

    vito5 dicembre 2014 / Rispondi

    Buongiorni Stefano, vorrei porre un quesito poichè ho un dubbio in merito.
    Una società srl deve vendere un opificio industriale di sua proprietà ad un’altra società.
    Anzitutto il capannone è considerato bene dtrumentale?
    La vendita è soggetta ad iva? e se no come fatturare?
    Spero che il mio quesito sia chiaro.
    Grazie

      Stefano Gardini9 dicembre 2014 / Rispondi

      Sì anche il capannone è bene strumentale. La vendita è soggetta ad iva per le attrezzature, per l’immobile e l’applicabilità dell’iva, siccome ci sono diverse variabili, ti rimando al mo articolo sul tema.

    Cosmo18 dicembre 2014 / Rispondi

    Buonasera, ho una domanda da porvi. Se la mia azienda produce merci di cui la mia attività aziendale ha anche bisogno (trattasi in questo caso di biocombustibili che utilizzerò per la produzione di energia termica piuttosto che alimentarmi a gas o a gasolio), sottraendo quindi tale quantità alla vendita, quale sarà il trattamento fiscale e contabile? Grazie mille. Cosmo.

      Stefano Gardini21 dicembre 2014 / Rispondi

      Devi fare una autofattura per autoconsumo valorizzata al costo di produzione.

    laura8 gennaio 2015 / Rispondi

    Buongiorno, devo fare una fattura di vendita da una ditta ad un’altra ditta delle scaffalature che abbiamo in magazzino. La mia domanda è: come descrizione posso mettere solo la dicitura scaffalature con quantità 1, o devo mettere tutte le descrizioni come indicato nelle fatture di acquisto?
    Grazie e saluti

      Stefano Gardini8 gennaio 2015 / Rispondi

      Sarebbe meglio mettere una descrizione un po’ più dettagliata in modo che i prodotti acquistati e che adesso vengono rivenduti siano chiaramente identificabili.

    Stefano16 gennaio 2015 / Rispondi

    Buongiorno Stefano,
    ho un dubbio sui cespiti IT (pc, portatili, monitor, ecc.).
    Ho comprato 4/5 anni fa dei computer che ho messo in ammortamento. L’ammortamento è finito e dato che per me sono obsoleti, più che smaltirli, vorrei venderli. Sono soggetto a dover dare garanzia sul bene?

    Grazie,
    Stefano

      Stefano Gardini16 gennaio 2015 / Rispondi

      Problema contrattuale dire e non fiscale. Non sono un esperto in materia ma non essendo un rivenditore specializzato direi di no.

    ERICA22 gennaio 2015 / Rispondi

    BUONGIORNO,
    UNA DITTA IN CONTABILITA’ SEMPLIFICATA HA COMPRATO UNA AUTOVETTURA CON ADDEBITO DEL PREZZO DEL CARBURANTE PER € 50,00 NELLA STESSA FATTURA CON VOCE SEPARATA. POSSO CONTABILIZZARE TUTTO COME CESPITE IN QUANTO COSTO DEL CARBURANTE SOSTENUTO CONTESTUALMENTE ALL’ACQUISTO O NO? GRAZIE ANTICIPATE PER LA RISPOSTA.

      Stefano Gardini22 gennaio 2015 / Rispondi

      No il carburante va scomputato e contabilizzato come tale, non come cespite (non lo è nei fatti e nella natura).

    Raffaele31 gennaio 2015 / Rispondi

    Scusate il disturbo ma volevo informazioni riguardante una situazione simile in cui mi trovo io vi spiego : per una pendenza di soldi da un crossiate facendomi causa in tribunale per un mancato accordo l’unico veicolo che io sono intestatario , preciso e specifico che sono un venditore ambulante ditta individuale, potrebbe sequestrare il veicolo essendo ditta individuale?
    Attendo vostre risposte Dottor Stefano Gardini
    Cordialmente

      Stefano Gardini2 febbraio 2015 / Rispondi

      La domanda non mi è del tutto chiara, comunque si tratta di una questione strettamente legale per la quale non sono ferrato. A mio avviso il veicolo può essere sottoposto a sequestro ma essendo bene strumentale necessario direi solo per 1/5 del valore. Ma si tratta solo di mie valutazioni, andrebbe consultato un legale.

    gianluca5 febbraio 2015 / Rispondi

    cosa succede se una srl riscatta auto a fine contratto noleggio e non la mette nei cespiti ma tutta nei costi?

      Stefano Gardini5 febbraio 2015 / Rispondi

      Succede che non va bene. Il bilancio non è corretto e quindi passibile di tutte le conseguenze relative.

    fabio21 febbraio 2015 / Rispondi

    Buongiorno,
    le sottopongo il mio quesito…
    abbiamo comprato uno scaffale ma in fattura vengono riportate le singole parti che lo compongono con il relativo prezzo unitario che spesso hanno prezzi inferiori ai 20 euro, ma sommati superano i mille euro…
    come li gestisco ai fini del libro cespite, soprattutto valutando una futura dismissione del bene che potrebbe sempre accadere…
    Avre anche un altro quesito se possibile.
    I cespiti inferiori ai 516,46 € noi li contabilizziamo a conto economico e non li riportiamo a libro cespite.
    E’ corretta come procedura?
    Anche perchè altrimenti ci ritroveremmo con moltissimi beni di valore irrisorio (50 , 100 , 150 Euro) che hanno un’utilita pluriennale sulla carta ma che difficilmente sono tracciabili.
    Grazie per l’attenzione.

      Stefano Gardini21 febbraio 2015 / Rispondi

      Per prima cosa chiarisco un concetto: i cespiti vanno a libro cespiti anche se l’ammortamento è immediato. Allo Stato non interesse se ci sono centinaia di registrazione ma vuole sapere quali cespiti abbiamo perchè rappresentano un patrimonio dell’azienda. Per lo scaffale se non hai la necessità di ammortizzarlo subito valuterei l’ipotesi registralo come cespite unico. Se lo vuoi ammortizzare subito (<516,46) valuterei di registrarlo come 2/3 scaffali di valore inferiore, immagino sia 'componibile'.

    Carmen23 febbraio 2015 / Rispondi

    Buongiorno vorrei sottoporre questo mio dubbio: sono entrata nel novembre 2014 nel regime dei minimi ed ora febbraio 2015 acquisterò una vettura di 12.000 € iva inclusa. Cosa devo registrare nei beni strumentali? Devo prestare attenzione a non superare i 15,000 € del triennio 2014-15-16.
    Ed infine che importo devo considerare per le deduzioni fiscali?
    Grazie per l’attenzione.

      Stefano Gardini25 febbraio 2015 / Rispondi

      La deducibilità fiscale per l’auto è del 20% con massimo di 3.615,20 euro. Nel tuo caso il 20% sarà di 2.400 euro in 5 anni, 480 euro l’anno. Nei beni strumentali devi registrare l’auto con il suo valore ed i valori di ammortamento annui. Valuta bene perchè ad oggi la convenienza fiscale di acquistare un’auto aziendale non c’è.

    Mary24 febbraio 2015 / Rispondi

    Buonasera Stefano,
    ho appena letto le sue risposte e Le faccio i miei complimenti per la chiarezza e la disponibilità. Avrei cortesemente bisogno del suo aiuto…..un mio conoscente nell’anno 2010 ha aperto una ditta individuale e nel corso degli anni ha acquistato attrezzi necessari per lo svolgimento dell’attività. Ha il suo commercialista ma non credo abbia mai tenuto un libro di beni ammortizzabili….come si deve comportare? La tenuta del registro è obbligatoria anche per le imprese individuali? E adesso i beni acquistati negli anni precedenti come verranno ammortizzati?

      Stefano Gardini24 febbraio 2015 / Rispondi

      Il libro dei beni deve averlo. Se non ce l’ha lo compila immediatamente. I beni saranno già stati ammortizzati, anceh senza libro mi aspetto che fiscalmente i beni siano stati trattati correttamente. Non posso pensare diversamente.

        Mary25 febbraio 2015 / Rispondi

        Grazie Stefano!!!
        A questo punto inizio a dubitare sul lavoro del commercialista. Per una verifica….In che modo dovevano essere trattati in modo corretto fiscalmente?!

          Stefano Gardini25 febbraio 2015 / Rispondi

          Facendone l’ammortamento nel tempo previsto che varia in base alla tipologia del bene ammortizzabile o portandolo ad ammortamento immediato se di valore < 516 euro.

            Mary25 febbraio 2015 /

            Vorrei approfittare della sua cortesia per un chiarimento. L’ammortamento permette di dividere il costo del bene in più anni di utilizzo…quindi negli anni successivi all’acquisto, il costo della quota dell’ammortamento riduce l’utile dell’azienda e di conseguenza anche le tasse….ma nell’anno di acquisto il costo non è stato considerato per intero ma solo per la quota e quindi l’utile si è ridotto solo in parte, pagando più tasse giusto??? Mi scusi per l’ignoranza e grazie mille ancora per i chiarimenti. E’ veramente gentilissimo

            Stefano Gardini25 febbraio 2015 /

            Confermo. I motivi per cui lo Stato non consente, per beni di importo rilevante, di detrarre tutto subito sono sostanzialmente due. Il primo è che il bene normalmente ha effetti per l’attività spalmata su più anni e quindi è corretto che ne venga suddivisa una quota parte in ogni anno. Il secondo è che altrimenti l’acquisto di un bene potrebbe diventare un metodo fittizio di non pagare tasse o quantomeno di posticiparle.

            Mary26 febbraio 2015 /

            Chiarissimo!! Non so come ringraziarla!! E’ stato gentilissimo e secondo me meriterebbe un premio per la professionalità, la chiarezza e per l’aiuto che da a tante persone. Grazie di nuovo.

    Grazia24 febbraio 2015 / Rispondi

    in una ditta srl si acquista una nuova caldaia al costo di 13000 € + 2000 € di manodopera per la messa in funzione. Domanda: che valore devo iscrivere in libro cespiti? Solo il valore della caldaia 13000€ o 15000 valore comprensivo della manodopera? Grazie in anticipo per la sua cortese attenzione.

      Stefano Gardini25 febbraio 2015 / Rispondi

      Se nella fattura i due costi sono indicati separatamente, va rilevato il bene al valore di euro 13.000 e messo a costo la manodopera al valore di euro 2.000.

    Beatrice25 febbraio 2015 / Rispondi

    Buongiorno Dott. Gardini, spero possa darmi un consiglio.
    Sono un’estetista titolare di un piccolo centro estetico Nel 2009 ho acquistato un macchinario del valore di 25.000 euro, l ho finito di ammortizzare due anni fa. Quest’anno avrei voluto cambiare contabilità, passando al regime forfettario, ma leggendo, tra i requisiti per potervi accedere vi è questo: il costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, dei beni strumentali alla chiusura dell’esercizio non superava 20.000 euro.
    La domanda che volevo porle è questa.
    Possibile che un bene strumentale che oggi vale 1/5 del valore d’acquisto non mi consenta di accedere a questo tipo di contabilità semplificata?
    La ringrazio per la sua disponibilità.

      Stefano Gardini26 febbraio 2015 / Rispondi

      Purtroppo per i beni in proprietà, come mi pare sia questo macchinario, va considerato il costo storico di acquisto. Quindi direi che è motivo di esclusione. Del resto un’attività che si può permettere un bene di 25.000 euro dal punto di vista dello Stato non è marginale. Considera che l’obiettivo non è far pagare meno tasse ai contribuenti, ma permettere a chi non le pagavo (lavoretti in nero o attività marginali) di pagarle.

    Fabio Verdacchi10 marzo 2015 / Rispondi

    Buonasera, avrei un quesito da proporre: ho ideato un kit da proporre nei centri estetici per rassodare e tonificare il corpo, composto da vari prodotti di consumo come creme, fanghi, bende etc., e da una apparecchiatura del valore inferiore a €512. Ora vendo il kit ad un prezzo complessivo di € 2.900, ed essendo un kit di prodotti che servono tutti per un trattamento unico per il corpo, il prezzo non è dettagliato per singola referenza, ma proprio perchè tutti i prodotti sono “ingredienti” per la realizzazione di uno stesso scopo, in fattura elenco i prodotti e le quantità che compongono il kit ma non i singoli prezzi, il prezzo è del kit complessivo di €2.900; è corretto? La piccola apparecchiatura, ripeto del valore inferiore a € 512 e che pesa meno del 20% di tutto il valore del kit, il mio cliente può trattarla come un bene di consumo, visto che è un tutt’uno con kit? Grazie

      Stefano Gardini10 marzo 2015 / Rispondi

      Se l’apparecchiatura è monouso sì, altrimenti no.

        Fabio10 marzo 2015 / Rispondi

        No, l’apparecchiatura non la uso una volta sola, ma più volte, ma è un oggetto che da solo non serve a nulla ma ha senso perché parte, seppur minimale, di un kit, è come se vendessi un prodotto tecnico per incollare, composta ad esempio da un icollante, il catalizzatore, uno spray pulente e un applicatore che posso riusare; devo inserire nei cespiti l’applicatore? Grazie

          Stefano Gardini10 marzo 2015 / Rispondi

          Direi di sì essendo una ‘macchina’ ad uso multiplo e probabilmente anche oltre l’anno.

    ilaria31 marzo 2015 / Rispondi

    Buona sera dottore,
    vorrei sapere qual’è il limite di importo che posso portare come deducibile per un furgone di un artigiano restauratore e se il restante devo metterlo come costo indeducibile.

      Stefano Gardini2 aprile 2015 / Rispondi

      Se il furgone è necessario allo svolgimento dell’attività ed è ad uso esclusivo per l’attività puoi dedurlo al 100%.

    Ditta semplificata14 aprile 2015 / Rispondi

    Buongiorno ho 1 ditta con due punti vendita in due città diverse, in una ho dovuto chiudere il punto vendita dopo solo 1 anno di attività . Gli arredamenti e gli impianti elettrici fatti e l’avviamento (avevo fatto cessione ramo di azienda) del punto vendita chiuso come vanno dismessi? I beni e l’avviamento non erano ancora completamente ammortizzati. Devo considerare una minusvalenze?

      Stefano Gardini14 aprile 2015 / Rispondi

      Il tutto rimane in carico fino alla reale dismissione (vendita o distruzione); solo dopo sarà da calcolare eventuale minusvalenza. Fino a quel momento il tutto rimane in carico all’azienda, anche se inutilizzato.

        Ditta semplificata14 aprile 2015 / Rispondi

        E quindi non scarico nemmeno gli ammortamenti giusto? Grz saluti

          Stefano Gardini14 aprile 2015 / Rispondi

          Se i beni non sono in uso sarebbe corretto non scaricarli, ma sospenderli, badando bene di indicare in nota integrativa la cosa.

    MARINA15 aprile 2015 / Rispondi

    Buongiorno Sig.Stefano,
    ho appena preso a carico una nuova contabilità e purtroppo mi trovo a fare i conti con i saldi del libro cespiti che non quadrano con il bilancio…andando a fondo ho scoperto che negli anni precedenti sono stati rilevati ammortamenti con percentuali sbagliate e a volte è stato addirittura omesso l’ammortamento dell’anno…ovviamente non mi ritrovo con i fondi ammortamenti in bilancio. Come faccio a sistemare questa situazione pregressa?
    Grazie mille e complimenti per il forum

      Stefano Gardini16 aprile 2015 / Rispondi

      Sistemare errori di contabilità è sempre un problema perchè ti costringe a commettere altri errori per effettuare gli aggiustamenti. Io allineerei il libro cespiti al bilancio e poi da quest’anno farei gli ammortamenti corretti. Ti succederà che potrebbero arrivare tempi di ammortamento più lunghi o più corti (a seconda degli errori) però gli errori nel bilancio rimangono relegati al passato. Da quest’anno percentuali corrette partendo dal valore di acquisto fino a esaurimento dei residui da ammortizzare. Non è che risolva tutto, ma almeno la tua gestione sarà corretta. In caso di controllo ovviamente le anomalie del passato non saranno nascoste ma in evidenza; non ci puoi fare nulla.

        MARINA16 aprile 2015 / Rispondi

        Grazie mille Stefano, sono pienamente d’accordo con te …ora ho le idee più chiare….complimenti davvero per la professionalità !!!!!

    MAURIZIA5 maggio 2015 / Rispondi

    Buon giorno , nell’anno 2013 sono stati acquistati dei cespiti che sono stati registrati solo tra le attivita’ dello S.P e non nel registro dei beni ammortizzabili e di conseguenza non ammortizzati. Nel 2014 come posso rimediare , nella maniera migliore, a tale errore ? Grazie

      Stefano Gardini5 maggio 2015 / Rispondi

      Facendo una nota che sono stati messi in uso solo nel 2014 e cominciare ad ammortizzarli nel 2014. Questo è il modo migliore ed indolore.

    luigi13 maggio 2015 / Rispondi

    Salve,se acquisto con partita iva una macchina fotografica da 2000,00 euro,e quindi entra nel cespiti,dopo quanto potrei rivenderla? E inoltre sono obbligato a fatturarla se la vendo? O posso vendere come privato?
    Grazie

      Stefano Gardini15 maggio 2015 / Rispondi

      La potrai rivendere quando vuoi, non ci sono limiti di tempo. e la vendi dovrà essere fatturata per poterla scaricare dai cespiti aziendali.

    Mary17 maggio 2015 / Rispondi

    Salve Stefano! Innanzitutto complimenti per il forum. Volevo porle un quesito che per me é diventato un enigma. Le spiego, dovrei aprire un piccolo centro estetico usufruendo delle agevolazioni fiscali del regime dei minimi, volevo una delucidazione in merito all’acquisto dei beni strumentali la cui spesa totale non deve superare nel triennio 15.000 € (ma 15.000 € sono da considerare più iva oppure compresa?), ancora, esiste una lista dei beni strumentali, perché dire beni strumentali potrebbe significare un’immensità di cose, per esempio i prodotti cosmetici rientrano fra i beni strumentali? O ancora, le spese sostenute per effettuare i lavori di ridistribuzione di un locale, locato da terzi (tramezzatura, impianto elettrico, impianto idraulico, tinteggiatura, progettazione), rientrano fra questi beni? Essendo a conoscenza che il canone di locazione rientra fra i beni strumentali. La ringrazio anticipatamente.

      Stefano Gardini18 maggio 2015 / Rispondi

      I prodotti cosmetici no, sono beni di consumo. Le spese di risistemazione dei locali invece sì. Il canone di locazione no, non è bene strumentale.

    Avviamento30 giugno 2015 / Rispondi

    Salve ho ammortizzato per 2 anni l’avviamento di un punto vendita. Ora ho chiuso il punto vendita ma ho altri negozi. Volevo sapere se posso ammortizzare ancora l’avviamemto del negozio chiuso oppure perdo l’ammortamento? Va eliminato dal libro cespiti? Come? Grazie

      Stefano Gardini1 luglio 2015 / Rispondi

      L’ammortamento può essere portato a termine. Va contemporaneamente fatta la svalutazione del cespite che mi pare possa considerarsi a valore nullo. A quel punto può essere eliminato (alla fine dei processi contabili).

    Maria1 luglio 2015 / Rispondi

    Buongiorno, ho ammortizzato per 13 anni una fattura di fornitura materiali e completamento capannone. Avendo la mia società 2 capannoni in proprietà, di cui 1 è stato venduto, è esatto attribuire per intero la plusvalenza che si è generata, su questo capannone venduto, non tenendo conto che questo cespite ricadeva anche sul capannone ancora di mia proprietà. Grazie.

      Stefano Gardini2 luglio 2015 / Rispondi

      Puoi ripartire il valore del cespite tra i capannoni.

    Giovanna5 luglio 2015 / Rispondi

    Salve la mia é una ditta individuale parrucchiera,anni fa comprai delle poltrone ed un lavaggio…che differenza fá se ne acquisto delle nuove e quelle vecchie le rivendo o le smaltisco….i tubetti delle tinte o shampoo non utilizzati o scaduti..sono considerati cespiti?
    grazie

      Stefano Gardini5 luglio 2015 / Rispondi

      Per le poltrone la differenza riguarda il ricavo, se le vendi e fai un ricavo hai una plusvalenza (utile), se invece le smaltisci il risultato è 0. Sempre meglio venderle ovviamente, si genera un incasso. Per tubetti tinte e shampoo non li puoi eliminare come materiale di consumo. Occhio agli studi di settore però.

    Marco6 agosto 2015 / Rispondi

    Egregio Stefano Gardini,

    ho un dubbio che mi piacerebbe risolvere. Se io acquisto dei server e li ammortizzo per 4 anni, al termine di tale periodo mi conviene venderli o smanterlarli? Dall’idea che mi sono fatto leggendo su vari forum se li rivendo devo contabilizzare una Minusvalenza se il prezzo di vendita e’ inferiore a quello d’acquisto. Pero se li smantello, essendo che il cespite ha subito interamente il processo di ammortamento, dovro’ eliminare semplicemente il bene dallo stato patrimoniale senza nessun impatto dal punto di vista economico.
    Spero in una sua delucidazione e chiarimento.
    Grazie mille,

    Marco

      Stefano Gardini6 agosto 2015 / Rispondi

      Non subisci alcuna minusvalenza ma avrai una plusvalenza, visto che il bene è ammortizzato completamente (valore contabile 0). Se possibile è sempre possibile venderlo perchè incassi del denaro, anche se magari poco.

    Samanta1 settembre 2015 / Rispondi

    Buongiorno approfitto di questo spazio in quanto lo trovo molto utile e vorrei un aiutino. il mio commercialista non è in grado di restituirmi il libro beni ammortizzabili in quanto dice di non averlo che con il passaggio del mandato tra un commercialista e l’altro possa essere stato smarrito… ho un rimborso Iva da recuperare e senza di questo registro non mi liquidano il credito… cosa fare?

      Stefano Gardini2 settembre 2015 / Rispondi

      Va ricostruito. Non ci sono altre soluzioni. Dalla contabilità ci si riesce, ci vuole tempo ma si fa.

    IVAN29 settembre 2015 / Rispondi

    Ciao vorrei chiedere un particolare che non mi e chiaro avendo un negozio di abbigliamento avevo dei beni ammorizzabili arredamento, impianto elettrico,calcolatrici pc fisso e 2 pc portatili ecc adesso il pc fisso + monitor il monitor non sapendo lo già butato il pc lo tengo ma non funziona in pratica va non va e lo tolto dsal negozio i portatili anche cose devo fare se qualcosa e buona ma non mi serve ne lnegozio posso portarla a casa? devo fare una fattura a me stesso ad un prezzo modico? per toglierli dai beni ammortizzabili del negozio.
    volevo sapere se nel mio negozio porto il pc che avevo a casa , una stampante e un mobbiletto che non era stato mai caricato nei beni ammortizzabili che non ce fattura posso averli senza metterli nei beni ammortizzabili? GRAZIE

      Stefano Gardini30 settembre 2015 / Rispondi

      Puoi portare a casa il materiale del negozio fatturandoteli senza problemi. Per il pc di casa da portare in negozio puoi tranquillamente fare un comodato d’uso gratuito così non hai problemi.

        IVAN30 settembre 2015 / Rispondi

        ciao per il pc portato da casa come devrei fare il comodato gratuito in che modo? ma togliendo tutto quello che non serve e funziona il mio valore di beni ammortizzabili e diminuito portando il pc di casa rimane invariato il valore dei beni ammortizzabili non fa cumolo e per quanto riguarda se compro qualcosa tipo mobbiletto ecc da supermercati con scontrino posso averli nel negozio senza reggistrarli sul valore dei beni ammortizzabili? in pratica non voglio che mi aumentano il valore dei beni ammortizzabili

          Stefano Gardini1 ottobre 2015 / Rispondi

          Compri come privato e porti i prodotti come comodato d’uso. Il comodato lo fai con una lettera tra le parti.; su internet trovi migliaia di modelli.

            IVAN8 ottobre 2015 /

            Ciao allora se i compro qualcosa come privato è la porto nel negozio dovrei fare una lettera di comodato d’uso a me stesso? esempio gianni cede in comodato d’uso gratuito un mobbile ed un pc a gianni?

            Stefano Gardini9 ottobre 2015 /

            Sostanzialmente sì se vuoi essere perfettino. Anche perchè Gianni persona fisica è ‘diverso’ da Gianni con partita iva.

    Albano BUCCIARELLI15 ottobre 2015 / Rispondi

    Buongiorno Dottore,
    in una Srl che esercità l’attività di costruzioni edili, la cui compagine societaria è composta da diversi membri di una famiglia, la cessione di alcuni cespiti materiali (autocarri, autovetture, furgoni, rulli, ecc.) posso essere venduti liberamente oppure si necessita dell’autorizzazione del CdA?
    La ringrazio anticipatamente

      Stefano Gardini15 ottobre 2015 / Rispondi

      Direi che ci vuole autorizzazione, salvo il presidente abbia delega a farlo.

    IVAN15 ottobre 2015 / Rispondi

    Mi scusi ancora io acquistando un pc oppure un mobbile o altro come privato con scontrino come privato in pratica quelli oggetti non mi fanno cumolo sul valore dei beni ammortizzabili e co si? poi per fare la lettera di comodato d’uso gratuito dovrei fare io sottoscritto ivan codice fiscale cedo in comodato d’uso gratuito a nome del negozio di ivan partita iva ed elenco i beni? poi con questa lettera devo pagare qualcosa deve essere reggistrato oppure no visto che si tratta di comodato d’uso gratuito

      Stefano Gardini15 ottobre 2015 / Rispondi

      I contratti di comodato di beni immobili devono sempre essere registrati presso Agenzia Entrate, mentre quelli relativi ai beni mobili (il tuo caso) devono essere registrati solo in caso di uso. Cosa che a te non succederà..

        IVAN27 ottobre 2015 / Rispondi

        ciao cosa vuoldire che nel mio caso di beni mobbili non va registra ma solo in caso di uso? per quanto riguarda il totale dei beni ammortizzabili aumenta con beni di comodato d’uso gratuito?

          Stefano Gardini27 ottobre 2015 / Rispondi

          Vuol dire che se ti fai causa, per poter usare il contratto in sede legale (tribunale) devi prima registrarlo. Come vedi l’ipotesi è molto remota. No i beni in comodato non sono cespiti e quindi non aumenta il totale dei beni in carico. Consideralo un po’ come un affitto ma non oneroso.

    Giovanni16 ottobre 2015 / Rispondi

    Buongiorno e complimenti per il blog. Volevo chiedere una informazione: avendo una attività individuale circa 6 mesi fa ho comprato un kit allarme perchè dovevo partire all’improvviso ma non lo ho mai installato perchè il tecnico non è più venuto (poi siamo rientrati dal viaggio) e perchè avrei dovuto fare dei lavori improponibili che inizialmente non mi avevano detto. Come posso fare ad eliminarlo dai cespiti? Vendita a me stesso?grazie

      Stefano Gardini17 ottobre 2015 / Rispondi

      Sì o lo vendi a qualcun’altro o a te stesso.

    Piero Roggero20 ottobre 2015 / Rispondi

    Buongiorno i cespiti venduti o rottamati possono essere tolti dal registro cespiti?

      Stefano Gardini21 ottobre 2015 / Rispondi

      Vanno indicati come venduti o rottamati. La ‘storia’ degli ammortamenti deve ovviamente sempre essere accessibile.

    Laura22 ottobre 2015 / Rispondi

    Buon giorno. Se una srl elettricista di impianti industriali e civili costituita ne 1980. Ha gestito il registro dei cespiti indicando n. Di fattura e nome del fornitore senza indicare la descrizione del bene. Non ha mai fatto vendite delle attrezzature obsolete smarrite nei vari cantieri. Non sono state fatte le fotocopie delle fatture di acquisto di questi beni. Pertanto dopo una ricerca delle fatture presenti in azienda degli ultimi 10 anni qualcosa si è riuscito a ricostruire. Ma per quei beni che pur essendo presenti nei cespiti non si sa casa siano cosa si può fare? Cosa si può fare per sistemare la situazione? A che sanzioni incorre l’azienda?

      Stefano Gardini22 ottobre 2015 / Rispondi

      Sì può fare una vendita a valore prossimo a 0 con descrizione generica per scaricarli dai cespiti. In caso di verifica eventuali sanzioni dipendono molto da cosa viene ‘ipotizzato’. Da un banale errore formale ad una tecnica per evadere (diminuzione fittizia dell’imponibile).

    IVAN27 ottobre 2015 / Rispondi

    Ciao volevo chiederle ancora una cosa che non ho capito molto bene del nuovo reggime forfettario io con la mia attività come ricavi non devo superare i 40000 mila euro e io non li supero l’unica cosa che non mi e chiara sono i beni ammortizzabili che non devono superare i 20000 mila euro ma non ho capito se sono al netto dell’iva oppure no io ho beni ammortizzabili per un valore di € 19500 + iva con questi parametri rientro? a me interessa sapere come vanno calcolati i beni ammortizzabili perche tutti gli altri requisiti li tengo grazie

      Stefano Gardini28 ottobre 2015 / Rispondi

      Sì il valore dei beni ammortizzabili è inteso come imponibile (senza iva quindi)

    IVAN28 ottobre 2015 / Rispondi

    Ciao leggendo i requisiti per il regime forfettario dice che non devi superare euro 20000 al lordo di beni ammortizzabili io che ho beni per euro 19500 + iva rientro come lordo intendono che non va tolta la parte ammortizzata? grazie

      Stefano Gardini29 ottobre 2015 / Rispondi

      Esatto, il valore complessivo dei beni in carico senza dedurre la parte ammortizzata.

        IVAN29 ottobre 2015 / Rispondi

        Caio allora per poter rientrare nel reggime forfettario devo calcolare il costo completo dei beni ma senza iv vero? in pratica io che ho beni per euro 19500 al netto di iva rientro, la ringrazio della pazzienza .

          Stefano Gardini29 ottobre 2015 / Rispondi

          Sì esatto. I beni ammortizzabili si calcolano sempre senza iva.

    IVAN30 ottobre 2015 / Rispondi

    Ciao le volevo chiedere se acquisto un beni del valore al disotto di €516,00 con fattura mi fa cumolo su i beni ammortizzabili? perche dovrei comprare un reggistratore di cassa e fanno la fattura ma non vorrei che per quello non rientrassi nel regime forfettario.
    Le chiedo gentilmente se sa indicarmi un sito dove posso trovare una lettere di comodota d’uso gratuito per il mio caso che dovrei portare il portatile di casa con stampante e un fax e un mobbiletto io non riesco a trovare quello che fa al mio caso grazie

      Stefano Gardini2 novembre 2015 / Rispondi

      Sì anche i beni di valore inferire a 516 euro fanno parte dei cespiti anche se ammortizzati in rata unica.

    Sara3 novembre 2015 / Rispondi

    buongiorno: ho un quesito.
    cambio vetrina di un negozio: metto in ammortamento. ok ma non trovo categoria…costruzioni leggere?
    grazie in anticipo

      Stefano Gardini4 novembre 2015 / Rispondi

      La valutazione spetta comunque all’imprenditore, però direi o 15% (arredamento) o 20% (assimilabile a spazi espositivi in vetro tipo banconi ecc)

    M762 dicembre 2015 / Rispondi

    Geometra libero professionista aveva acquistato autovettura con partita iva è possibile autofatturarsi il mezzo come privato entro il 31/12/2015 il modo tale che dal 2016 possa aderire al nuovo regime forfettario?

      Stefano Gardini2 dicembre 2015 / Rispondi

      Direi proprio di sì.

    Giulia7 dicembre 2015 / Rispondi

    Gent.le dottore avrei un quesito da porle. Una società in nome collettivo che intende chiudere al 31/12 senza aver creditori da soddisfare e intende fatturare ai soci i beni strumentali presenti nel libro cespiti può procedere a fatturare ai singoli soci i singoli beni utilizzando il blocco numerato delle fatture di vendita inserendo nella descrizione della stessa assegnazione bene al socio per causa cessazione attività? E se decidessero che l automezzo con cassone debba esser di entrambi potrebbero fare una fattura cointestata con la medesima dicitura? La ringrazio in anticipo per disponibilità

      Stefano Gardini9 dicembre 2015 / Rispondi

      Sì direi che tutto quanto esposto è corretto.

    Giulia14 dicembre 2015 / Rispondi

    Salve, sono una parrucchiera, nel mio caso quali sono i beni strumentali?

      Stefano Gardini15 dicembre 2015 / Rispondi

      Tutto ciò che compri ed usi per ilt uo lavoro. Ad esempio, phon, piastra, strumenti come pettini, spazzole ecc… poltrone, mobili, specchi e quant’altro.

        Giulia15 dicembre 2015 / Rispondi

        Perché volevo far parte del regime dei minimi, ma la commercialista mi ha detto che non posso perché supero il limite dei beni strumentali (39.000), però ha incluso impianto elettrico e sanitari

          Stefano Gardini16 dicembre 2015 / Rispondi

          Confermo quanto ha segnalato la commercialista: sono tutti beni strumentali.

        Rolando11 luglio 2016 / Rispondi

        In merito alla risposta data sui beni strumentali in un negozio di parrucchiere dove la premessa era: ” Tutto ciò che compri ed usi per ilt uo lavoro. Ad esempio, phon, piastra, strumenti come pettini, spazzole ecc… poltrone, mobili, specchi e quant’altro.” Si possono inserire gli asciugamani, i kimono per le clienti e le divise per i collaboratori? Grazie per la risposta.

          Stefano Gardini11 luglio 2016 / Rispondi

          L’abbigliamento è un po’ più delicato e richiede un po’ di approfondimento, ma in linea di principio per quanto da te indicato direi di sì.

    Bjonda Bejtula30 dicembre 2015 / Rispondi

    Buongiorno,
    Vorrei capire se l’acquisto del marchio è soggetto a IVA.
    L’azienda con cui stiamo discutendo ci parla di 30.000 euro ma a questi devo Aggiungere l’IVA?

      Stefano Gardini30 dicembre 2015 / Rispondi

      Dipende. Se il marchio è registrato potrebbe essere soggetto ad atto notarile e quindi ad imposta di registro. Altrimenti è sicuramente soggetto ad iva.

    Gianni4 febbraio 2016 / Rispondi

    Salve e complimenti per il forum. Vorrei rientrare nella nuova legge per il regime dei minimi ma a febbraio ho acquistato una vettura di 22.000 € cosa posso fare per rientrarci lo stesso ? Ho già scaricato una parte di Iva …..se faccio una fattura a me stesso come persona fisica per toglierla dai cespiti può andare bene? Ho una ditta Individuale? Cosa mi consiglia ? Grazie

      Stefano Gardini6 febbraio 2016 / Rispondi

      No toglierla ora non serve. Purtroppo non si rientra.

    Sara3 marzo 2016 / Rispondi

    Salve,

    sig. Gardini vorrei gentilmente un informazione dopo la cessazione di un’attività individuale avendo autofatturato i cespiti dell’attività in essere all’imprenditore se a distanza di circa tre anni dalla cessazione dell’attività si realizza la vendita dei cespiti con un valore maggiore dell’autofattura tale valore è assoggettabile a tassazione e quindi riparabile in UNICO? E, vi può’ essere accertamento fiscale a distanza di tempo dopo la cessazione dell’attività? La ringrazio sin d’ora per la risposta.

      Stefano Gardini4 marzo 2016 / Rispondi

      Sul primo punto direi proprio che non è un problema. La vendita del materiale fatta come privato non influisce sui redditi. In caso di controllo molto accurato potrebbe essere contestata la valutazione fatta 3 anni fa, me era correttamente documentata ed i bene ben valutati direi proprio che non ci sono problemi di sorta. Tanto per fare un esempio eclatante, se io oggi mi autofatturo un quadro che avevo in azienda a 1000 euro (valore corretto) poi si scopre dopo che sotto c’è un Picasso e vale 10 milioni, la cosa non è contestabile. Gli accertamenti fiscali possono essere fatti fino a 5 anni dopo l’anno delle dichiarazioni fiscali relative. Per capire meglio: l’anno 2013 può essere accertato fino al 2019 (5 anni dopo il 2014, anno in cui si presentano le dichiarazioni per il 2013).

    Rosario5 marzo 2016 / Rispondi

    Salve dot. Gardini
    Ho stipulato un contratto di comodato d’uso per una vetrina frigorifera ( coca cola ) 5/ 2010, adesso vogliono fare la disdetta del contratto e mi chiedono se voglio restituirla oppure se voglio trattenerla pagando il bene ammortizzato in percentuale all’anno di fabbricazione.
    tenendo conto che il bene nuovo costasse 1500,00 ad oggi quale sarebbe il suo costo?
    La ringrazio in anticipo

      Stefano Gardini6 marzo 2016 / Rispondi

      Dipende dal tipo di attività e dalla categorizzazione del bene. Per fare una ipotesi probabilmente vicina alla realtà, assimilerei la vetrina frigorifero ad un frigorifero (che mi pare sensato) e suppongo che la tua attività sia nella categoria bar ristoranti ecc… L’ammortamento sarebbe del 12% all’anno per 6 anni quindi il 66% (primo anno solo 6%) del valore dovrebbe risultare ammortizzato per un importo di 990 euro, quindi residuerebbero 510 euro.

    antonella10 marzo 2016 / Rispondi

    Buongiorno Dott. Gardini,
    se acquisto un rullo che serve per fare delle stampe, il rullo rimane presso il fornitore (intracomunitario) anzichè mettere a cespite decido di mettere direttamente tutto a costo (€ 15.000), in quanto questo rullo mi serve solo per svolgere una determinata vendita effettuata nel corso di questo anno. Posso fare questo tipo di ragionamento?

      Stefano Gardini10 marzo 2016 / Rispondi

      Si potrebbe anche fare ma non mi convince del tutto. L’operazione è sicuramente soggetta a contestazioni, anche se essendo un uso una-tantum ci potrebbe stare.

    Sara12 aprile 2016 / Rispondi

    Buonasera, un agente di commercio emette fattura ad aprile 2015 ad una concessionaria per la vendita dell’auto acquistata come privato prima dell’apertura della partita iva, apertura della p.iva avvenuta a febbraio 2015. Nella fattura di vendita viene esposto solo il corrispettivo e viene indicato che trattasi di operazione fuori campo iva ai sensi comma 5 art.30 legge 388 del 2000. Chiedo se l’indicazione alla legge 388 sia corretto e se quindi sia corretto l’indicazione del solo corrispettivo senza iva. Premetto di non avere a disposizione la fattura di acquisto dell’auto. Il ricavo relativo alla fattura di vendita emessa come titolare di o.iva genera una plusvalenza non tassale avendo sostenuto a suo tempo il costo come privato e non avendo dedotto il costo nell’esercizio d’impresa? La plusvalenza non tassabile sarebbe pari al corrispettivo fatturato non avendo caricato il costo dell’auto nel libro dei beni ammortizzabili? O sarebbe meglio movimentare pittosto che un conto di costo un conto patrimoniale quale prelevamento del titolare essendo in semplificata? Grazie mille.

      Stefano Gardini13 aprile 2016 / Rispondi

      L’auto è corretto fatturarla al concessionario senza iva con l’esenzione indicata. Tecnicamente la vendita di un’auto non in carico non sarebbe corretta, andrebbe come minimo fatto un documento di cessione a titolo gratuito a se stessi titolari di partita iva. A questo punto perà tutte le successive domande cadono a mio avviso: la plusvalenza esiste e va rilevata contabilmente.

    Andrea4 maggio 2016 / Rispondi

    Buonasera, volevo sapere, le manutenzioni su beni di terzi (immobilizzazioni immateriali) si annotano sul registro beni ammortizzabili? a fine anno poi si ammortizzano (ammortamento costi pluriennali) dividendo l’importo con gli anni che mancano alla scadenza del contratto di affitto?’

      Stefano Gardini6 maggio 2016 / Rispondi

      Se è una manutenzione ordinaria, secondo me la puoi tranquillamente mettere a costo. Se invece modifica il benne a livello strutturale dovrai metterla in ammortamento per il tempo previsto per la specifica azione o, se minore, fino alla fine dell’uso del bene.

    DANIELA4 maggio 2016 / Rispondi

    BUONGIORNO SCUSATE HO UNA DOMANDA UNA SRL CHE DEVE CHIUDERE DEVE VENDERE I BENI AMMORTIZZABILI . POSSO VENDERLI AL SOCIO? DEVO METTERE L’IVA? GRAZIE MILLE

      Stefano Gardini6 maggio 2016 / Rispondi

      Sì, la società può venderli ad uno dei soci e se la vendita è effettuata in Italia deve essere con iva.

    chicco4 maggio 2016 / Rispondi

    Salve e complimenti. Parliamo di srl. Ho un bene acquistato e messo a magazzino perché si pensava una rivendita. Dopo tre anni non e’ stato venduto e vorremmo metterlo ai cespiti per uso interno o noleggio. prezzo di acquisto e’ 26000 euro. Posso toglierlo dal magazzino e metterlo ai cespiti allo stesso prezzo o posso deprezzarlo in quanto non più tecnologicamente nuovo ? Grazie.

      Stefano Gardini6 maggio 2016 / Rispondi

      Puoi fare entrambe le cose, anche se sarebbe ben fatto, soprattutto se il deprezzamento è importante, usare il prezzo reale attuale.

    Giuseppe9 maggio 2016 / Rispondi

    Buongiorno,
    per un’attività di ristorazione volevo chiedere cortesemente se le divise del personale possono essere considerate una immobilizzazione (con applicazione aliquota ministeriale 40% biancheria) oppure un costo?
    Inoltre gli accessori cucina (es.pentole, coltelleria da chef) possono essere considerati un impianto speficico in quanto parte fondamentale dell’attività o sono da considerarsi attrezzatura da cucina con aliquota amm.to 25%? Grazie per la risposta, saluti.

      Stefano Gardini11 maggio 2016 / Rispondi

      Le divise io direi che sono una immobilizzazione. Mentre gli accessori da cucina li considererei ‘attrezzatura da cucina’. Considerarli impianto specifico mi pare un po’ forzato.

    Barbara Tancini10 maggio 2016 / Rispondi

    Buon pomeriggio, avrei un quesito da sottoporre: la mia società (srl che si occupa di catering) ha ricevuto in omaggio un forno professionale di circa 11mila euro di valore da un nostro fornitore di fiducia con il quale collaboriamo da oltre 10 anni. La fattura che accompagna il bene è intestata al mio fornitore, ma il destinatario è la mia società. Come mi devo comportare? il bene fa parte dei miei cespiti lo devo inserire e lo posso anche ammortizzare? il forno è nella mia cucina a mia completa disposizione, ma ovviamente non posso inserirlo nelle fatture acquisto non essendo mia la partita iva ma del mio fornitore e quindi contabilità e cespiti non quadrano. Grazie per l’aiuto e complimenti per il blog

      Stefano Gardini11 maggio 2016 / Rispondi

      Fino ad emissione di qualche documento da parte del tuo fornitore mi pare il forno si possa considerare un comodato d’uso gratuito, quindi non soggetto a trattamenti fiscali.

        Barbara Tancini11 maggio 2016 / Rispondi

        Grazie per la risposta e ne approfitto, con una seconda domanda, come giustifico la presenza di questo forno in azienda?
        grazie ancora

          Stefano Gardini17 maggio 2016 / Rispondi

          Dovresti avere come minimo il DDT di consegna, sufficiente a giustificare la presenza del bene. Meglio se corredato da una lettera di cessione in comodato gratuito.

    Tiziana26 maggio 2016 / Rispondi

    Buongiorno
    ho acquistato un kit di 6 router per un totale di € 900.00 con relativa fattura.
    A cespite posso registrare n. 6 router singoli a € 150.00 cad. quindi beni inf.a 516.00 o devo registrare il Kit n. 1 a 900.00€ come riportato sulla fattura?
    Nell’attesa, cordiali saluti

      Stefano Gardini27 maggio 2016 / Rispondi

      In linea di principio potresti anche registrarli separatamente, preparandoti alla ‘battaglia’ in caso di contestazione.

        cristina16 luglio 2016 / Rispondi

        buon giorno, pongo se posso questo quesito: nell’aprile 2012 rilevo , tramite atto notarile, la quota del mio socio di ditta snc, proprietria di uno stampo, dopo 6 mesi dall’essere socio unico non ricostiuisco la societa’ accorpando il tutto in ditta individuale. Oggi pero’, in seguito a richiesta di vedere i cespiti della mia ditta al mio commercialista, vedo che all’interno non e’ presente lo stampo relativo alla naturale trasformazione della ditta snc in invìdividuale sempre a mio nome. Avrei dovuto segnalare al commercialista che mi teneva sia la contabilita’ della snc (che quindi saperva dell’esistenza dello stampo e della cessione della quota) che della mia ditta individuale? Lo stampo doveva subire un trasferimento naturale nei cespiti della ditta individuale o io avrei dovuto dettare al commercialista qualche disposizione in merito sul caricarlo a cespite?
        Ringrazio anticipatamente di tutto.

          Stefano Gardini20 luglio 2016 / Rispondi

          Direi che il cespite viene trasferito in modo ‘naturale’ senza interventi particolari. Ovviamente la mia è una considerazione ‘generale’ non conoscendo il caso specifico e tutti i dettagli.

    valentina r.25 luglio 2016 / Rispondi

    salve avrei bisogno di un consulto lavoro presso l’amministrazione di una società che GESTISCE 6 hotels con contratto di affitto di azienda, l’acquisto di piante perenni (siepi alberi) può essere inserita in migliorie su beni di terzi, nei cespiti sotto altra voce oppure deve essere spesata nell’anno.
    Grazie
    valentina

      Stefano Gardini8 agosto 2016 / Rispondi

      A mio avviso puoi inserire la voce sia in migliorie su beni di terzi, sia come cespiti. In entrambi i casi questo valore andrà gestito correttamente dal punto di vista contrattuale (una lettera di intenti o simile) in caso di cessazione del contratto di affitto di azienda.

    sandro28 luglio 2016 / Rispondi

    Buonasera
    nel 2006 è stata formata una società semplice agricola con il conferimento di un magazzino costruito nel 1972 ed un valore di questo magazzino a bilancio.
    Di fatto il magazzino era già ammortizzato e la domanda è :
    devo continuare con gli ammortamenti del 4% in base al valore del conferimento oppure si può evitare di continuare ad ammortizzarlo ??

      Stefano Gardini8 agosto 2016 / Rispondi

      Se hai cominciato ad ammortizzarlo, dovrai portare a termine detto ammortamento. Puoi sospenderlo solo se il magazzino non è più in uso.

    Davide29 luglio 2016 / Rispondi

    Buongiorno,
    una dipendente ha smarrito (o le hanno rubato) un telefono (cespite) aziendale. Cosa bisogna fare per scaricarlo contabilmente e fiscalmente dal registro cespiti? C’è bisogna di denuncia di carabinieri?
    Grazie,
    Cordiali saluti

      Stefano Gardini8 agosto 2016 / Rispondi

      Sì è necessario avere denuncia di smarrimento o furto.

    guido17 agosto 2016 / Rispondi

    Complimenti.
    Ho una Sas in società con mia madre.
    La società ha immobili e riscuote solo affitti.
    Posso acquistare una macchina usata con la società?
    E’ davvero conveniente?
    Mi preoccupano gli studi di settore e pagare più tasse perdendo poi il vantaggio dell’ammortamento e della detrazione dell’iva.
    Grazie

      Stefano Gardini22 agosto 2016 / Rispondi

      Non mi pare ci sia una giustificazione ‘reale’ al possesso di un’auto aziendale. Inoltre i vantaggi fiscali dell’auto sono davvero modesti, con la legislazione attuale.

        guido22 agosto 2016 / Rispondi

        Grazie, gentilissimo.
        Il commercialista mi parlava di un di un risparmio di 5000 euro su un acquisto di auto usata di 26.000 euro ma poi controllando non riuscivo a trovarli se non un risparmio immediato del 40% dell’iva. non vedo altro.
        Quello della reale necessità nemmeno me ne aveva parlato…
        Grazie ancora.

    Stefania Zanon15 settembre 2016 / Rispondi

    Buongiorno Rag. Gardini, vorrei gentilmente un informazione dopo la cessazione della mia’attività individuale. Dovendo autofatturarmi i cespiti acquistati negli anni precedenti, quale valore posso dare a questi beni, se chiaramente a causa dell’utilizzo stesso, presumo il valore sia diminuito? E come mi regolo sull’importo da scalare? Sono semplicemente mobili per ufficio. si ringrazia anticipatamente.

      Stefano Gardini16 settembre 2016 / Rispondi

      Va usato il cosiddetto ‘valore normale’ quindi il valore di mercato in caso di vendita. Se non hai certezze puoi farti fare una valutazione, magari scritta, da qualcuno del settore.

    Fabio19 settembre 2016 / Rispondi

    Buongiorno Sig. Gardini,
    lavoro per un ente non commerciale che per natura non può emettere fatture. Dovremmo dismettere alcuni cespiti ( arredamento, materiale informatico ecc) totalmente ammortizzati e con valore praticamente pari a zero.
    E’ possibile fare in qualche modo una cessione a privati a titolo gratuito? Premetto che in alcuni casi il valore storico ammortizzato supera i 10.000 euro
    Grazie mille

      Stefano Gardini24 settembre 2016 / Rispondi

      Solo se puoi certificare con perizia che non hanno valore, altrimenti si prefigura un danneggiamento del patrimonio dell’ente.

    giovanna ursino10 novembre 2016 / Rispondi

    Il titolare di una ditta individuale conferisce nel patrimonio aziendale un bene immobile personale strumentale per l’esercizio dell’attività: si tratta del locale in cui viene svolta l’attività. Siccome il bene è pervenuto al titolare per eredità, con quale valore deve essere inserito nel patrimonio aziendale e nel libro cespiti?

      Stefano Gardini11 novembre 2016 / Rispondi

      Al cosiddetto ‘valore normale’ che è il valore di mercato. Essendo un immobile, farei fare una perizia da un professionista e la allegherei al libro dei cespiti.

    Luca Marcenaro7 dicembre 2016 / Rispondi

    Buongiorno, sono un libero professionista, avrei bisogno di capire come ci si comporta con il discorso ammortamento (cespiti) per i software. Faccio un esempio, sto per acquistare un software di valore 1000+Iva, in un’unica voce. Essendo superiore a 516 euro l’ammortamento verrà in 5 anni oppure non essendo un bene strumentale si ammorterà nell’anno in corso?

    Grazie del supporto

    L.M.

      Stefano Gardini7 dicembre 2016 / Rispondi

      E’ un bene strumentale anche un software quindi va trattato come gli altri beni strumentali, ammortamento in 5 anni.

    Maurizio15 gennaio 2017 / Rispondi

    Complimenti per il forum e buongiorno sig. Gardini, Le chiedo gentilmente: Sono titolare di una ditta individuale;
    Dovrei acquistare un’autovettura come privato , ma per una convenzione con sconti particolari della mia associazione di categoria con una concessionaria ,quest’ultima mi farebbe la fattura con la dicitura non solo del codice fiscale ma anche della partita iva .Sono obbligato a metterla in contabilita’ nei cespiti o posso tenerla fuori dall’azienda come vorrei? grazie in anticipo se vorra’ rispondermi.

      Stefano Gardini16 gennaio 2017 / Rispondi

      Se viene fatturata alla ditta individuale, no. Puoi subito dopo fare una cessione alla persona fisica per farla uscire dalla ditta individuale. Però fiscalmente hai degli svantaggi economici che probabilmente ti farebbero perdere i vantaggi di un extra sconto.

    mario25 gennaio 2017 / Rispondi

    Buonasera, mi è stata fatta una richiesta abbastanza strana che provo a riassumere:
    per alcune categorie di cespiti, censiti come “materiali” mi viene chiesto, per la stampa del libro civilistico, di spostarli a “immateriali”; sul libro gestionale vanno stampati come “materiali”. A partire poi dal gennaio 2017 vanno riportati a “materiali”.
    A parte che non capisco il motivo di tale spostamento, l’attributo “materiale o immateriale” è legato al cespite e non al libro e nel gestionale non è presente la classificazione per libro.

    Grazie per una risposta
    mario

      Stefano Gardini1 febbraio 2017 / Rispondi

      Così non sono in grado di risponderti, non ci sono sufficienti elementi per capire la situazione. E probabilmente non è domanda a cui si possa rispondere in questa sede.

    Elena3 febbraio 2017 / Rispondi

    Salve, avrei un quesito…nel 2014 ero un contribuente minimo, nel 2016 sono entrato nel regime ordinario…devo vendere dei beni strumentali acquistati come minimo…adesso come li rifatturo? Con o senza Iva? Grazie mille

      Stefano Gardini3 febbraio 2017 / Rispondi

      Il regime è quello del momento della vendita quindi con iva.

    Massimo Rapetto7 febbraio 2017 / Rispondi

    buongiorno.vorrei sapere se è possibile,per una srl(o anche una snc) inserire a registro un bene(esempio una stampante 3d)acquisito in noleggio operativo che viene però utilizzato per svolgere il suo lavoro presso terzi in sede di un cliente di tale srl e dal quale la srl ricava un reddito(in pratica il bene non viene utilizzato dall’azienda ma viene lasciata al suo cliente che paga per il servizio che rende,diventando così un noleggio di un bene in noleggio operativo);come viene stipulato un contratto che regoli l’utilizzo da parte del cliente(sia privato che con partita iva) e cosa grava sul ricavo che tale bene produce?ha termini di tempo?
    diamo per scontato che l’operazione di acquisto o noleggio diretto non è interessante per il cliente della srl che viene preferita come intermediaria.
    l’ho buttata giù male,eh?
    grazie comunque

      Stefano Gardini9 febbraio 2017 / Rispondi

      L’operazione è troppo complessa per poter essere adeguatamente illustrata in una risposta ad un commento. Ti invito a guardare però un articolo che ti potrà servire di cui ti lascio il link:
      http://blog.gestionaleamica.com/introduzione-al-leasing/

    Alessandra15 febbraio 2017 / Rispondi

    Buonasera Sig. Gardini. Ho questo quesito: mio padre, medico, in età avanzata, cessa l’attività. Come deve comportarsi con i beni strumentali, in particolare gli arredi dello studio, acquistati negli anni 2000/2001 e già intermente ammortizzati, che resteranno nella sua disponibilità come beni personali. Deve emettere un’autofattura per ciascuno di essi? E tali importi contribuiranno a determinare il reddito da esporre in dichiarazione, inclusa la dich. IVA?
    La ringrazio

      Stefano Gardini23 febbraio 2017 / Rispondi

      Sì è esattamente così.

    roberto18 febbraio 2017 / Rispondi

    E’ possibile ricaricare nei beni ammortizzabile un bene già dismesso? se è possibile come devo affrontare fiscalmente il problema?

      Stefano Gardini23 febbraio 2017 / Rispondi

      La cosa non mi è chiara, dismesso = venduto, lo ricarichi se lo riacquisti ed a quel punto lo tratti come un bene usato. Dismesso = rottamato, non puoi ricaricarlo perchè dovrebbe essere stato distrutto/avviato alla discarica, comunque non più in tuo possesso.

    roberto18 febbraio 2017 / Rispondi

    Sono una ditta individuale quindi il bene dismesso è stato fatturato a mio nome. posizionato in garage ed oggi vorrei risistemarlo e ricaricarlo in azienda individuale.

      Stefano Gardini23 febbraio 2017 / Rispondi

      Sei nel caso 1 della risposta precedente.

    laura24 febbraio 2017 / Rispondi

    Buonasera Sig.Gardin volevo chiederle se effettuo una donazione ad un’ azienda individuale di una macchina aziendale é possibile cmq ammortizzarne il valore? La ringrazio.

      Stefano Gardini25 febbraio 2017 / Rispondi

      Se il bene è donato e non ha valore cosa ammortizzi? Non c’è valore di carico. Direi proprio di no.

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