Guida Pratica ai Cespiti o Beni Strumentali – Parte II

Eccoci alla seconda parte e ultima parte della nostra Guida Pratica ai Cespiti o Beni Strumentali. Nella prima parte abbiamo visto cosa sono i cespiti (o beni strumentali), spiegato la differenza tra cespiti materiali e immateriali, presentato il libro dei cespiti e infine abbiamo affrontato cessione (vendita) e dismissione di un bene strumentale. In questo articolo trovate gli esempi pratici, le regole per l’annotazione nel registro (libro) dei cespiti e i calcoli per il fondo di ammortamento e valore residuo.

Calcolo dei valori di ammortamento di un bene strumentale

Con il diagramma di flusso seguente vediamo quali variabili sono da tenere in considerazione per il calcolo del valore di ammortamento da utilizzare per l’anno fiscale in corso:

calcolo del valore di ammortamento di base

Calcolo del Valore di Ammortamento di Base

Calcolo del Valore di Ammortamento di Base (Click per ingrandire)

Per ogni bene acquistato la quota di ammortamento cambia in base al tipo di bene ed alla attività che si svolge. La prima cosa da fare quindi è collocare il bene all’interno di una delle categorie previste per la propria attività: di seguito propongo una tabella generica che useremo per i nostri esempi, ma che non necessariamente si adatta alla vostra tipologia di impresa. Per riferimento potete consultare le Classificazioni Ministeriali per Impresa/Tipologia di bene.

Tabella dei coefficienti di ammortamento

Tipo di BeneCategoriaAliquota annuale
MaterialiFabbricati industriali3,00%
MaterialiCostruzioni leggere10,00%
MaterialiImpianti specifici15,00%
MaterialiAutomezzi25,00%
MaterialiAttrezzatura Varia20,00%
MaterialiMobili e macchine da ufficio15,00%
MaterialiMacchine Elettroniche20,00%
MaterialiArredamento ufficio15,00%
MaterialiImpianto allarme30,00%
MaterialiTelefoni cellulari20,00%
MaterialiProgrammi Software20,00%
ImmaterialiR & D20,00%
ImmaterialiSpese d'impianto20,00%
ImmaterialiMarchi e Brevetti25,00%
ImmaterialiCosti acq. di ramo di azienda20,00%
ImmaterialiAvanzo di fusione20,00%
ImmaterialiAvviamento20,00%

Ora disponiamo di tutti gli strumenti che ci occorrono per procedere con il primo esempio operativo.

esempio: Acquisto di software gestionale

Supponiamo che la nostra azienda acquisti il programma gestionale Amica Professional al prezzo di €499,00 + IVA. Dalla tabella dei coefficienti si evince che i programmi software hanno una aliquota di ammortamento del 20%, per cui seguendo il diagramma di flusso calcoliamo il valore di ammortamento di base come €499,00 x 20% = €99,80. In questo caso (bene acquistato nell’anno in corso) il residuo a fine anno è equivalente al prezzo di acquisto, per cui la risposta alla domanda posta nel diagramma Calcolo del valore di ammortamento di base è NO. Il valore di A nel diagramma è quindi determinato in €99,80 (aliquota di ammortamento applicata al costo di acquisto).

calcolo del valore di ammortamento

Aiutandoci con un altro diagramma vediamo quali sono i passi successivi:

Calcolo dei Valori di Ammortamento

Calcolo dei Valori di Ammortamento (Click per ingrandire)

Il bene è stato appena acquistato quindi è nell’anno fiscale in corso, la risposta alla prima domanda del diagramma è SI. A questo punto dobbiamo decidere se si vuole usare il metodo Civilistico (bilancio ufficiale) oppure Gestionale (bilancio per una valutazione puntuale dell’incidenza dei costi di ammortamento). Per i nostri esempi tralasciamo la parte Gestionale e ci concentriamo sul bilancio civilistico, quello normalmente presentato ai fini fiscali.

La scelta fatta ci porta a calcolare come ammortamento il 50% del valore di A (€99,80). Ne consegue che per l’anno in corso (il primo di acquisto del bene) possiamo portare in ammortamento €99,80 x 50% (A x B) = €49,90. Nel libro dei cespiti va quindi riportato come valore di acquisto €499,00, come ammortamento primo anno €49,90 e come valore residuo € 449,10.

Seguendo lo schema per il secondo anno otteniamo che B=100%, per cui la cifra da portare in ammortamento è pari a €99,80. Di conseguenza nel libro dei cespiti riporteremo come valore di acquisto ancora €499,00, come valore di ammortamento €99,80 e come residuo €349,30 e così via fino al quinto anno (2015), come da tabella presentata di seguito:

tabella parziale di ammortamento per il gestionale amica professional

AnnoValore di AcquistoAmmortamentoValore Residuo
2011€499,00€49,90€499,10
2012€99,80€349,30
2013€99,80€249,50
2014€99,80€149,70
2015€99,80€49,90
2016

Per il 2016 il percorso cambia in quanto la risposta alla domanda del primo diagramma  è SI. Dobbiamo quindi prendere in considerazione il valore residuo dell’anno precedente ovvero €49,90. La risposta alla domanda del secondo diagramma è 100%, per cui porteremo in ammortamento €49,90. La tabella completa sarà dunque:

tabella completa di ammortamento del gestionale amica professional

AnnoValore di AcquistoAmmortamentoValore Residuo
2011€499,00€49,90€499,10
2012€99,80€349,30
2013€99,80€249,50
2014€99,80€149,70
2015€99,80€49,90
2016€49,90€0,00

A questo punto l’ammortamento è completato e il bene è in carico ad un valore di €0. Qualsiasi vendita come dismissione del bene causerà una plusvalenza pari al prezzo di vendita. Questo è vero per tutti i beni completamente ammortizzati.

Concludendo

Se sfrutterete bene i diagrammi di flusso e gli esempi di questo articolo sarete in grado di gestire e compilare correttamente il vostro libro dei cespiti tenendo sempre sotto controllo la situazione dei vostri beni strumentali. Se avete bisogno di chiarimenti o volete segnalare imprecisioni sfruttate lo spazio commenti qui sotto, vi risponderò con piacere.

Stefano Gardini

Co-Fondatore e Amministratore di CIR 2000 e della linea di software gestionali Amica.

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197 commenti su “Guida Pratica ai Cespiti o Beni Strumentali – Parte II”

    29 settembre 2011 / Rispondi

    […] la Guida Pratica ai Cespiti o Beni Strumentali – Parte II è ora disponibile […]

    laura28 maggio 2012 / Rispondi

    Ho un dubbio: da quando hanno abolito l’ammortamento anticipato, come mi devo comportare con l’ammortamento del 1° anno? ho l’opzione di ammortizzare per l’aliquota ministeriale “intera” oppure sempre e comunque il 1° anno devo dimezzare l’aliquota ministeriale? mi riesci a dare dei riferimenti normativi che nn trovo nulla…..
    Grazie

      Stefano Gardini28 maggio 2012 / Rispondi

      Il primo anno, anno di acquisto, la quota di ammortamento va sempre dimezzata secondo la presunzione che il bene sia stato acquistato in corso d’anno e quindi viene considerato a ‘mezzo servizio’ indifferentemente da quando viene acquistato (Gennaio o Dicembre valgono uguale per il bilancio fiscale). Il residuo di ammortamento andrà poi effettivamente nel sesto anno. La legge istitutiva dei coefficienti degli ammortamenti è il Decreto Ministeriale del 31 dicembre 1988 modificato poi con Decreto Ministeriale del 28 marzo 1996, in vigore dal 16 maggio 1996.

    massimo20 settembre 2012 / Rispondi

    Salve.
    Come calcolare il valore residuo di un impianto industriale di processo, inteso come valore di stima?
    Grazie
    Saluti
    massimo

      Stefano Gardini20 settembre 2012 / Rispondi

      Purtroppo quanto chiedi esula dalle regole per i Beni Strumentali ma richiede una serie di valutazioni peritali complesse che non rientrano negli scopi di questo blog.

    martina20 novembre 2012 / Rispondi

    quali sono i conti da utilizzare per registrare la prima fattura di acquisto dell’enel relativo all’allacciamento? deve essere registrato come cespite tra altri oneri pluriennali?

      Stefano Gardini21 novembre 2012 / Rispondi

      Sì io li registrerei in un conto “Costi di impianto” che poi porterei ad ammortamento.

    elisa30 gennaio 2013 / Rispondi

    Buongiorno, credo nella tabella parziale di ammortamento ci sia un errore.Il primo valore residuo è 449,10 € vero?saluti.

      Stefano Gardini5 febbraio 2013 / Rispondi

      Sì un banale errore di digitazione autoevidente, il residuo è più alto del valore del bene… Grazie della segnalazione, correggo.

    Beatrice7 febbraio 2013 / Rispondi

    Se vendo un cespite con fattura datata 31/12/2012 devo prima ammortizzarlo per l’anno 2012 oppure no.

    Grazie

      Stefano Gardini7 febbraio 2013 / Rispondi

      No, se è venduto, alla chiusura d’anno il cespite non c’è più.

    Erika18 marzo 2013 / Rispondi

    Ho venduto un cespite materiale per € 6.900.00 in data 18.12.2012 acquistato in data 23.12.2002 come mi devo comportare?

      Stefano Gardini21 marzo 2013 / Rispondi

      Seguire le normali regole per i cespiti, dipende se è già ammortizzato oppure non completamente. Per saperti dire esattamente cosa fare ho bisogno di tutte le informazioni che comunque trovi anche nell’articolo sul blog.

    Giovanni19 marzo 2013 / Rispondi

    Buongiorno e complimenti per il blog.
    le vorrei chiedere un chiarimento in merito all’ammortamento di un impianto fotovoltaico installato su un’officina meccanica, ovvero, se posso considerare l’impianto fotovoltaico come bene strumentale e quindi portarlo in ammortamento e in quale misura.
    Grazie

      Stefano Gardini21 marzo 2013 / Rispondi

      Come confermato dalla circolare 46e del 19 luglio 2007, dell’Agenzia delle Entrate: “l’impianto fotovoltaico utilizzato costituisce bene strumentale all’attività svolta e conseguentemente sono deducibili le quote di ammortamento commisurate al costo d’acquisto o di realizzazione.” Nella circolare viene indicato, come coefficiente di ammortamento applicabile, quello del 9 per cento, corrispondente al coefficiente applicabile alle “Centrali termoelettriche”. Dunque, l’impianto fotovoltaico e gli oneri accessori relativi sono riportati nel libro dei beni ammortizzabili dell’azienda e, al termine di ogni esercizio sociale, viene calcolata la corrispondente quota di ammortamento.

    Franco17 aprile 2013 / Rispondi

    Vorrei installare sulla mia azienda un impianto fotovoltaico del costo imponibile di 9.000,00 euro. Essendo l’ammortamento al 9 per cento per dieci anni ( o 11 ?? ) quanto riesco ad ammortizzare ogni anno e in totale ….?? come si fa il calcolo???

      Stefano Gardini17 aprile 2013 / Rispondi

      Il primo anno si ammortizza il 50% dell’ammortamento previsto del 9% quindi 405 euro (sarebbero stati 810). Poi ammortizza 810 per i 10 anni successivi, ed infine nel 12esimo anno ammortizza il residuo di 495.

    anna25 giugno 2013 / Rispondi

    Salve, guida interessantissima per i non esperti in materia…ma quando il bene è in carico ad un valore di 0 euro perchè l’ammortamento è stato completato.. come si decide il prezzo di vendita di quel bene?

      Stefano Gardini3 luglio 2013 / Rispondi

      Il bene deve comunque essere venduto a valori ‘ragionevoli’ di mercato. Mi spiego con un esempio: se un macchinario usato con anzianità di 5 anni si trova sul mercato a 5.000 euro, se lo vendo a 4.000/4.500 eur può andare bene, se lo vendo a 500 eur ovviamente rischio fortemente una contestazione. Quello che fa fede è il valore ‘ragionevole’ di mercato.

    anna25 giugno 2013 / Rispondi

    potreste pubblicare per favore qualche articolo su come trattare i beni in leasing?

      Stefano Gardini3 luglio 2013 / Rispondi

      Fa parte dei programmi, ci segua che lo faremo.

    Luca giraudo4 luglio 2013 / Rispondi

    Complimenti per l’utilità e la precisione

    roberto15 luglio 2013 / Rispondi

    Buongiorno, complimenti per il blog. per quanto riguarda l”ammortamento dell’avviamento nell’anno di imputazione, la quota è intera in quanto bene immateriale vero?

      Stefano Gardini16 luglio 2013 / Rispondi

      L’ammortamento dell’avviamento è disciplinato dalle norme fiscali all’art.103 del TUIR il quale stabilisce che le quote di ammortamento del valore di avviamento iscritto nell’attivo del bilancio sono deducibili in misura non superiore a 1/18 del valore stesso.

        Gio22 luglio 2015 / Rispondi

        In presenza di avviamento e’ esatto imputare l’aliquota del 5,56% (18 anni) anche in bilancio di verifica quindi civilisticamente?
        Inoltre l’azienda a acquistato un ramo d’azienda il 01.04.2015 variando denominazione sociale ed indirizzo mantenendo pero’ la stessa partita IVA nel corso dell’esercizio, le quote di ammortamento dei cespiti vanno imputate per tutto l’esercizio non in proporzione all’acquisto ramo 01.04?
        Grazie e complimenti per l’impostazione e chiarezza del forum.- v

          Stefano Gardini22 luglio 2015 / Rispondi

          Per la prima domanda la risposta è sì.
          Per la seconda domanda: puoi optare per ammortizzare il 50% della quota prevista (metodo forfettario) oppure puoi optare per il metodo analitico e ammortizzare 9/12 della quota di ammortamento.

    LAURA24 luglio 2013 / Rispondi

    buongiorno
    ho un cespite acquistato in data 31/12/2012 e quindi non utilizzato nel 2012. Devo calcolare lo stesso il 50% sul costo e imputare la quota di ammortamento nel 2012? e se non lo faccio per mancato utilizzo perdo questa quota o posso iniziare con il 100% nel 2013? grazie
    Laura

      Stefano Gardini24 luglio 2013 / Rispondi

      Di solito si compra a fine anno proprio per mettere in ammortamento il bene nell’anno in corso. Ma se nel suo caso così non è può tranquillamente ammortizzare il bene a partire dal 2013 annotando che il bene non è stato messo in uso.

    Alessandra18 settembre 2013 / Rispondi

    Buongiorrno, se una società acquista mobili ( scrivanie, armadi, cassettiere etc) del valore unitario inferiore a Euro 516,00 ma complessivamente per Euro 22.000,00 (imponibile fattura) posso considerli complessivamente come un bene da ammortizzare al 12% ( primo anno di acquisto 6%)?
    Grazie

      Stefano Gardini19 settembre 2013 / Rispondi

      Risposta positiva, può metterli in ammortamento ordinario.

    Paride15 novembre 2013 / Rispondi

    Salve, sto verificando in piano di ammortamento di automezzi per la RSU previsto nel capitolato di un appalto. La tabella ministeriale riporta un’incidenza del 25% mentre nel capitolato è previsto un ammortamento dei mezzi spalmato in nove anni anzichè quattro. Quali sono i vantaggi sul piano economico e finanziario per la ditta appaltatrice che percepisce le quote di ammortamento dall’ente appaltante?

      Stefano Gardini16 novembre 2013 / Rispondi

      Le informazioni sono troppo generiche per capire bene la situazione. Da quanto intuisco c’è un contatto che prevede una sorta di rimborso della quota di ammortamento (una cosa strana ma che implica parecchie questioni se le quote sono diverse dall’ammortamento previsto dalle tabelle ministeriali). Mi spiace ma su un caso così particolare non posso dare una risposta in quanto si tratta di situazioni sui generis e che richiedono uno studio caso per caso. Non è materia di questo blog la consulenza personalizzata ma solo risposte che possano avere applicazione su un numero ampio di utenti del blog.

    Graziano24 novembre 2013 / Rispondi

    Buongiorno,
    vorrei acquistare dei mobili d’ufficio, quadri, scaffali, stufa, ecc…., per migliorare il confort d’ ufficio della mia carrozzeria!
    Tengo a precisare che ogni singolo articolo ha un valore inferiore ai 516 €, pertanto posso considerarli come costi e quindi recuperare l’ intero importo nell’anno di acquisto (2013)?
    Senza metterli in ammortamento?
    La ringrazio per la disponibilita’!!

      Stefano Gardini24 novembre 2013 / Rispondi

      Sì lo può fare ma va applicato quello che si chiama ammortamento anticipato e vanno iscritti nel libro dei cespiti.

    Fabio25 novembre 2013 / Rispondi

    Buongiorno, ho un dubbio e forse potete aiutarmi.
    Ho una srl che ha un contratto d’affitto d’azienda con il quale ricevo tutti i mezzi per svolgere l’attività. Quindi cespiti a bilancio nessuno. Devo comunque tenere un libro cespiti a zero? E’ necessaria una scrittura in cui viene detto che la società non possiede cespiti a bilancio poichè tutto il complesso dei beni aziendali deriva dal contratto d’affitto d’azienda?
    Grazie in anticipo se potete darmi una risposta

      Stefano Gardini25 novembre 2013 / Rispondi

      Non serve nulla, se l’azienda non ha cespiti non ha neanche il relativo libro. Basta la copia del contratto che giustifichi l’uso dei mezzi.

    Leo25 novembre 2013 / Rispondi

    Vorrei acquistare un locale commerciale per sfruttarlo come attività immobilare(agenzia immobiliare e amministrazione di condomini). Posso considerarlo come bene strumentale? Se è si, la % di ammortamento annuo e per quanti anni? Mi conviene acquistarlo?

      Stefano Gardini26 novembre 2013 / Rispondi

      Sì lo si può fare, l’ammortamento è al 3%.

        Leo29 novembre 2013 / Rispondi

        Dr. Gardini chiedo scusa, l’attività di mediazione immobiliare e amministrazione di cond. in quale classificazione ministeriale cade? Cerco di spiegarmi meglio, vorrei avere i riferimenti % di ammortamento dei beni potenziali relativi all’attività svolta e classificata ministerialmente. Saluti e grazie

          Stefano Gardini2 dicembre 2013 / Rispondi

          Direi nella generica Altre attività: di seguito la tabella con le percentuali:

          2 – Altre attività
          Edifici 3%
          Fabbricati destinati alla grande distribuzione 6%
          Costruzioni leggere (tettoie, baracche, ecc) 10%
          Impianti e mezzi di sollevamento, carico e scarico, pesatura, ecc 7,5%
          Macchinari, apparecchi e attrezzature varie (compreso frigorifero, impianto di condizionamento e distributore automatico 15%
          Stigliatura 10%
          Arredamento 15%
          Banconi blindati o con cristalli blindati 20%
          Impianti di allarme, di ripresa fotografica, cinematografica e televisiva 30%
          Impianti interni speciali di comunicazione e telesegnalazione 25%
          Impianti destinati al trattamento ed al depuramento delle acque, fumi nocivi, ecc mediante impiego di reagenti chimici 15%
          Mobili e macchine ordinarie d’ufficio 12%
          Macchine d’ufficio elettronimeccaniche ed elettroniche compresi i computers e i sistemi telefonici elettronici 20%
          Autoveicoli da trasporto (autoveicoli pesanti in genere, carrelli elevatori, mezzi di trasporto interno, ecc) 20%
          Autovetture, motoveicoli e simili 25%

    angy28 novembre 2013 / Rispondi

    salve ottimo blog….ho un dubbio…la mia società cesserà a giorni e volevo sapere come dismettere le attrezzature della società..premetto che io e la mia socia abbiamo deciso di dividerci le attrezzature non del tutto ammortizzate…e tenercele a casa nostra…è necessaria fare la fattura dalla società a noi due?e chiudendo al 30/11/2013 la fattura la devo fare entro questa data o possiamo farla anche in data successiva ma entro il 31/12? grazie

      Stefano Gardini28 novembre 2013 / Rispondi

      Confermo che va fatta fattura ai soci per alienazione dei cespiti. La fattura potete farla quando volete purchè non abbiate ‘chiuso’ la partita iva. Se cessate l’attività, le operazioni di consolidamento potete farle ugualmente anche dopo la data di cessazione.

        angy3 dicembre 2013 / Rispondi

        scusi l’insistenza….ma se la partita iva è già chiusa, come si potrebbe procedere all’alienazione dei beni?

          Stefano Gardini4 dicembre 2013 / Rispondi

          Andava fatto prima. Consiglio di fare le fatture di alienazione con data precedente la chiusura della partita iva.

    teresa4 dicembre 2013 / Rispondi

    Ho preso in locazione, per la mia attività di libero professionista, un piccolo locale. Il conduttore precedente ha lasciato lì dei mobili (ancora utilizzabili) e il locatore ha detto che me li posso tenere perchè lui li butterebbe.
    Come mi devo comportare? Normalmente li metterei a cespite, ma non ho nessuna fattura di acquisto!
    Cosa faccio? Grazie in anticipo!

      Stefano Gardini4 dicembre 2013 / Rispondi

      Bisogna farsi rilasciare o dal precedente affittuario o dal proprietario una ricevuto a valore 0 dei mobili presi in carico.

        Anna5 dicembre 2013 / Rispondi

        Gent.mo Dott. Gardini, sono un giovane Ing. Biomedico,
        In questo periodo mi sto occupando di stimare le apparecchiature biomediche all’interno di una casa di cura che ha dichiarato fallimento.

        La Casa di Cura in questione risulta accreditata per le attività di ricovero (Cardiologia, Medicina Interna, Oncoematologia) e per attività ambulatoriale polispecialistica allocata entro strutture di ricovero (presidio ambulatoriale di recupero e riabilitazione funzionale, medicina di laboratorio e radiologia diagnostica).

        Mi chiedono di fare una valutazione prettamente economica di tale accreditamento, in funzione del badget e delle prestazioni svolte.
        Ci sono dei metodi standard per poter capire il valore economico degli accreditamenti? Mi spiego meglio, se ci fosse un’ altra società che volesse acquistare l’ accreditamento di questa clinica fallita a quanto ammonterebbe il valore economico per ogni accreditamento venduto?
        Se vorrà rispondere sarò molto contenta.
        Cordialità

          Stefano Gardini6 dicembre 2013 / Rispondi

          Risponderei volentieri ma purtroppo è un perizia che richiede conoscenze specifiche del settore che non ho. Posso darle in linea generale l’indicazione di valutare il margine operativo lordo sviluppato da ogni singolo settore e prendere come base il doppio del suo valore. Se ad esempio vendono svolte 10.000 visite ambulatoriali con un margine di 30 eur a visita (il resto del costo va ad esempio al medico) e c’è un costo fisso di struttura pari a 100.000 eur/anno l’utile operativo lordo sarebbe pari a 200.000 eur. Il valore stimabile potrebbe essere pari a 400.000 eur. Ovviamente ci sono molte altre considerazioni da fare ma questa può essere una base di valenza ‘generale’. Entrano poi in gioco molti altri fattori legati alla specificità dell’attività, alle prospettive di sviluppo ecc che possono portare il moltiplicatore a 10 o anche a 20. Non essendo io un ‘tuttologo’ oltre queste linee generali non posso andare.

    Chiara10 dicembre 2013 / Rispondi

    Buonasera,
    complimenti per il blog.
    Nel caso di una società costituita nell’anno in corso, i beni materiali ed immateriali per il primo anno devono essere ammortizzati con il pro-rata? Ovvero a partire della data di costituzione della società o non è obbligatorio?
    Grazie per l’aiuto.

      Stefano Gardini12 dicembre 2013 / Rispondi

      Possono essere fatti sia con il pro-rata sia con la forfettizzazione al 50% della percentuale di ammortamento.

    Alessia14 dicembre 2013 / Rispondi

    Salve, vorrei una delucidazione in merito alla chiusura di attività. Ho diversi beni mobili sul registro dei cespiti (già interamente ammortizzati), nel momento della chiusura di un’impresa individuale, cosa devo fare?

      Stefano Gardini16 dicembre 2013 / Rispondi

      I beni vanno alienati quindi o si vendono a terzi o devono essere fatturati all’imprenditore al cosiddetto ‘valore normale’ in pratica un valore di mercato ragionevole per evitare l’elusione fiscale derivante dal fatturare ad un valore fittizio di 1 eur beni dal valore reale ben diverso.

    Leo19 dicembre 2013 / Rispondi

    Dr. Gardini quanto si riesce a detrarre, come conduttore professionista, in caso di locazione di un bene strumentale? Le faccio questa domanda in quanto alcuni commercialisti mi hanno risposto che si può detrarre il 100% del canone sui costi, altri circa il 20 %. Ringrazio sempre per la sua disponibilità. Saluti

      Stefano Gardini19 dicembre 2013 / Rispondi

      Le risposte possono essere ambedue valide. I canoni di locazione possono essere detratti nella stessa misura degli ammortamenti previsti per il bene in oggetto.

        Bruno21 dicembre 2013 / Rispondi

        Buon sabato e ottima conduzione del blog, perché fatta con cura e perizia matura.Formulo due domande:
        1_L’affitto di un appartamento adibito a studio professionale dalla lettura fatta dei precedenti interventi, pare che è possibile la totale detrazione (100%) è possibile un esempio?
        2_L’acquisto di un computer di importo inferiore a € 516,46 ( ex £ 1.000.000) è possibile detrarlo interamente nell’annualità di acquisto, è possibile un esempio?
        In attesa di riscontro saluti e auguri di buon Natale 2013.

          Stefano Gardini26 dicembre 2013 / Rispondi

          1) Sì se l’appartamento è possibile adibirlo a studio (normative comunali) confermo che l’affitto è detraibile.
          2) Sì se importo di un bene è inferiore a 516,46 è possibile optare per l’ammortamento immediato nell’anno fiscale di acquisto.

    angy17 gennaio 2014 / Rispondi

    Salve tantissimi auguri di buon anno…un dubbio….per l’attività di commercio on line delle auto…
    1) c’è un limite massimo di auto che posso inserire nel sito dove venderle?
    2) se vendo tramite il sito ad un privato devo emettere per forza la fattura o solo se me la chiede?ed è soggetta ad iva?
    3) come si procede con l’assicurazione in questi casi?
    grazie mille per le risposte esaurienti…

      Stefano Gardini18 gennaio 2014 / Rispondi

      1) no non vedo nessun motivo per avere un limite.
      2) sì la fattura per una vendita da operatore con partita iva va sempre emesse (tranne alcune esclusioni particolari di cui l’auto non fa parte)
      3) per l’assicurazione non posso risponderti perchè è un campo che non fa parte delle mie competenze.

    Manuel19 gennaio 2014 / Rispondi

    Ciao,
    il blog è veramente molto bello e utile…
    una piccola richiesta di chiarimento: ma quindi i beni strumentali inferiori al 1.000.000 di lire (512 euro) sono da inserire anch’essi nel libro cespiti? Cioè sono comunque “cespiti” nonostante vengono spesati?
    Grazie

      Stefano Gardini20 gennaio 2014 / Rispondi

      Sì sono comunque cespiti quindi vanno nel libro dei cespiti regolarmente.

    Fiorella1 febbraio 2014 / Rispondi

    Buonasera Dr. Gardini
    lavoro in una azienda che produce mobili per ufficio e gli uffici della stessa, sono stati allestiti con i mobili prodotti in azienda: dobbiamo per legge emettere una autofattura per metterli ai cespiti? Naturalmente per avviarne la produzione abbiamo inserito un ordine dal quale si desume l’imponibile e quindi il valore (prezzo di listino sconto 64%).
    Grazie per l’attenzione.

      Stefano Gardini1 febbraio 2014 / Rispondi

      Sì direi che è una cosa corretta procedere in questo modo.

    Elena6 febbraio 2014 / Rispondi

    Buongiorno Stefano,
    Sto costruendo un business plan per l’apertura di un punto vendita e sto pensando ad una previsione di costi su 5 esercizi.
    Ho una domanda relativamente all’ammortamento delle attrezzature che verranno acquistate. Se non ho capito male per il primo esercizio, indipendentemente dal mese di acquisto, dovrò imputare il costo del 50% della quota di ammortamento che spetterebbe all’ esercizio?
    Per esempio: ho attrezzature per 163.000 euro, quindi un ammortamento del 20% del valore ogni esercizio ( 32600€) ma per il primo esercizio dovrei ammortizzarle del 50% della quota quindi 16300.
    Ringrazio in anticipo per l’aiuto.

      Stefano Gardini7 febbraio 2014 / Rispondi

      Sì esatto, oppure può optare per il metodo analitico che prevede l’ammortamento per i giorni di effettivo uso. Di solito questa opzione viene usata per costi alti, impianti industriali ecc. ma può essere usata per qualsiasi apparecchiatura.

        elena10 febbraio 2014 / Rispondi

        Buonasera Stefano,
        approfitto ancora della tua gentilezza e competenza. Un dubbio relativo al conto economico. Nella imputazione dei costi a fine esercizio allora vedrò tra le voci di costo relative all’esercizio l’ammortamento delle attrezzature (per il 50% della quota solo per il primo esercizio) e il costo del finanziamento, ma NON inserirò sicuramente la rata del mutuo perchè sarebbe come considerare il costo per 2 volte. O sbaglio?
        Grazie infinite in anticipo,
        e.

          Stefano Gardini10 febbraio 2014 / Rispondi

          Esatto la parte di restituzione del capitale del mutuo non è un costo ma un ‘semplice’ giro finanziario che attiene al solo stato patrimoniale: escono soldi dalle tue casse per ripagare un debito. L’unico costo sono, come dici giustamente, la parte interessi del finanziamento.

    Andrea10 febbraio 2014 / Rispondi

    Buongiorno,
    un’azienda ha completato il processo di ammortamento di un cespite.
    Il bene, tuttavia, è ancora in funzione, ha un valore stimato attorno ai 300 ml € ed una vita residua di 5 anni, come comportarsi?
    Grazie per l’aiuto.

      Stefano Gardini10 febbraio 2014 / Rispondi

      Se il cespite è ammortizzato e lo volete continuare ad usare non c’è nulla da fare. Lo tenete in carico e lo fate lavorare e produrre. Sarà una produzione con costo più basso perchè il cespite non inciderà più sul costo industriale.

    Marisa12 febbraio 2014 / Rispondi

    Chiedo alcuni chiarimenti in merito all’ammortamento cespiti:
    1) qual’è il costo minimo dei beni mobili per calcolare la quota di ammortamento?
    2) se per la maggior parte dei beni mobili la stima del valore è dell’anno 2006, devo comunque ammortizzare la spesa?
    3) per i fabbricati, per i quali ho il valore di rendita catastale, quanti sono gli anni che devo considerare per il calcolo dell’ammortamento?
    Ringraziando saluto cordialmente.

      Stefano Gardini13 febbraio 2014 / Rispondi

      1) non c’è minimo, sotto euro 516,46 possono essere messi in ammortamento immediato (ma è solo una facoltà, non un obbligo)
      2) Se l’ammortamento non è finito sì, se è finito nonci sono più valori da ammortizzare
      3) Di norma i fabbricati hanno una percentuale di ammortamento del 3% all’anno, verifiche però le tabelle per il suo caso specifico.

    rosalba17 febbraio 2014 / Rispondi

    Salve, avrei bisogno di un’informazione.

    Vorrei capire come applicare la circolare dell’Agenzia delle Entrate 36/E del 19 dicembre 2013 al mio caso specifico.
    Dovrei acquistare un impianto fotovoltaico da 35 kW per la mia azienda e secondo la circolare rientra nel caso di bene immobile per cui avrei quota di ammortamento pari al 4%.
    come calcolo le varie quote annuali su un importo di 61500 € + iva?
    e per quanto anni posso al massimo estendere l’ammortamento?

    grazie mille

      Stefano Gardini20 febbraio 2014 / Rispondi

      Il primo anno 2% poi 4% per i 24 anni successivi ed infine il restante 2% per l’ultimo anno, totale 26 anni. Non c’è un limite di anni, il limite è l’ammortamento completo.

        Gio23 luglio 2015 / Rispondi

        Buonasera,
        e’ confermato che chi ha iniziato l’ammortamento impianti fotovoltaici su tetto anteriormente alla circolare ADE 36/E del 19.12.2013 applicando aliquota al 9% nulla deve fare in merito quindi soltanto in applicazione dal Bilancio Esercizio 2013 in poi?
        Inoltre continuare ad applicare l’aliquota del 9% cosa puo’ comporatare?.-
        Ringrazio e nuovamente complimenti per la concretezza del forum.-

          Stefano Gardini23 luglio 2015 / Rispondi

          Per il pregresso rispetto alla circolare non c’è nulla da fare (i periodi di imposta precedenti sono considerati corretti al 9%). Successivamente alla circolare il valore residuo va allineato alla nuova aliquota del 4%. Continuare ad applicare il 9% può comportare l’addebito di maggiore reddito dovuto alla differenza del valore ammortizzabile per ogni anno di imposta.

    MARTINA28 febbraio 2014 / Rispondi

    Quest’anno abbiamo apportato delle modifiche all’impianto elettrico (nuove linee, nuovi apparecchi…). Il costo sostenuto si aggiunge al precedente cespite (spesa sostenuta tre anni fa) aumentandone il valore oppure costituisce un nuovo cespite? Nel primo caso l’ammortamento sarà pari al 15% dell’intero importo oppure applicherò comunque il 7,5% sull’aumento e il 15% sul rimanente?
    Grazie della risposta

      Stefano Gardini1 marzo 2014 / Rispondi

      Io lo iscriverei come nuovo cespite essendoci nuove linee e nuovi apparecchi.

    Grazia12 marzo 2014 / Rispondi

    Grazie anticipate per la sua gentilezza nel rispondere a questo mio quesito che ora le espongo: premetto ho una srl attività industriale ed avendo riscattato nel 2013 dalla società di leasing un fabbricato industriale ora a cespite l’aliquota per il primo anno è dimezzata all’ 1,50% poiché l’aliquota ordinaria è il 3% oppure non si applica la regola trattandosi per l’appunto di un immobile con aliquota già bassissima? Grazie mille! Cordiali saluti

      Stefano Gardini13 marzo 2014 / Rispondi

      Si applica la regola comunque. Diversamente si può optare per la contabilità del cespite dei cespiti detta analitica e quindi si fa la proporzione sui giorni in cui il bene è rimasto realmente in carico sulla base della data di acquisto. Ovviamente la contabilità analitica dovrà essere applicata a tutti i cespiti. Se invece si è fatta la scelta forfettaria va applicata la regola della metà dell’aliquota ordinaria.

    Rosa28 marzo 2014 / Rispondi

    Ho un problema: un’azienda ha due attività con l’opzione della contabilità separata. Come devo comportarmi per il registro dei beni strumentali? Ne posso istituire 2 o devo averne uno solo per entrambe le attività? Premesso che si tratta di 2 attività completamente diverse, come procedo con il calcolo del plafond per le spese di manutenzioni? Se avessi 2 registri, devo calcolare 2 plafond? Grazie

      Stefano Gardini2 aprile 2014 / Rispondi

      Contabilità separata uguale gestire come fossero due aziende diverse. Direi due libri dei cespiti. Se ci sono beni condivisi proquota d’uso in tutti e due i libri.

    Carmelo3 aprile 2014 / Rispondi

    una srl ha preso in affitto dei locali(durata contratto dal 24-01-2012 al 23-01-2018 prorogabili per altri 6 anni) ha eseguito dei lavori per adattare questi locali ad albergo e ad un parcheggio a cielo aperto ed inoltre ha acquistato attrezzature.
    ha iniziato solo l’attività di parcheggio dall’inizio dell’anno e successivamente a partire dal 1/7/13 ha dato in affitto/gestione(durata del contratto 9 anni) ad altra società sia l’attività alberghiera sia quella del parcheggio;
    come devo calcolare gli ammortamenti dei lavori e delle attrezzature; ai fini di determinare il valore dei beni strumentali da inserire nello studio di settore delle due società come mi devo comportare?
    l’ammortamento è a carico di quale società ?

      Stefano Gardini4 aprile 2014 / Rispondi

      Gli ammortamenti sono interamente a carico di chi ha effettuato i lavori.

    viola12 aprile 2014 / Rispondi

    Buongiorno e complimenti per il Blog! Gestisco da poco la contabilita’ di una ditta che prima la gestiva internamente … ora premetto che in tema di cespiti non sono molto esperta … nel momento in cui prendo in mano il libro cespiti per fare gli ammortamenti mi accorgo, controllando le fatture, che e’ stato inserito come cespite il totale fattura quindi l’importo ivato e non l’imponibile … secondo lei cosa dovrei fare? il ricalcolo delle quote in base all’imponibile e nel 2013 fare l’amm.to corretto? in piu’ per l’esercizio 2011 non hanno fatto gli ammortamenti (sembra si siano dimenticati) quindi sono persi? contabilmente questo cosa comporta?

      Stefano Gardini13 aprile 2014 / Rispondi

      Ovviamente il tutto è un grosso (grossissimo) problema per il passato. Io riprenderei da quest’anno gli ammortamenti corretti come se prima di oggi fossero stati fatti tutti regolarmente. Ciò che è stato fatto in passato verrà eventualmente sanzionato in caso di controllo, ma almeno da oggi sarà tutto regolare.

    Berardo Di Giovanni10 giugno 2014 / Rispondi

    Egr.Dott.Gardini,
    ho un dubbio un cliente ditta indivuale ha inziato l’attività nel 2014 ed ha acquistato con fattura da un’altra ditta materiali ed attrezzatura per ristorazioni per un prezzo a stock.
    1) posso calcolare l’ammortamento anche se beni già
    utilizzati da terzi;
    2) l’iva sulla fattura direi che è detraibile;
    3) nella fattura viene elencato le tipologie di attrezzature, ma con un valore imponibile complessivo. Come faccio a calcolare il singolo ammortamento?
    Ringrazio in anticipo e saluto cordialmente.
    Berardo Di Giovanni
    ho un cliente ditta individuale che ha

      Stefano Gardini11 giugno 2014 / Rispondi

      1) sì va fatto l’ammortamento dei beni usati senza dubbio
      2) Naturalmente l’iva è detraibile
      3) Questo è un po’ più complesso: direi che l’ideale è fare un documento interno da allegare alla fattura di acquisto con una stima del valore di ogni elemento (un elenco bene-valore), in modo che la somma sia pari al valore complessivo dei beni.

    cristina12 giugno 2014 / Rispondi

    complimenti per le esaurienti risposte
    ho un quesito anche io:
    si è scelto di ammortizzare automezzi in 15 anni
    invece dei 4 anni canonici applicando un’aliquota del 6,66.. annua
    se vendo un automezzo dopo 5 o più anni per il calcolo delle minus/plusvalenze lo devo considerare completamente ammortizzato?
    se no è corretto calcolare i giorni di ammortamento fino alla vendita sempre all’aliquota rapportata ai 15 anni?
    implicazioni fiscali?
    che normativa mi obbliga a indicare anche i beni > a € 516 nel registro dei beni ammortizabili?
    grazie

      Stefano Gardini12 giugno 2014 / Rispondi

      Il bene ammortizzato in 15 anni se venduto prima della scadenza creerà una plusvalenza pari alla differenza tra il prezzo di vendita ed il valore residuo da ammortizzare.
      Non c’è bisogno di una normativa. Ogni cespite, nessuno escluso, va nel libro/registro cespiti. L’ammortamento è un’altra cosa. Nessuna esenzione esiste dal tenere l’elenco dei beni (cespiti) di proprietà dell’azienda, anche perchè formano parte integrante del suo patrimonio. Ti faccio un esempio eclatante: compro 50 cellulari al costo di 500 euro cadauno. Possono sparire 25.000 euro dal patrimonio aziendale? Direi proprio di no!

    Lidia11 luglio 2014 / Rispondi

    gent. Stefano, complimenti davvero per questi articoli davvero chiari e semplici da comprendere. Le volevo porre questo mio problema: nel 2013, ad aprile, ho avviato una pizzeria al taglio. Compilando Gerico mi esce che non sono, anche se per poco, congrua. I miei dubbi sono due:
    a) posso non allegare gli studi di settore alla dichiarazione spuntando la voce “primo anno di inizio attività”?
    b) potrei non portare in deduzione le spese che sostengo per l’affitto del locale? il mio reddito si alza ovviamente pagherei più imposte ma diventerei congruo ed eviterei di fare, anche in futuro, gli adeguamenti agli studi di settore.
    Grazie
    Lidia

      Stefano Gardini12 luglio 2014 / Rispondi

      Puoi fare tutte e due le cose. Per quest’anno ti consiglio la prima.

    gianna25 luglio 2014 / Rispondi

    Gent.mo Sig. Stefano, noi abbiamo in bilancio un cespite, con scarso uso nel processo produttivo, che, anche al netto dell’ammortamento, ha un valore notevolmente superiore al valore di mercato; tale bene inoltre mi penalizza molto a livello di studi di settore. Cosa mi conviene fare: procedere ad una sua svalutazione? e la perdita conseguente è fiscalmente detraibile? Oppure c’è un’altra strada?
    Grazie
    gianna

      Stefano Gardini25 luglio 2014 / Rispondi

      La prima cosa, se ti è possibile, è vendere il bene (salvo ti sia sempre necessario nel processo produttivo). Puoi (anzi dovresti) svalutarlo. La perdita non è detraibile, non concorre alla formazione del reddito.

    Rossella31 luglio 2014 / Rispondi

    Buongiorno e complimenti per il servizio.
    Scusi se la terminologia non è appropriata ma il mondo dell’economia non è proprio il mio, per questo ho, come molti italiani, dato in mano ad un commercialista la gestione delle prassi amministrative a riguardo. Ora però sono presa da dubbi: mio padre vuole cessare la sua attività lavorativa (è un piccolo artigiano con P.I.). Come beni ha un pick up/furgoncino del 2006 e 3 strumenti (motosega e simili) acquisiti nel 2008/09. Ora la commercialista sostiene che non si possano fare autofatture, in particolare per mantenere l’automezzo, e che è meglio che i beni siano venduti a me o altri della famiglia…. a me sembra un po’ illogico. Mi può solo cortesemente dare un suo parere? Non vincolante, ovvio. La ringrazio se potrà cortesemente rispondere.

      Stefano Gardini8 agosto 2014 / Rispondi

      L’imprenditore può tranquillament fare autofattura e ‘cedere’ i beni a se stesso persona fisica. Non ci sono controindicazioni ed è anzi una prassi consolidata ed abituale.

    Giorgia10 ottobre 2014 / Rispondi

    Buonasera, devo chiudere la ditta individuale al 30/10/14 volevo sapere se per questi 10 mesi posso applicare la quota di ammortamento.
    Grazie in anticipo per la risposta

      Stefano Gardini14 ottobre 2014 / Rispondi

      Sì lo puoi fare anche se non termini l’anno. Ovviamente per la quota di 10/12 in quanto i beni non sono stati ‘operativi’ per tutto l’anno.

    Gigliola30 ottobre 2014 / Rispondi

    Buongiorno, ho una piccola ditta di autotrasporti, in contabilità semplificata. Dovrei comprare un nuovo automezzo che mi consegneranno a gennaio 2015. Il venditore del mezzo mi ha detto che mi fanno una fattura anticipata x poter mettere in ammortamento il mezzo nell’anno 2014. Posso mettere il mezzo in ammortamento se non è stato immatricolato solamente con una fattura di anticipo? Grazie.

      Stefano Gardini4 novembre 2014 / Rispondi

      Direi di no, non lo vedo fattibile. La fattura di acconto diventa ‘solo’ un credito verso fornitore. Perchè sia possibile mettere il mezzo in ammortamento deve ‘lavorare’ in azienda.

        Gigliola4 novembre 2014 / Rispondi

        Grazie!

    andry28 novembre 2014 / Rispondi

    Salve,

    sono un neofita della contabilità (non ho studiato economia ma ingegneria!). Mio padre ha un’attività aperta (una gioielleria) ed essendo una ditta individuale non ha bisogno di redigere lo stato patrimoniale e conto economico in modo cosi rigoroso (o almeno credo, con lui non ne ho parlato troppo approfonditamente). Volevo cercare di iniziare a fare io la contabilità per il negozio da oggi (Gennaio 2015 come anno zero). Ovviamente l’attività e aperta da molti anni e le immobilizzazioni materiali (Negozio) sono gia state acquistate. Come devo procedere per la quota di ammortamento annuale? Su quale periodo la devo spalmare? Devo tenere conto degli anni precedenti o posso iniziare a fare i conti da oggi con questo metodo? La ringrazio

      Stefano Gardini4 dicembre 2014 / Rispondi

      Chi teneva la contabilità prima ti deve fornire il libro dei beni ammortizzabili con la situazione degli ammortamenti completati, in corso ecc… Da lì devi ripartire.

    Lucio11 dicembre 2014 / Rispondi

    Un dubbio amletico che per semplicità espongo con un esempio:
    Acquisto un PC (valore 499€). Il bene è inferiore a 512€, decido di ammortarlo al 100% il primo anno. Purtroppo però, sempre nel corso del primo anno, mi sono accorto che le specifiche d’acquisto erano esigue. Ho dovuto comprare un secondo banco di memoria (valore 25€). Posso considerare i due acquisti come cespiti separati, per cui ammortare entrambi al 100%, o li devo considerare come un unico cespite, visto che il bene è unico, e quindi passare all’ammortamento ministeriale?

    Grazie!

      Stefano Gardini11 dicembre 2014 / Rispondi

      Puoi ammortizzarli separatamente ed entrambi al 100%, nessun problema.

    Andrea16 gennaio 2015 / Rispondi

    Ciao,
    Quando dici che il bene è deducibile al 100% con quote annue del 10% di ammortamento si intende che in 10 anni viene recuperato l’intero costo del bene o si va ad abbattere la base imponibile necessaria al calcolo dell’imposta?

      Stefano Gardini16 gennaio 2015 / Rispondi

      Intanto gli anni sono 11 perchè il primo anno puoi dedurre solo il 50% della quota di ammortamento e quindi il residuo lo ammortizzi nell’undicesimo anno; ma questo è solo un piccolo ‘cavillo’. L’ammortamento abbatte la base imponibile di ognuno degli anni in quanto il valore ammortizzabile viene imputato a costo.

    giuseppina21 gennaio 2015 / Rispondi

    Buongiorno, ho letto con piacere tutte le risposte, ma non ho trovato quella che fa per me ed allora eccomi qui a porle il quesito. Azienda alberghiera con “storico ventennale” di registro cespiti, mai nessun bene è uscito dal registro mentre nel corso degli anni diversi sono stati sostituiti perché obsoleti, oppure inutilizzabili. Sono “usciti” dall’azienda e dati al servizi pubblico comunale di smaltimento (per intenderci vengono messi in strada il giorno che il comune fa il ritiro di merci voluminose). Quesito cosa fare? Dichiarazione da inserire nel registro come il bene è stato “messo in strada” o assurda vendita a costo zero? Oppure ci sono altre alternative?. La ringrazio anticipatamente per la risposta. Ed auguro a tutti un buon anno 2015.

      Stefano Gardini21 gennaio 2015 / Rispondi

      Per lo smaltimento dei beni andava seguita la procedura con comunicazione ed atto notorio. Ora puoi fare solo la vendita e non a prezzo a prezzo 0 ma a prezzo ‘normale’, cioè il reale valore. Ti consiglio di farlo xchè in caso di controllo verrebbe presunta la cessione e sono dolori (nel caso peggiore: vendita senza fattura, evasione di iva, bilanci falsi, dichiarazioni infedeli redditi e iva…un’ecatombe di sanzioni amministrative e penali)

    giuseppina21 gennaio 2015 / Rispondi

    Grazie per la risposta pensavo di fare una certificazione di atto notorio (per beni sotto le € 10.000,00 citando l’art. 2 comma 3 del DPR 441/97 modificato dall’art 16 DPR 435/01 ed indicando come ritiro il servizio gratuito svolto dall’Amministrazione Comunale per oggetti definiti ingombranti. Le sembra una strada percorribile? Non posso fare le vendite perché non ci sono state vendite.

      Stefano Gardini22 gennaio 2015 / Rispondi

      Il problema è la comunicazione ad Agenzia Entrate che potrebbe mandare un ispettore a controllare l’effettivo smaltimento ad oggi…Ti troveresti in ‘leggera’ difficoltà.

    Matteo25 gennaio 2015 / Rispondi

    Buongiorno Stefano,
    complimenti per il tuo utilissimo blog!
    Ho anch’io delle domande su questo tema:
    l’ammortamento inizia tassativamente dall’anno di acquisizione o può iniziare a posteriori?
    Ha senso iniziare l’ammortamento di un immobile (bene strumentale) a 50 anni dall’acquisizione dello stesso?
    E se l’immobile è stato acquisito per donazione e non per acquisto?
    Ti ringrazio anticipatamente.
    Buona giornata

      Stefano Gardini25 gennaio 2015 / Rispondi

      L’ammortamento deve iniziare nell’anno di messa in servizio del bene. Ad esempi alcune società per questioni fiscali comprano beni strumentali negli ultimi giorni dell’anno per usufruire dei vantaggi dell’ammortamento. Ma se il bene non è messo in uso, è fiscalmente contestabile. Per un bene dopo 50 anni è difficile pensare non sia stato messo in uso prima: se poi à frutto di donazione, nessun ammortamento è possibile, non c’è corrispettivo pagato.

    Bruno28 gennaio 2015 / Rispondi

    Buongiorno,
    ho venduto alla fine dell’anno due autoveicoli completamente ammortizzati. Ora l’ Agenzia pratica auto ha provveduto a registrare il passaggio di prorpieta i primi di gennaio . Le fatture di vendita riportano data 23/12/2014 e la concessionaria mi chiede di emettere nota di credito per storno fatture e la loro riemssione in data corrispondente all’atto di vendita sul CPO . Ho fatto quanto richiesto . Ora sul libro cespiti le relative plusvalenze le devo rilevare nell’ anno vecchio o nel nuovo? Devo inserire nel libro cespiti sia le fatture vecchie che le nuove datate 2015 e le relative note di credito ? o posso indicare solo quelle emesse con data corrispondente alla vendita ?

      Stefano Gardini28 gennaio 2015 / Rispondi

      Io direi che le plusvalenze sono da rilevare nel 2015 in quanto al 31/12/2014 i beni erano ancora in carico (situazione sostanziale). Nel registro vanno annotate a mio avviso solo le fatture alla data della vendita.

    Lorena nolli1 febbraio 2015 / Rispondi

    Salve,
    Sono socio di cooperativa di 150 soci e tutti lavoratori settore spettscolo.
    Sono stato un socio un po’ anomalo in quanto ero l’unica ad avere tantissime spese di acquisto MIO nateriale per lavorare e COMPRATO DA ME MA FSTTURARO SOTTO NOME COOPERATIVA. Ora che me ne vado, trovo ASSURDO lasciare dei soldi alla Coop per tenermi il mio materiale!! Oltretutto, quelle fatture di acquisto, non soni nmeno servite a non farmi pagare irap e ires in piu’. In quanto, la Coop mi ha sempre calcolato irsp e ires sul fatturato e nin sul vslore reale della produzione. Quale altra soluzione ci sarebbe per non REGALARE soldi alla coop per materiale mio personale, pagato da me e usato solo da me??? Attendo sue. Grazie infinite

      Stefano Gardini1 febbraio 2015 / Rispondi

      Beh purtroppo la gestione è stata ‘incauta’. O un accordo diretto o una causa, a mio avviso (non sono un avvocato però) con esiti dubbi e con il coinvolgimento di falsi in bilancio e cose simili. Mi sembra troppo complicata viste le conseguenze.

    miri13 febbraio 2015 / Rispondi

    Buonasera!
    vorrei porle anch’io due domande vista la sua chiarezza:
    -ho ammortizzato per 2 anni un autocarro con quota 25% anziché 20… è un problemissimo?
    – il software si ammortizza al 20% o al 33%… es. acquisto di office inferiore a 516 come lo gestisco? al momento l’ho registrato solo nel c.e. come assistenza software..
    grazie mille!

      Stefano Gardini15 febbraio 2015 / Rispondi

      1) sì è un problema, ovviamente solo per la quota eccedente del 5%, salvo essere in grado di dimostrare in caso di controllo che l’autocarro ha completato il suo ciclo di lavoro nel tempo di 4 anni (25%) e che quindi era corretto ammortizzarlo in questo lasso di tempo.
      2) Il software si ammortizza in tre anni (quindi al 33%) in considerazione della veloce obsolescenza. Se costa meno di 516 euro può essere (facoltà non obbligo) inserito a costo senza ammortamento.

    miri17 febbraio 2015 / Rispondi

    Gentilissimo 🙂
    quindi la quota 20% dell’ammortamento software riguarda solo quello legato all’acquisto del computer, senza il quale il computer non funziona.. perché ho letto che esiste anche un’aliquota 20.
    Grazie!

      Stefano Gardini17 febbraio 2015 / Rispondi

      Sì esiste una classificazione complicata fra software applicativi e software di base, ed anche fra licenze perpetue o licenze limitate nel tempo. Magari farò un articolo specifico ed entrerò nel dettaglio. Di norma vista la rapida obsolescenza si opta senza problemi per l’ammortamento in 3 anni.

        miri24 febbraio 2015 / Rispondi

        Buonasera,
        scusi le porgo una domanda… l’ammortamento dei terreni non è deducibile, quindi si rileva la registrazione contabile amm.to inded. a fondo, oppure si compila il libro cespiti con la quota annuale senza registrazione contabile?
        Grazie 🙂

          Stefano Gardini25 febbraio 2015 / Rispondi

          Può essere fatto in entrambi i modi (il risultato di esercizio non cambia), certo la rilevazione come amm.to indeducibile contabilmente è più ‘elegante’.

    campisi ettore24 febbraio 2015 / Rispondi

    buonasera, vorrei porre una domanda, sono in procinto di chiudere una ditta individuale, che esercitava la sua attività in un immobile in locazione, al momento della chiusura devo fatturare anche le spese ancora non ammortizzate sostenute per gli impianti, vetrina, opere murarie, serranda e tutti i beni che non possono essere asportati dall’immobile e che il proprietario naturalmente non ha nessuna intenzione di pagarmi, mi sembra che sia completamente diverso per esempio da un’autovettura o un pc che naturalmente rimanendo di mia proprietà devo autofatturarmi. La ringrazio per l’aiuto che mi fornirà per risolvere questo mio dubbio

      Stefano Gardini25 febbraio 2015 / Rispondi

      Beh li fatturerai al proprietario e se gli accordi contrattuali lo prevedono dovrà pagarteli. Se invece li devi lasciare in ‘dono’ al proprietario (sempre in base agli accordi) li fatturerai a valore 0. Essendoci un accordo contrattuale puoi farlo.

    luca28 febbraio 2015 / Rispondi

    Salve Stefano,
    una srl può dedurre ai fini del reddito e detrarre ai fini iva un automezzo o un’autovettura senza riportarla nel libro cespiti? quanti automezzi possono essere dedotti?

      Stefano Gardini1 marzo 2015 / Rispondi

      No, un cespite va inserito nel libro, se anche non fosse portato in deduzione. Il numero di automezzi è proporzionale al tipo di lavoro, deve essere ‘ragionevole’ e ‘giustificato’. Tanto per capire con un assurdo, una società con 5 addetti non ha senso abbia 8 automezzi.

    lucia2 marzo 2015 / Rispondi

    Salve, ho notato che lei da riposte esaustive e chiare… A questo punto ho un quesito da porle. Lavoro in una società di lavorazione di frutta candita e di prodotti per pasticceria e gelateria. Ebbene nel 2014 tale società ha acquistato attrezzature per gelaterie per importi elevati, ossia Euro 15.000,00, 23.000,00… , per rivenderle nello stesso anno ad una gelateria insieme ad alcuni prodotti. A questo punto, le fatture di acquisto delle attrezzature passano per i libri cespiti nella voce “attrezzature destinate alla rivendita” con ammortamento anticipato al 100% o vanno inserite nel conto economico? grazie anticipato per la risposta

      Stefano Gardini2 marzo 2015 / Rispondi

      Niente libro cespiti, vanno nel conto economico come beni acquistati per la rivendita, di fatto merce a magazzino. Anche se fosse a cavallo di anno fiscale. I beni strumentali sono solo quelli usati per il proprio lavoro.

    Cosimo4 marzo 2015 / Rispondi

    ho un cliente che possiede un impianto fotovoltaico in conto energia entrato in regime (allaccio) prima del giugno 2012, mi riferisce della possibilità di poter portar in credito di imposta il 20 percento dell’investimento eseguito calcolato da cinque anni retroattivi, mi sfugge la normativa a cui fa riferimento puoi aiutarmi a capire come fare grazie

      Stefano Gardini5 marzo 2015 / Rispondi

      Sfugge anche a me, non ho trovato nulla in merito; salvo non si tratti di qualcosa riferito a zone disagiate, aree particolari, economicamente depresse, a qualche condizione particolare.

    fabrizio22 marzo 2015 / Rispondi

    Salve e complimenti per il suo blog.
    Avrei una domanda da porle.
    Sto costituendo una società che vada a prendere il posto di un’associazione gestita comunque da me e volevo sapere come poter passare le attrezzature (cucina ,banchi frigo,tavoli sedie ecc) da una all’altra nel modo più semplice e meno dispendioso possibile. Grazie mille

      Stefano Gardini22 marzo 2015 / Rispondi

      beh c’è un solo modo a mio avviso, la vendita dall’associazione alla società a prezzo ‘normale’.

    maila26 marzo 2015 / Rispondi

    Buona sera,
    è obbligatorio calcolare l’ammortamento per il 1 anno sul 50% del valore del cespite o si può decidere di calcolare l’ammortamento anche sul 100% del suo valore?
    Grazie!

      Stefano Gardini26 marzo 2015 / Rispondi

      Potrebbe essere calcolato sul 100% adottando il metodo analitico se il bene è stato acquistato il 1 gennaio. Se si utilizza il metodo standard (forfettario) il primo anno va al 50%.

    Fulvio16 aprile 2015 / Rispondi

    Buongiorno.
    Intanto la ringrazio per aver scritto questa guida.
    Nella prima parte trovo scritto “I beni strumentali devono essere iscritti a Bilancio nello Stato Patrimoniale (quindi nel patrimonio aziendale), nella apposita voce delle immobilizzazioni materiali. Non devono essere considerati beni strumentali quei beni che, pur avendo un utilizzo pluriennale, sono di modico valore, stabilito per legge in €512. Questi ultimi di norma vengono equiparati al materiale di consumo e vanno contabilizzati nel bilancio come costi annuali.”
    Quindi mi chiedevo, devo acquistare 200 armadietti da 120€ ciascuno. 200×120=24000€…un bel capitale immobilizzato e durevole, necessario per permettere agli operai di cambiarsi. Possibile che non possa essere fatto un cespite?
    Grazie.
    Saluti

      Stefano Gardini16 aprile 2015 / Rispondi

      Certo che può essere fatto. L’ammortamento immediato è una facoltà non un obbligo. Tu consideri l’acquisto un blocco unico e lo tratti come un unico ‘pacchetto’, lo metti a libro cespiti e lo ammortizzi regolarmente come arredamento.

    Dora4 maggio 2015 / Rispondi

    Buongiorno, ho dimenticato di contabilizzare degli ammortamenti, 2012 e 2013, per trovarmi giusta con i fondi nel 2014 cosa fare? Grazie, cordiali saluti.

      Stefano Gardini5 maggio 2015 / Rispondi

      Purtroppo è un errore non risolvibile. Io direi riparti dal 2014 da dove eri rimasta con gli ammortamenti, più eventuali nuovi. Come se il 2012 e 2013 non fossero esistiti.

        Morena1 giugno 2016 / Rispondi

        e se venissero contabilizzati negli esercizi successivi come costi indeducibili, in modo da adeguare il fondo?
        costi ind a fondo amm,to

        si potrebbe rimediare così…

          Stefano Gardini1 giugno 2016 / Rispondi

          Mah non è del tutto ‘pulito’. Certo è una soluzione, irregolare per irregolare si può anche fare.

      lucia5 maggio 2015 / Rispondi

      ma hai dimenticato di metterli nella dichiarazione dei redditi o solo in bilancio?… comunque puoi risolvere benissimo facendo un’integrativa all’Unico 2014 entro il 31/07/2015 ed inserire i costi 2013… mentre per il 2012 puoi fare un’istanza di rimborso all’Agenzia delle Entrate e così ti allinei i valori. Buon lavoro

    ANDREA SCHIAVO23 maggio 2015 / Rispondi

    Buongiorno,
    ho letto le Sue risposte alle tante domande e ho appreso tante cose di cui avevo informazioni poco chiare.
    Gentilmente vorrei porLe un mio questito:
    ditta individuale di trasporto merci come attivita’ primaria e lavorazioni agricole meccaniche conto terzi secondaria , contabilita’ unica ordinaria, posso e in che quota ammortizzare macchinari agricoli che vengono usati per solo due mesi all’anno perchè specifici per determinate colture ma che hanno un costo elevato e un calcolo di rimanenza di uso in azienda di minimo 15 anni.
    Il commercialista che mi segue ha calcolato al 20% e ammortamento in 5 anni perchè tale periodo è usato per il pagamento cosa che secondo me non è corretta. Nella schermata dei cespiti di detto macchinaro vedo una finestrella con scritto ” Ordinaro (ammette ridotto)” ho chiesto un calcolo con riduzione ma mi ha detto che cosi facendo perdo la parte non portata in ammortamento per l’anno calcolato.Gentilmente può dirmi se quanto imputato dal mio commercialista è corretto o se e in che misura posso usufruire di calcolo ridotto ?
    Cordiali saluti e grazie infinite

      Stefano Gardini23 maggio 2015 / Rispondi

      Non sono proprio del tutto concorde. A mio avviso un ammortamento prolungato può essere compatibile, nel caso di un uso parziale del bene. Va ben motivato in nota integrativa ma io lo riterrei possibile. Salvo che il bene in oggeto, che non conosco, abbia delle specificità che lo impediscono.

    Serena8 giugno 2015 / Rispondi

    Buongiorno,
    sono un professionista, il primo anno ho ammortizzato correttamente mobili e arredi per la quota del 15% il secondo, terzo, quarto e quinto anno erroneamente ho imputato una quota inferiore.
    Ora che mi sono accorta come faccio a sistemare il sesto anno?
    In ogni caso quanto dura l’ammortamento dei mobili per un professionista? Sei anni o di più? Perché se non avessi sbagliato, in ogni caso quest’anno mi sarei trovata con un residuo per l’anno prossimo.
    Grazie

      Stefano Gardini8 giugno 2015 / Rispondi

      Continua l’ammortamento regolare al 15% fin quando il residuo è inferiore e chiudilo.

    lisa19 giugno 2015 / Rispondi

    Buongiorno, un azienda in contabilità semplificata acquista un ramo d’azienda nel 2012 con avviamento che ho provveduto ad ammortizzare, nel 2014 una sentenza del consiglio di stato annulla l’atto di acquisto perché il venditore non aveva la titolarità per effettuare la cessione, come mi comporto con la restante parte dell’avviamento non ammortizzata??? e la fattura del notaio che avevo capitalizzato e stavo ammortizzando??
    grazie
    lisa

      Stefano Gardini22 giugno 2015 / Rispondi

      Be l’annullamento dell’operazione avrà effetto solo dal bilancio in corso nel momento della sentenza. Va azzerato il valore del ramo di azienda (non ce l’hai più), quindi non procedi più ad ammortizzare alcun importo. La fattura del notaio per la parte residua va direttamente a costo, così come il residuo dell’acquisto del ramo.

        lisa22 giugno 2015 / Rispondi

        Grazie,
        gentilissimo

    Silvia22 luglio 2015 / Rispondi

    Buongiorno,
    nel 2011 la società ha fatto installare l’impianto di condizionamento ed ha provveduto ad ammortizzarlo al 20% (migliorie su beni di terzi).
    A gennaio 2015 l’azienda si trasferisce e quell’impianto rimane al locatore (non viene venduto).
    Come mi devo comportare?
    Fondo amm.to a costo per la quota che rimane da ammortizzare (ovvero l’ultimo 20%)?
    A livello di compilazione manuela del libro ammortamenti che cosa si scrive in merito?
    Ringrazio anticipatamente per la risposta.

      Stefano Gardini22 luglio 2015 / Rispondi

      Essendo a termine ed avendo effettuato il trasferimento ‘in corso di 2015’ io completerei l’ammortamento normalmente. Difficile contestarlo.

    PATRIZIA FOZZATO23 luglio 2015 / Rispondi

    Buongiorno, vorrei acquistare un impianto fotovoltaico di 120 kw costruito nell’anno 2010. Fino ad ora l’impianto è stato ammortizzato al 9% ogni anno.
    Il valore di acquisto potrebbe essere di circa 500.000.
    Una volta perfezionato l’acquisto qual è l’aliquota da applicare per l’ammortamento e in quanti hanno lo devo ammortizzare?
    Grazie per la risposta che vorrà darm

      Stefano Gardini24 luglio 2015 / Rispondi

      Aliquota 4% quindi 25 anni.

    Manu4 agosto 2015 / Rispondi

    Salve ho un problema ovvero l’anno l’azienda ha acquistato delle forche per muletto ma nn sono state inserite nei cespiti, quindi niente ammortamento, adesso le vende come fare ai fini della determinazione della plusvalenza o minusvalenza? Le forche valore unitario € 851,50.
    Grazie mille per la risposta.

      Stefano Gardini4 agosto 2015 / Rispondi

      Come se fossero un prodotto di magazzino: compri a 10 vendi a 12 = plusvalenza, il contrario = minusvalenza.

        Manu4 agosto 2015 / Rispondi

        Salve Dott Giardini, forse nn mi sono spiegata quel bene nn l’ho inserito nei cespiti e quindi nn so neanche quale ricavo utilizzare, anche all’epoca fu registrata come manutenzione perché nel corpo della fattura c’era anche manutenzione muletti , quindi registrata tutto in un unico costo. Help me. Grazie

          Stefano Gardini4 agosto 2015 / Rispondi

          Ah quindi il bene non proprio in carico. La cosa è un pochino complicata…E di non facile soluzione. Dovresti verificare con un consulente, purtroppo non è cosa che posso spiegare sul blog poichè le possibili soluzioni risultano un po’ complesse.

    Federico Piccolo1 ottobre 2015 / Rispondi

    Salve. Io ho un bel problema. Anno 2014 ho venduto 1 bene immateriale cespiti (furgone) e non ho fatto le dovute registrazioni di giroconto fondo ammortamento e chiusura definitiva del cespite.
    La fattura di vendita di tale cespite a gestionale anzichè riportare il codice di conto del cespite si riferisce a una banale vendita prodotto.
    Pertanto a bilancio già chiuso e depositato non risulta l’effettiva chiusura del cespite e tantomeno la relativa plusvalenza.
    Chiedo come posso registrare nell’anno corrente la plusvalenza??
    Consigli?
    Grazie in anticipo.
    Federico

      Stefano Gardini14 ottobre 2015 / Rispondi

      La questione risulta abbastanza complessa ed articolata ed esula dagli scopi del blog. Direi che il tuo consulente/associazione potrà indicarti come ‘risolvere’ la problematica.

    STEFANIA8 ottobre 2015 / Rispondi

    libro cespiti ad esempio mobili e arredi
    in questa voce confluiscono diverse fatture di acquisto mobili il commercialista fa il totale e ammortizza per il 10% il tutto annuo
    come è possibile capire se un bene è totalmente ammortizzato?
    inoltre se il valore residuo di ammortamento è inferiore alla quota devo prima chiudere il bene per il residuo poi farò l’ammortamento al 10% per i rimanenti beni mi può dare spiegazioni

    grazie

      Stefano Gardini9 ottobre 2015 / Rispondi

      Gli ammortamenti si fanno bene per bene e non cumulativi. Puoi cumulare i beni con la stessa percentuale acquisiti nello stesso anno perchè seguono lo stesso ammortamento e le stesse quote residue (percentuali).

    francesca16 novembre 2015 / Rispondi

    buongiorno ho un dubbio. se mi assegno all’asta un complesso di beni, diversi tra loro, per un valore complessivo diciamo di 100.000 euro, come faccio con gli ammortamenti? consideriamo che alcuni beni verranno impiegati in azienda altri rivenduti. grazie

      Stefano Gardini16 novembre 2015 / Rispondi

      Devi stimare il valore dei singoli beni sulla base del lotto complessivo. Quelli che tieni li ammortizzi sulla base del valore assegnato ad ogni bene, gli altri li vendi realizzando una plusvalenza (o minusvalenza). Se non sei in grado di assegnare un valore ai beni dovrai far fare una perizia. La perizia (che ha un costo) è però sempre il modo migliore perchè difficilmente conestabile.

    anna16 novembre 2015 / Rispondi

    Salve ho fatto una perizia stimando diversi beni di proprietà di un’azienda. Tali beni sono di diversa tipologia beni strumentali, tecnilogia varia(computer, telefoni, stampanti, etc), arredo. Dopo un’anno dalla stima il materiale rimane ancora invenduto e mi hanno chiesto di effettuare un’ulteriore abbassamento dei prezzi. Dopo un’anno come dovrei procedere?

    Grazie

      Stefano Gardini17 novembre 2015 / Rispondi

      Premetto che le perizie e le stime dei beni non sono il mio mestiere. La perizia è comunque una atto ‘ufficiale’ quindi ribasserai il valore se ritieni non sia congruo altrimenti potranno loro ribassare il valore di vendita indifferentemente dalla tua stima.

    Giuseppe23 febbraio 2016 / Rispondi

    Salve, una ditta individuale (attività esercitata: gastronomia da asporto) acquista nel 2006 alcune attrezzature per € 9.293,40 e le ammortizza per i primi due anni. Poi nel 2008 cambia totalmente tipologia di attività (chiude la gastronomia e diventa commerciante ambulante di prodotti ortofrutticoli), per cui quelle attrezzature non sono più strumentali all’attività svolta e, di conseguenza, il consulente non procede al loro ammortamento (nonostante il loro costo storico sia riportato nelle dichiarazioni dei redditi). Adesso, il titolare vuole vendere tali attrezzature a un privato al prezzo di € 1.000. Bisogna ugualmente calcolare la eventuale plusvalenza/minusvalenza? E la base di calcolo dell’eventuale plusvalenza/minusvalenza è il valore residuo da ammortizzare (così come risulta dal libro cespiti) oppure il valore residuo da ammortizzare nel caso in cui si fosse proceduto a effettuare gli ammortamenti anche negli anni successivi al 2007? In realtà, il consulente non ha proceduto agli ammortamenti perchè le attrezzature non sono e non potevano essere utilizzate per la nuova attività; ma è anche vero che considerare come base di calcolo il valore residuo risultante dal libro cespiti determinerebbe una minusvalenza troppo eccessiva per beni oramai obsoleti e malandati. Come comportarsi? Grazie mille per la risposta!!!

      Stefano Gardini24 febbraio 2016 / Rispondi

      Negli anni andava fatta la svalutazione (e non l’ammortamento) a valore normale delle attrezzature. Oggi non vedo altro che acquisire in un sol colpo la svalutazione, che mi rendo conto essere elevata.

    giusy1 aprile 2016 / Rispondi

    Buongiorno, complimenti per il blog e la precisione nelle risposte. Ho anch’io un quesito. Una azienda commerciale che tratta anche mobili di arredo, ha da qualche anno in magazzino due / tre tavoli. Decidiamo di utilizzarli per l’arredo dell’ufficio. Oltre alla registrazione contabile e di magazzino, possiamo anche ammortizzarli? se si come? Grazie in anticipo per la sua cortese risposta

      Stefano Gardini2 aprile 2016 / Rispondi

      Sì potete destinarli ad uso interno ed ammortizzarli come beni strumentali. utilizzando le aliquote di ammortamento previste per il tipo di bene ed il vostro settore.

    ANTONELLA6 aprile 2016 / Rispondi

    Buongiorno,
    anche per i beni usati l’aliquota di ammortamento va ridotta della metà per il primo anno?
    Grazie e complimenti.

      Stefano Gardini6 aprile 2016 / Rispondi

      Sì, anche per l’usato le regole non cambiano.

    GIOVANNI14 aprile 2016 / Rispondi

    Salve, le aliquite amm.to per l’acquisto di telefoni cellulari, sono al 20%?

      Stefano Gardini15 aprile 2016 / Rispondi

      Esistono le tabelle ministeriali suddivise per tipologia di attività, dove l’ammortamento può cambiare da tipologia a tipologia. Per la maggior parte delle attività però l’ammortamento è in 5 anni. Ti ricordo che se non puoi provare che il telefono è ad uso esclusivo dell’attività, dovrai ammortizzare solo 80% del valore e detrarre il 50% dell’iva.

    Erika20 aprile 2016 / Rispondi

    Buongiorno,
    io ho chiuso la mia p.iva al 31/07/2015 e avevo delle quote di manutenzioni eccedenti il 5% ancora da ammortizzare.
    Le quote rimanenti vanno perso? O diventano deducibili per il loro intero importo nel 2015?
    Grazie mille.

      Stefano Gardini27 aprile 2016 / Rispondi

      No vanno perse. I beni non vengono più utilizzati. Le recuperi (valore) solo se vendi i beni che hai in carico.

    Michela24 luglio 2016 / Rispondi

    Buongiorno e complimenti per il blog….
    Avrei un dubbio….ho un’attivita’ artigianale. Nel 2014 ho acquistato una attrezzatura che ho ammortizzato al 100% nello stesso anno. Nel 2015 la stessa e’ risultata difettosa per cui e’stato fatto un reso a fornitore che ha emesso nota di credito. In fase di registrazione di tale nota credito ho quindi utilizzato la voce di costo in avere. Adesso mi trovo ad eseguire le scritture di ammortamento delle attrezzature e vorrei sapere se devo eseguire l’ammortamento “contrario” della nota credito. Se si come devo farla? Non ne ho mai vista una…
    Tenga conto che in fase di dichiarazione dei dati annuali iva ho comunicato al mio commercialista la quota dei beni strumentali al netto di tale nota di credito..
    Grazie per la disponibilita’

      Stefano Gardini8 agosto 2016 / Rispondi

      No direi che non devi fare altro. Se l’ammortamento è stato immediato, il fatto che tu l’anno dopo l’abbia restituita non cambia nulla. La NC regolarmente registrata inciderà in aumento solo sui tuoi utili per il 2015, come la fattura aveva inciso in diminuzione sui tuoi utili per il 2014.

    donatella28 luglio 2016 / Rispondi

    per calcolare l’ammortamento gestionale di un cespite come devo comportarmi ?
    es. il bene è stato acquistato a gennaio, entra in funzione a giugno…da quando decorre l’ammortamento gestionale?
    (civilistico ok tutto l’anno e per il primo anno 50%)
    Donatella

      Stefano Gardini8 agosto 2016 / Rispondi

      Puoi usare il principio di ammortizzare il 50% il primo anno su tutti i beni oppure (sempre su tutti i beni) utilizzare il principio dell’ammortamento calcolando esattamente i giorni di operatività nell’anno e proporzionando l’ammortamento.

        IVANA FIORIN C/O EMMELIBRI14 settembre 2016 / Rispondi

        Buongiorno,
        la nostra azienda acquista spesso impianti/fustelle che fisicamente si trovano presso terzi poichè con questi impianti i fornitori producono nostro materiale pubblicitario. Di fatto gli impianti/fustelle sono nostri (potremmo anche sposarli presso altro fornitore) e vengono utilizzati per produzioni di nostro materiale pubblicitario esclusivo. Mi chiedevo se in questi casi posso cespitare questi valori anche se fisicamente non sono materiali presenti nella nostra sede. Grazie.

          Stefano Gardini16 settembre 2016 / Rispondi

          Sì certo, assolutamente. Vanno messi tra i cespiti e regolarmente ammortizzati.

    Gigi8 novembre 2016 / Rispondi

    Salve, complimenti per il blog.
    Relativamente alla recente possibilità, introdotta anche per i professionisti, di usufruire del superammortamento al 140%, valido anche per beni di costo inferiore a 516,46 euro con deduzione integrale nell’esercizio (anno di acquisto) 2016, ritiene che la deduzione sia applicabile interamente nel 2016, indifferentemente dal momento dell’acquisto del bene (inizio, durante o fine 2016)?
    In caso negativo come occorre comportarsi, considerata l’applicazione ai professionisti del regime di cassa, non vedendo io altre soluzioni?

    Grazie.

      Stefano Gardini11 novembre 2016 / Rispondi

      In linea teorica sì, ma non ho ancora visto chiarimenti dell’Agenzia in merito per cui tutto può sempre essere variato da uno specifico chiarimento.

    GIOVANNA MACINA22 novembre 2016 / Rispondi

    NELL’ANNO 2011 IL VALORE RESIDUO E’ 449,10 MA E’ RIPORTATO ERRONEAMENTE 499,10.

      Stefano Gardini23 novembre 2016 / Rispondi

      Grazie, provvediamo a correggere.

    maurizio3 dicembre 2016 / Rispondi

    salve posso mettere nei cespiti( quindi in ammortamento) della azienda una apparecchaitura/e (esempio fotocopiatori/pc) che poi noleggio ai miei clienti? grazie

      Stefano Gardini3 dicembre 2016 / Rispondi

      Sì certamente, sono beni strumentali per lo svolgimento della tua attività di noleggio fotocopiatrici/pc e altro.

    ROBERTA SCARANO9 gennaio 2017 / Rispondi

    Buongiorno Dott. Gardini vorrei sapere la differenza tra arredamento e mobili ed arredo, per poter applicare la giusta aliquota di ammortamento. Oppure considerando che il totale degli acquisti (tra scaffali, pavimentazione e luci varie) non supera i 3000 euro posso unirli e ammortizzarli al 12%? Grazie

      Stefano Gardini10 gennaio 2017 / Rispondi

      La differenza è sottile. Diciamo che una lampada o un quadro possono essere arredamento ed un armadio oppure una scrivania invece sono un mobile. Comunque possono anche essere ammortizzati assieme se gli importi sono trascurabili.

    ENZO10 febbraio 2017 / Rispondi

    buonasera sig, Stefano la disturbo per chiederle alcuni chiarimenti :
    Possiedo l’immobile C/1 acquistato nel 1984 come bene strumentale per la mia attività di rappresentante.
    Al 31/12/2017 lo avrò ammortizzato al 100%: quando cesserò l’attività come dovrò comportarmi con questo immobile?
    Sono un’impresa individuale a contabilità semplificata.
    Nel 2016 ho eseguito lavori di messa a norma impianto elettrico: come devo registrarli nel libro dei “beni ammortizzabili” e con quale aliquota ammortizzo?
    La ringrazio infinitamente.

      Stefano Gardini10 febbraio 2017 / Rispondi

      Puoi ammortizzare i costi per l’impianto in 5 anni direi. Quando cesserai l’attività dovrai cederlo a te stesso in autoconsumo dal punto di vista contabile.

    Leonardo Favaro21 marzo 2017 / Rispondi

    Buongiorno. Conferendo un autocarro (che possedevo già da anni senza averlo mai iscritto tra i beni strumentali di nessuna attività) nel registro beni strumentali di una ditta individuale che ho appena costituito dovrei indicare un valore, prima incognita visto che è un acquisto di circa dieci anni fa, poi supponendo che l’utilizzo che sarà riservato all’attività non possa essere esclusivo dovrei anche utilizzare per i calcoli solo il 40 % di questa cifra e trascurare l’impatto dell’iva, se ho capito bene…mi sbaglio?
    Ringrazio anticipatamente.

      Stefano Gardini22 marzo 2017 / Rispondi

      Per un autocarro individuare un valore equo dovrebbe essere abbastanza facile visto che comunque esiste un mercato dell’usato. Se l’uso non è esclusivo dovrai stabilire in quale misura è usato per necessità aziendali e scaricare i costi su questa base. Essendo un conferimento direi senza iva.

    claudia11 aprile 2017 / Rispondi

    ho acquistato un portone sali/scendi che è stato installato su uno dei 4 carrai esistenti.
    che coefficiente devo usare? attrezzatura varia 20%? o si lega all’immobile 3%?
    è stato acquistato nel 2016 è possibile usufruire del 140%
    mi farebbe eventualmente il prospetto sapendo che il portone è costato 3.900,00 euro
    grazie

      Stefano Gardini13 aprile 2017 / Rispondi

      Io direi che può essere assimilabile ad una riparazione/ammodernamento e come tale la imputerei a costi nel conto economico.

    rossella borella1 maggio 2017 / Rispondi

    Buon pomeriggio, e complimenti per il suo blog.
    Cortesemente vorrei sapere se devo dare evidenza sul registro beni ammortizzabili anche dei cespiti ceduti negli anni precedenti.
    Alienati o venduti.
    Grazie mille.

      Stefano Gardini4 maggio 2017 / Rispondi

      No, quelli alienati o venduti rimangono con la loro storia di ammortamento ed eventuali plus/minus valenze e basta.

    ANTONIO MORETTI7 novembre 2017 / Rispondi

    vorrei porle una domanda:sono contitolare con mia moglie di una struttura ricettiva che ha nei beni strumentali la stessa struttura (avuta per donazione) ed è stata inserita nel libro dei cespiti con la quota prevista ( 3% ) – ammortamento non ancora completato.
    Vorremmo chiudere l’attività; come dobbiamo comportarci ?
    – nel caso volessimo affittare la struttura per essere adibita ad altri scopi ci conviene togliere la struttura dal libro dei cespiti ?
    – l’operazione è costosa ?

    grazie

      Stefano Gardini8 novembre 2017 / Rispondi

      Allora: se affittate la struttura e la stessa rimane intestata alla società, nulla cambia, dovrete continuare l’ammortamento normalmente e rimarrà nel libro dei cespiti. Se invece cedete la struttura ai soci la società avrà una plusvalenza ed in questo caso pagherete la tassazione sulla stessa.

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