Note di Credito/Debito e IVA: un approfondimento

Durante la normale vita di un’azienda può capitare che sia necessario dover rettificare una fattura già emessa, e ciò per i più svariati motivi contrattuali, operativi, o legati ad errori e/o omissioni quali ad esempio:

  • prestazione concordata non svolta completamente o correttamente
  • errori nel calcolo dell’imposta, dell’imponibile o di entrambi
  • reso di materiali difettosi non sostituibili
  • accordi di reso di cui si verificano le condizioni

Le dovute rettifiche possono essere effettuate tramite le “note di debito” o le “note di credito”, a seconda che la rettifica sia in aumento oppure in diminuzione dell’imponibile rispetto alla fattura originale.

Le note di credito sono regolate dall’art. 26 del DPR n. 633/72 (Legge IVA) e non possono essere emesse a discrezione del contribuente, ma devono seguire necessariamente una serie di regole ed adempimenti, pena la loro nullità assoluta.

Note di debito

Seguendo quanto previsto dal del suddetto art. 26, l’emissione della nota di debito è un obbligo a carico del contribuente. Naturalmente la sua emissione, se resa necessaria a causa dell’irregolarità della fattura originale, non esonera dal rischio di sanzioni. Si potrà fare ricorso al ravvedimento operoso (art. 13 del D.L. 472/97) per evitarle. Per le note di debito, poiché per l’erario sono un aumento di imposta, la legge non ha posto limiti di tempo per la loro emissione.

Note di credito

A differenza delle note di debito, per le note di credito non è previsto l’obbligo di emissione. La mancanza di tale obbligo è facilmente spiegabile in considerazione del fatto che tale diritto è solo posto a tutela del contribuente che ha emesso una fattura con un imponibile e/o un’imposta superiore a quelli corretti, quindi il mantenimento di questa situazione non genera nessun danno all’erario (a parte le operazioni non imponibili che rientrano nel calcolo del plafond per gli esportatori abituali).

Nell’articolo 26 della Legge IVA sono regolamentate le note di credito e le regole a cui sottostare per la loro completa regolarità. La norma generale prevede che tutte le note di credito debbano essere emesse entro un anno dalla “effettuazione dell’operazione” (di norma l’emissione della fattura relativa ad una fornitura e/o ad una prestazione) qualora la variazione dell’imponibile derivi da un sopravvenuto accordo tra le parti. Sono però espressamente previsti alcuni casi in cui limite di un anno è superato e non ci sono limiti di tempo per l’emissione:

  • situazioni che portano alla nullità, all’annullamento, alla revoca, alla risoluzione, alla rescissione e similari della cessione/prestazione (se non derivanti da sopravvenuto accordo tra le parti);
  • la presenza di sconti e abbuoni già previsti nel contratto originale (e quindi non accordati in un tempo successivo);
  • mancato pagamento (totale o parziale) a seguito di procedure concorsuali o di procedure esecutive non andate a buon fine.

Fin qui quanto esplicitamente previsto dalla legge. Esistono però alcune situazioni che nel tempo sono state oggetto di di risoluzioni e risposte a interpellanze da parte dell’Agenzia delle Entrate, che hanno legittimato altri casi in cui è possibile emettere note di credito senza limitazioni temporali. Sarebbe complesso farne una trattazione dettagliata, ma riporto i casi più diffusi nei quali ci si può imbattere:

  • Conversione di decreti legge (risoluzione n. 106 del 21/05/2007);
  • la vendita ai sensi dell’ art. 1401 c.c. (risposta a istanza di interpello n. 909-20845 del 09/05/2002);
  • agevolazione prima casa (risoluzione n. 187 del 7/12/2000);
  • fattura in sospensione di imposta emesse ad enti pubblici (risoluzione n. 75 del 5/3/2002)

Vediamo ora di analizzare in specifico questi quattro casi proposti.

Conversione di decreti legge

Durante il processo legislativo dei decreti legge può accadere che una norma prevista in un decreto venga poi annullata, del tutto o parzialmente, o comunque modificata dalla Legge di conversione. In questo caso l’Agenzia delle Entrate (RM 106/07) ha riconosciuto la possibilità di emettere note di credito in conformità con le nuove normative senza limiti di tempo.

Vendita ai sensi dell’ art. 1401 c.c.

Un caso piuttosto frequente nelle compravendite immobiliari è stipulare il “preliminare di acquisto” ai sensi dell’art. 1401 del c.c., cioè indicando quale acquirente un generico “persona da nominare” oppure un nominativo che non sarà poi l’effettivo acquirente. Al momento del rogito notarile verrà poi indicato l’acquirente definitivo. L’Agenzia delle Entrate, in risposta ad interpellanza, ha precisato che in questo caso possono essere emesse note di variazione senza limiti di tempo, annullando quindi le fatture fatte in precedenza, in modo tale da riemetterle a favore dell’acquirente reale successivamente nominato ed individuato.

Agevolazione prima casa

La RM 187/00 ha consentito la nota di credito senza limiti di tempo nel caso in cui l’acquirente o committente abbia ottenuto i requisiti necessari per accedere alle agevolazioni prima casa, prima della stipula notarile o alla consegna dell’abitazione, nella fattispecie l’accesso all’IVA agevolata del 4% in luogo del 10% precedentemente fatturato per acconti, caparre e quant’altro.

Fattura in sospensione di imposta emesse ad enti pubblici

Per le operazioni effettuate nei confronti dello Stato e degli altri soggetti individuati dal comma 5 dell’art. 6 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 (enti pubblici assimilabili), la RM n. 75/02 ha consentito senza limite di tempo l’effettuazione delle note di credito nelle ipotesi di mancato pagamento in tutto o in parte del corrispettivo.

Il tutto è legittimato dal fatto che queste sono operazioni con IVA ad “esigibilità differita”. Ciò significa che l’IVA diviene esigibile per l’erario solo all’atto del pagamento del corrispettivo da parte dell’amministrazione pubblica. Così, in caso di mancato pagamento totale o parziale del corrispettivo (per sopravvenuto accordo tra le parti, per annullamento della fattura emessa per errore, ovvero per riduzione del corrispettivo) l’imposta non diviene esigibile benché l’operazione sia stata fatturata. In tale ipotesi sarà dunque possibile emettere la nota credito a favore del cessionario anche oltre l’anno dall’emissione della fattura, in quanto in questo specifico caso la limitazione temporale è irrilevante ai fini dell’imposta che non verrebbe comunque versata dal contribuente. In questo caso la nota di credito in questione assume una funzione sostanzialmente contabile.

Nella risoluzione viene anche precisato che, qualora il cedente o il prestatore abbia invece optato per l’esigibilità immediata dell’imposta, non avvalendosi dunque del vantaggio di esigibilità differita previsto, eventuali successive note di credito correlate all’operazione, potranno essere effettuate entro il termine previsto dall’articolo 26 della legge IVA.

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Altre letture

Quanto scritto in questo articolo integra e completa quanto già scritto in passato sulle Note di Variazione. L’approfondimento si è reso necessario poiché nel corso del tempo ho ricevuto su questo blog diverse richieste relative a casi specifici ed a situazioni reali.

Stefano Gardini

Co-Fondatore e Amministratore di CIR 2000 e della linea di software gestionali Amica.

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225 commenti su “Note di Credito/Debito e IVA: un approfondimento”

    Guida Pratica alle Note di Variazione: Nota di Credito e Nota di Debito | Contabilita Facile12 settembre 2013 / Rispondi

    […] Altre letture: Note di Credito/Debito e IVA: un approfondimento […]

    maria9 ottobre 2013 / Rispondi

    x favore ho bisogno di una risposta urgente,
    a marzo del 2012 ho emesso una fattura di acconto su fornitura da effettuare, il pagamento era con riba scadenza 2013, le riba non sono state pagate, nel frattempo è trascorso oltre un anno, il 30/09/2013 ho fatto una nota credito con iva esposta.
    è esatto?
    preciso che, dal cliente non ho ricevuto nulla, quindi ho solo pagato l’iva nella liquidazione di marzo 2012
    grazie
    maria

      Stefano Gardini10 ottobre 2013 / Rispondi

      Da quanto leggo non mi sembra tu ricada nei casi in cui si può emettere una NC con iva oltre l’anno, quindi l’emissione della NC con IVA (in danno all’Erario) mi pare errata. Ti lascio il link dell’articolo che ho scritto sull’argomento poco tempo fa: http://blog.gestionaleamica.com/note-di-credito-e-debito-ed-iva-un-approfondimento/

        maria10 ottobre 2013 / Rispondi

        preciso che le scadenze delle riba erano successive all’anno, quindi la nc. è stata emessa quando il contratto è venuto meno con le riba insolute.
        A questo punto le chiedo gentilmente, come posso recuperare l’iva fatturata e mai incassata ( circa € 12500)?
        grazie
        maria

          Stefano Gardini10 ottobre 2013 / Rispondi

          Difficile sostenere che il contratto è venuto meno per il solo mancato pagamento, salvo non fosse una clausola specifica ed esplicita apposta nel contratto e ne siano derivate le conseguenze pratiche. Se invece nonostante il mancato pagamento tutto è rimasto invariato, temo che purtroppo l’iva sia ‘devoluta’ allo Stato.

      Carlo24 luglio 2014 / Rispondi

      Buonasera,
      Cortesemente vorrei avere una delucidazione.
      Esempio: emissione fattura vendita merce in data 10/12/12. Reso merce con ddt in data 1/10/13. Fatta nota credito in data 15/01/14 non imponibile IVA articolo 26.
      E’ esatta la nota credito in questo modo o errata e perché se errata?
      Grazie

        Stefano Gardini25 luglio 2014 / Rispondi

        La nota credito è errata, va fatta con iva e non con esenzione non essendo passato un anno dall’emissione della fattura di vendita.

          Carlo28 luglio 2014 / Rispondi

          è errata anche se la nota credito è datata superiore all’anno di emissione fattura?
          Grazie

            Stefano Gardini7 agosto 2014 /

            No in questo caso la procedura sarebbe corretta fatti salvi alcuni casi particolari indicati nell’articolo.

    ILARIA5 novembre 2013 / Rispondi

    ho registrato delle nc emesse indicando TIPO REGISTRAZIONE: VENDITE, TIPO OPERAZIONE: NORMALE, registri IVA: VENDITE, segno NEGATIVO e poi nella descrizione indico NCEMESSE. Mi accorgo però che quando vado ad elaborare i registri IVA vendite, nel riepilogo la somma dell’imponibile e dell’IVA considera le nc in positivo e non in negativo come giusto che sia. Ho scritto più volte una mail ma ancora non ho avuto risposta. La cosa E’ MOLTO URGENTE dal momento che devo procedere alle stampe definitive dei registri IVA 2012 e allo spesometro. Spero possa rispondermi quanto prima, senza vedere ancora una volta ignorata la mia richiesta. Ringrazio anticipatamente per la preziosa attenzione

      Stefano Gardini6 novembre 2013 / Rispondi

      La registrazione così come me la descrivi è giusta. Deve esserci qualche altra cosa che non è configurata correttamente. Ti invito a contattare il servizio di assistenza che ti aiuterà a risolvere il tuo problema

    marco13 dicembre 2013 / Rispondi

    Salve,
    ho ricevuto da un professionista ingegnere una nota di debito nel dicembre 2013 riportante la sola iva per errore di errata disapplicazione dell’iva sulla fattura ricevuta a maggio 2012 che non riportava l’iva, in quanto il professionista riteneva di essere contribuente minimo per il 2012. Resosi conto che non ne aveva i requisiti, mi ha trasmesso la citata nota di debito riportante la sola iva che non era stata applicata nella errata fattura di maggio 2012. Domanda: sono obbligato a pagare al professionista l’iva della nota di addebito? Se si, posso scaricare l’iva della nota di addebito?
    Grazie
    Marco

      Stefano Gardini13 dicembre 2013 / Rispondi

      La risposta è sì ad entrami i quesiti in quanto l’applicazione dell’iva da parte del professionista è un obbligo di legge e per te, portandola a credito, non rappresenta un costo.

    Milena14 dicembre 2013 / Rispondi

    Buongiorno.
    Ho emesso mesi fa una fattura con iva agevolata al 10% e ora, visto che il cliente non vuole più fare i lavori, devo emettergli nota d’accredito. Con che IVA devo farla? 10% o 22%?
    Grazie mille

      Stefano Gardini16 dicembre 2013 / Rispondi

      La NC segue il regime fiscale della fattura di riferimento quindi iva 10%.

    Cesare Milani12 gennaio 2014 / Rispondi

    in caso di emissione di nota di accredito per il solo imponibile perchè emessa oltre l’anno come chiudo la scheda cliente visto che l’addebito è fatto per imponibile + iva mentre l’accredito è fatto per il solo imponibile?
    grazie

      Stefano Gardini14 gennaio 2014 / Rispondi

      Girando la parte IVA residua a IVA indetraibile ad esempio o creando un conto apposito se sono molti i casi.

    Cesare Milani15 gennaio 2014 / Rispondi

    quindi a sopravvenienze passive, detraibili o indetraibili?
    e, specularmente, per il mio cliente a sopravvenienze attive, tassabili o non?
    grazie

      Stefano Gardini16 gennaio 2014 / Rispondi

      Sopravvenienze detraibili e idem per il cliente, attive che faranno parte dell’attivo di bilancio.

    Maria Teresa4 febbraio 2014 / Rispondi

    Buongiorno, devo archiviare i documenti di una società commerciale che ha cessato l’attività a Marzo 2012. Devo conservare tutto a partire dall’anno 2004, oppure devo partire dal 2003? Valgono gli stessi tempi per tutti i tipi di documenti? grazie mille

      Stefano Gardini5 febbraio 2014 / Rispondi

      Le ultime indicazioni prudenziali indicano di conservare i documenti non per dieci anni ma addirittura per 12, in virtù di alcuni calcoli sui tempi di contestazione (e che non ripropongo per la loro complessità) che mi lasciano qualche perplessità, ma effettivamente hanno un qualche fondamento. Io ho sempre seguito la regola dei dieci anni.

    MARIA LAURA14 febbraio 2014 / Rispondi

    Le note di credito sono regolate dall’art. 26 del DPR n. 633/72 (Legge IVA)
    se un’operazione per la quale sia stata emessa fattura, successivamente alla registrazione in prima nota, viene meno in tutto o in parte o se ne riduce l’ammontare imponibile, in conseguenza di dichiarazione di nullità, annullamento, revoca, risoluzione, rescissione e simili o per mancato pagamento in tutto o in parte a causa di procedure concorsuali o di procedure esecutive rimaste infruttuose o in conseguenza dell’applicazione di abbuoni o sconti previsti contrattualmente, il cedente del bene o prestatore del servizio ha diritto di portare in detrazione l’imposta corrispondente alla variazione.
    “Quindi è corretto fare la nota di credito non la stessa aliquota iva della fattura giusto?
    Va riportato in corpo alla nota di credito la dicitura “art. 26 del DPR n. 633/72 (Legge IVA) ” ?

      Stefano Gardini14 febbraio 2014 / Rispondi

      Sì è corretto se si ricade in uno dei casi previsti. Non va riportata la dicitura indicata perchè quella serve quando la Nota di Credito è senza iva.

    Nicola4 marzo 2014 / Rispondi

    Ciao scusa volevo chiederti se era corretto emettere una nota di credito a causa dello smarrimento della merce da parte del vettore, in modo da stornare l iva e il reddito mai percepito. E se era giusto emettere una nota debito verso un fornitore per spese sostenute per suo conto

      Stefano Gardini5 marzo 2014 / Rispondi

      Sì puoi emettere la nota di credito per lo smarrimento.
      Stesso discorso per la nota di debito, nel caso specifico è lo strumento giusto.

        Nicola5 marzo 2014 / Rispondi

        Ti ringrazio moltissimo, anche per la celerità nella risposta! Mi dimenticavo di chiederti però che aliquota iva applicare alla nota credito per smarrimento (suppongo la stessa della fattura) e soprattutto quale iva per la nota debito al fornitore.. Grazie mille

          Stefano Gardini5 marzo 2014 / Rispondi

          L’iva della NC deve essere la stessa della fattura in modo da neutralizzarla.
          L’iva della Nota di Debito invece deve seguire la disciplina di ciò che stai addebitando al fornitore. Se ad esempio sono spese di trasporto (servizio) iva al 22% se invece sono spese di bolli vanno esenti iva.

            nicola5 marzo 2014 /

            Ti ringrazio molto gentile. Ti posso chiedere un’ultima cosa: se ho stabilito un accordo con un cliente secondo cui a fine mese gli devo riconoscere uno sconto sulla fornitura perché il cliente mi agevola nella consegna dei beni presso altri clienti, la nota credito a quale iva devo assoggettarla? La merce prevede un Iva al 10% però il consulente mi ha anche detto che lo sconto essendo sulla base di un servizio deve essere al 22%. Se mi puoi aiutare mi fai un grosso favore

            Stefano Gardini5 marzo 2014 /

            Discorso un po’ complesso. Se dagli accordi si evince che si tratta di un servizio, sarà lui a doverti emettere fattura al 22% per lo stesso perchè non c’entra nulla con la merce.
            Se invece è uno sconto/premio sui prodotti che fatturi (ed il servizio rimane mascherato) dovrai fare NC di sconto/premio con la stessa iva della fattura. Spero di essere stato chiaro.

    luca21 marzo 2014 / Rispondi

    Ciao ho emesso NC con Art 26 perchè le fatture di riferimento erano di 1 anno e mezzo prima, ma essendo esse fatture di servizi intracomunitari, (art. 7 Ter) è corretto?

      Stefano Gardini21 marzo 2014 / Rispondi

      Sì se sono di oltre un anno e non sussistono i motivi di deroga va ben così.

    Giacomo Benenati25 aprile 2014 / Rispondi

    Ciao, per le fatture in esenzione IVA art 15 è previsto il pagamento del bollo di € 2,00 se importo supera €77,… Ma per le NC??? Cioè io ricevo un ft dal mio fornitore e pago oltre all’importo il relativo bollo, ma se a distanza di 1/10 mesi mi verrò emessa una NC per reso dello stesso prodotto esenta art 15 il bollo sarà a mio debito, credito o non è previsto? Inoltre, se io stesso non applico alcun bollo sulle FT/NC es iva art 15 che emetto per importo superiori a € 77,…. rischio sanzioni per evasione fiscale? Grazie in anticipo!!!

      Stefano Gardini28 aprile 2014 / Rispondi

      Per Le note di credito che hanno importo superiore a 77,47 Euro, e si riferiscono a fatture con bollo dovuto, si applica anche per queste la marca da bollo.

        Alessandra22 aprile 2015 / Rispondi

        buonasera,
        devo emettere nota di credito che annulla una fattura elettronica Iva esente alla quale non ho applicato il bollo virtuale. è errato emettere la nota di credito priva di bollo come la fattura che annulla?
        La ringrazio

          Stefano Gardini27 aprile 2015 / Rispondi

          Se la fattura non doveva avere bollo sì, altrimenti oltre all’evasione del bollo sulla fattura si evade il bollo anche sulla NC quindi non è corretto.

        Roberto8 marzo 2016 / Rispondi

        Salve, devo emettere una fattura con importi imponibili ed un importo relativo ad abbuono finanziario superiore a 77.47 €. In questo caso la fattura deve essere assoggettata ad imposta di bollo? grazie

          Stefano Gardini8 marzo 2016 / Rispondi

          Sì, direi di sì.

            Alice12 luglio 2016 /

            Gentilissimo, un fornitore ha emesso fattura per un importo di 417€ + 2€ di marca da bollo (totale 419€), fattura che è stata poi annullata da nota di credito. Il fornitore, tuttavia, ha emesso nota di credito come segue: -417€ + 2€ = 415€. A mio parere la marca da bollo doveva essere detratta (risultando così 419€ come la fattura), non aggiunta. Corretto? Grazie molte, buona giornata.

            Stefano Gardini12 luglio 2016 /

            Diciamo che la cosa attiene più ai vostri rapporti commerciali. Di norma la marca da bollo viene fatta pagare al cliente, e siccome qui ce n’è una sulla fattura ed una sulla Nota di Credito, sono addebitate a te. Salvo diversi accordi commerciali.

            Alice13 luglio 2016 /

            Gentilissimo, La ringrazio molto per la celerissima risposta. Dunque, in pratica, andrò a pagare 6,00€ di marca da bollo (2.00€ della fattura, 2.00€ della nota di credito e 2.00€ della fattura nuova che il fornitore emetterà)…praticamente 4.00€ in più rispetto al dovuto. Brutto affare trovarsi dalla parte del cliente, in certe occasioni…! Grazie molte di nuovo, Le auguro una buona giornata e mi complimento per l’ottimo lavoro.

    Genoveffa30 aprile 2014 / Rispondi

    Salve, volevo chiederle che tipo di valenza ha la nota di credito dal punto di vista del diritto civile? può essere considerata una remissione implicita del debito oppure si pone come atto ricognitivo? esistono inoltre pronunce giurisprudenziale in merito? La ringrazio anticipatamente per l’attenzione.

      Stefano Gardini2 maggio 2014 / Rispondi

      La nota di credito estingue il debito per il suo importo oltre che ai fini fiscali anche ai fini civili.

    madia5 maggio 2014 / Rispondi

    Le note debito a fornitore (emessa per reso merci a fornitore RSM) devono essere registrate nel registro vendite o acquisti?

      Stefano Gardini6 maggio 2014 / Rispondi

      Vanno nel registro Acquisti (se con iva in negativo).

    ANTONELLA14 maggio 2014 / Rispondi

    Buongiorno, vorrei un aiuto da lei perchè nel mio ufficio cìè molta confusione…
    Siamo un azienda alimentare e liquidiamo ai clienti fatture promozionali a fronte di prestazioni di servizio e note debito, qui le chiedo la distinzione, se devono emetter nota debito esente iva o meno;
    se al cliente gli viene riconosciuto un premio al raggiungimento di un obiettivo, ovvero dovrà trattare insalate, il cliente deve emettere nota debito con IVA?
    se invece il premio è INCONDIZIONATO, la nota debito dovrà essere esente IVA?
    La ringrazio in anticipo per la sua disponibilità, mi darebbe un grande auiuto

      Stefano Gardini15 maggio 2014 / Rispondi

      Premetto che non mi è chiarissimo il quadro esposto, comunque provo a rispondere per quanto capisco.
      A mio avviso i documenti vanno tutti con iva, non vedo motivo di esenzione in nessuna delle due tipologie.

    ANTONELLA19 maggio 2014 / Rispondi

    grazie lo stesso per il riscontro.
    saluti e buona giornata

    giulia12 giugno 2014 / Rispondi

    Posso emettere nota di credito per prestazioni eseguite negli anni passati (2010 e 2011), e riscosse solo in parte, nell’anno 2014, a seguito di parziale accoglimento con procedura di lodo arbitrale tra le parti? La nota di variazione a credito per la differenza può essere emessa con iva? grazie

      Stefano Gardini12 giugno 2014 / Rispondi

      Essendoci il lodo arbitrale direi proprio di sì, se è relativo alla definizione di contestazione sui servizi/prodotti.

    marco26 giugno 2014 / Rispondi

    ho emesso fatture ad un cliente grazie alla ricezione della lettera d’intento per l’anno 2011. Per gli anni 2012 e 2013 per errore e senza aver ricevuto le relative dichiarazioni d’intento, ho contunuato ad emettere fatture in esenzione iva. Posso emettere una nota debito di solo iva oggi (anno 2014)? posso comunque sanare il tutto con una sorta di ravvedimento? il mio cliente puo registrare la nota debito iva, pagarmela e portarla in detrazione?
    grazie

      Stefano Gardini26 giugno 2014 / Rispondi

      La situazione è abbastanza complessa ed ha risvolti diversi per il 2012 e per il 2013. Va fatta una analisi con un buon consulente per ravvedere il 2013 (e magari la dich iva) e sanare il 2012. La spiegazione di quanto va fatto è troppo complessa ed esula dagli scopi e dagli obiettivi di questo blog. Comunque pagando le relative sanzioni è possibile ‘rimediare’ alla situazione.

    Angelo27 giugno 2014 / Rispondi

    Buongiorno,

    la dichiarazione negativa del terzo pignorato ex art. 543 c.p.c. legittima all’emissione di una nota di variazione iva ai sensi dell’art. 26, co. 1, dpr 633/72?
    Grazie per la risposta.
    Cordiali saluti.

      Stefano Gardini5 luglio 2014 / Rispondi

      Direi proprio di sì.

    Francesca1 luglio 2014 / Rispondi

    Buon giorno,
    vorrei avere una conferma per questa situazione se potete, in modo da stare tranquilla.

    Noi consegnamo piante ad una decina di punti vendita di una catena di supermercati.
    Le consegne avvengono con DDT, quindi ogni mese io emetto una fattura per ogni punto vendita (emetto 10 fatture).
    La stessa cosa vale per l’emissione della nota di credito.
    Per la merce non venduta, loro emettono DDT di reso. A fine mese io emetto una sola nota di accredito per tutti i DDT che ho ricevuto da quel punto vendita (a volte possono essere 5 o 6). E’ corretto fare una sola nota di accredito o dovrei farne una per ogni DDT di reso ricevuto anche se proveniente dallo stesso punto vendita? Spero di essere stata abbastanza chiara.
    Grazie

      Stefano Gardini5 luglio 2014 / Rispondi

      La nota credito può essere cumulativa se riporta correttamente i riferimenti ai DDT di reso. Nessun problema.

        Francesca7 luglio 2014 / Rispondi

        Grazie mille per la sua risposta. Sono più tranquilla ora! Grazie ancora

    NICOLA2 luglio 2014 / Rispondi

    UN FORNITORE NON MI HA MANDATO UNA NOTA DI CREDITO A SEGUITO DELLA RESTITUZIONE DI PARTE DELLA MERCE. POSSO AUTO EMETTERLA IO PER STORNARE IL COSTO E L’IVA INDEBITAMENTE PAGATA? SE SI, QUALE SARA’ LA DESCRIZIONE DEL DOCUMENTO.
    GRAZIE

      Stefano Gardini5 luglio 2014 / Rispondi

      Prima di procedere in questo senso mi attiverei con il Fornitore per ricevere il documento mancante, è suo preciso dovere. Solo una volta in possesso di documentazione legalmente valida (raccomandate/PEC ecc….) della mia buona fede provvederei ad emettere autofattura negativa (Nota di Credito) per la registrazione contabile del reso.

    Biagio2 luglio 2014 / Rispondi

    Ho emesso fattura fiscale; alcuni giorni dopo mi hanno riportato il prodotto sostituendolo con un altro prodotto; l’importo è rimasto uguale, ho però emesso una ricevuta fiscale, come posso annullare la fattura precedente?

      Stefano Gardini5 luglio 2014 / Rispondi

      Trattandosi di fattura puoi tranquillamente fare una Nota di Credito.

    adriano1 agosto 2014 / Rispondi

    qualche anno fa ho venduto del materiale con regolare fattura, il cliente nn mi ha mai pagato, mi sono rivolto a un legale e mi e’ stato detto che siccome nn ha nulla da perdere devo salutare x sempre i miei soldi, posso recuperare almeno l’iva che ho regolarmente versato allo stato? se si come fare. Grazie

      Stefano Gardini27 agosto 2014 / Rispondi

      No l’iva non puoi recuperarla, puoi però mettere l’importo a perdite e ridurre l’utile sul prossimo bilancio.

    Roberto1 settembre 2014 / Rispondi

    Ho emesso nel 2012 una fattura nei confronti di un Tribunale con esenzione dell’IVA (regime agevolato – L.F. 2008)
    Ora sono stato contattato dal cancelliere il quale mi spiegava che i miei onorari non sono stati ancora accreditati causa un errore di calcolo nel decreto di liquidazione in forza del quale avrei dovuto emettere fattura per un importo di circa 10 euro in meno.
    Mi chiedono di emettere una nota di credito per l’importo corretto, sono nei tempi? nella nota di credito devo menzionare gli estremi della fattura errata del 2012? devo indicare il regime agevolato cui tuttora sono soggetto?
    Ringrazio anticipatamente

      Stefano Gardini2 settembre 2014 / Rispondi

      La nota di credito la puoi emettere quando vuoi, in questo caso senza iva: essendola fattura già esente non ci sono problemi. Nella NC vanno menzionati sempre gli estremi della fattura di riferimento (o delle fatture se più di una). La NC puoi farla con esenzione Art 26 (vedi articolo sul blog).

    Roberto8 settembre 2014 / Rispondi

    Buongiorno, ho messo una fattura per servizi Web il 26/1/13. Il cliente non paga e l’importo della fattura non merita ricorsi a pratiche legali con avvocato che, poi, vengono a costare più della perdita su crediti.

    Leggendo il Suo articolo non mi sembra che la prestazione rientri nei casi citati di emissione di nota di credito dopo un anno. E quindi, credo di essere a rischio di perdita definitiva dell’IVA sulla fattura.

    Chiedo quindi se non esiste altro metodo per tutelarsi dalla perdite su crediti. Di questi tempi l’allungamento delle scadenze di pagamento è diventato molto diffuso e, i rischi, di andare oltre l’anno e perdere l’IVA sono già realtà per altre situazioni.

    Dopo l’anno è quindi solo possibile dichiarare la perdita su crediti (in aumento ai costi per il 100% dell’importo netto)? Non vi sono altre tutele che offre la legge alla mancata riscossione dei crediti?

    La ringrazio e La saluto

      Stefano Gardini10 settembre 2014 / Rispondi

      Purtroppo no, va fatto entro l’anno, altrimenti il recupero dell’iva non è possibile.

        Roberto Cucco10 settembre 2014 / Rispondi

        Mille grazie. Saluti

    Mariella8 settembre 2014 / Rispondi

    Buongiorno,
    a fronte di un accordo transattivo emesso a seguito piano di risanamento per la riduzione della posizione creditoria, è possibile emettere note di credito oltre un anno dall’effettuazione dell’operazione? La riduzione comprende fatture con iva aliquote diverse e revers alcune entro l’anno e altre oltre…quindi una nota di credito per ogni fattura rispettando l’imposizione originaria?
    Ringrazio anticipatamente
    Mariella

      Stefano Gardini10 settembre 2014 / Rispondi

      Sì va rispettata l’aliquota iva ‘originale’ delle operazioni, anche in un’unica NC con aliquote multiple.

    Lisa23 settembre 2014 / Rispondi

    Salve,
    Vorrei sapere se nota credito e debito possono seguire la stessa numerazione. Da programma mi da questo.

      Stefano Gardini23 settembre 2014 / Rispondi

      Sì certo, è a norma. Hanno numerazione separata solo se si utilizza un registro iva diverso, ma normalmente questo esula dalle necessità di una piccola azienda, salvo necessità molto particolari.

    Stefania25 settembre 2014 / Rispondi

    Buongiorno ho emesso questo mese una sola nota di credito per stornare una fattura mai saldata di ottobre 2013. Nella liquidazione mensile l’iva della nota di credito (registrata nelle vendite) viene sommata all ‘iva acquisti generando un credito. E’ corretto? si somma all’iva a credito in quanto è gia stata calcolata nella liquidazione dell’iva nell’ottobre 2013? Grazie

      Stefano Gardini25 settembre 2014 / Rispondi

      Sì è corretto, la NC emessa verso un cliente genera un credito iva; operazione inversa rispetto all’emissione della fattura che ha generato un debito iva.

    fausta22 ottobre 2014 / Rispondi

    Ciao ho scoperto di avere sbagliato a calcolare iva e imponibile di alcune fatture l ivai risulta più alta del reale ma il totale della fattura è corretto ma non l iva e imponibile. Cosa devo fare per correggerle visto che sono già state inviate? Le fatture sono relative a tre mesi fa e non ho ancora versato iva annuale. Grazie

      Stefano Gardini23 ottobre 2014 / Rispondi

      NC integrale con causale ‘Errata fatturazione’ e rifatturazione corretta.

    Arianna29 ottobre 2014 / Rispondi

    Buongiorno, ho fatto una fattura al mio comune a dicembre 2012 non me l’hanno ancora pagata e non possono pagarmela perchè non inserita nel bilancio, dovrei fare una nota di accredito e rifatturarla. Posso?
    Grazie in anticipo.

    Arianna.

      Stefano Gardini30 ottobre 2014 / Rispondi

      Comporta un po’ di questioni da chiarire. La fattura era con iva? Se sì devi avere uno dei motivi spiegati nell’articolo per poter fare NC con iva, altrimenti ci rimetti l’iva. Sinceramente se il Comune è inadempiente non capisco perchè ci devi rimettere tu. Con le informazioni che mi dai mi sembra un po’ complicato recuperare l’iva.

    Patrizia11 novembre 2014 / Rispondi

    Sono una consulente commerciale. Il mio cliente ha ricevuto uno sconto e la società che gliel’ha concesso gli ha detto di emettere una fattura promo con descrizione compenso per attività di redistribuzione 25% anno 2014, che però per il mio cliente dovrà costituire un costo e non un ricavo. Come posso strutturarla questa fattura?

      Stefano Gardini11 novembre 2014 / Rispondi

      Non capisco perchè dovrà costituire un costo. Uno sconto concesso è un ricavo. Se fosse un costo la fattura sarebbe stata emessa dalla società.

    Patrizia12 novembre 2014 / Rispondi

    Grazie della risposta. Per me non è possibile configurarlo come costo, perchè essendo uno sconto ricevuto, sarebbe stato più giusto ricevere dalla ditta una nota di credito come in generale si fa. Richiedere una fattura dal mio cliente è una cosa anomala, e riferirgli che per lui è un costo invece di ricavo mi sembra che lo abbiano informato male. Ringrazio nuovamente per l’interesse e porgo cordiali saluti.

      Stefano Gardini12 novembre 2014 / Rispondi

      Sì esattamente così, è un ricavo e non un costo. Gestito così è più un ‘rebate’ che uno sconto: per i rebate viene normalmente emessa fattura dal cliente, come anche se fosse un contributo marketing o assimilabile. Contabilmente non cambia.

    franco20 dicembre 2014 / Rispondi

    Mi trovo esattamente nella situazione descritta dal dott. Gardini il 12 settembre 2013 in:
    note di credito/debito iva ai sensi art1401 cc e come parte acquirente
    possibile avere qualche riferimento reale a fatti già accaduti in quanto l”agenzia, per indeterminatezza delle date, non sembra accettare e pretende che l’iva venga ripagata una seconda volta

    graziev

      Stefano Gardini21 dicembre 2014 / Rispondi

      Sono casi particolari in cui la determinazione puntuale delle date deve essere certa attraverso prove documentali. Nell’articolo è indicata l’interpellanza ad Agenzia Entrate che tratta un caso particolare. Non ho a portata di mano altri casi reali, per quanto esistono sicuramente.

    Caterina20 gennaio 2015 / Rispondi

    Mi trovo a seguire la contabilità di una soc., non seguita da me l’anno scorso e, vedo che hanno registrato una fattura invece di una nota di accredito,
    come posso procedere
    Grazie c

      Stefano Gardini20 gennaio 2015 / Rispondi

      Parliamo di 2014 o 2013? Se 2014 potete fare la rettifica tranquillamente, se 2013 io lascerei tutto così, in caso di controllo arriverà la sanzione e si pagherà. Non ci sono soluzioni indolori.

        Caterina20 gennaio 2015 / Rispondi

        Grazie, ma in contabilità generale?

          Stefano Gardini20 gennaio 2015 / Rispondi

          Intende per quanto riguarda il cliente/fornitore? Chiudere a sopravvenienze attive/passive.

    margaret condon21 gennaio 2015 / Rispondi

    Buon giorno, Come posso rettificare la seguente
    situazione…
    – Il ddt del ns. fornitore specifica una quantità, noi abbiamo trovati di meno.
    – nella stessa fornitura più della metta sono difettosi.

      Stefano Gardini21 gennaio 2015 / Rispondi

      Comunicazione ufficiale e tempestiva al fornitore che dovrà provvedere alla rettifica.

    GIANCARLA26 gennaio 2015 / Rispondi

    mi trovo a registrare una nota di credito con data 06/11/2014 emessa per “sconto fine anno maturato anno 2013” a cui è stata applicata aliquota iva del 21%. E’ corretto?

      Stefano Gardini26 gennaio 2015 / Rispondi

      Se era in qualche modo previsto da un ‘contratto’ tra le parti sì.

    Laura28 gennaio 2015 / Rispondi

    Gentile Stefano, in Dicembre 2014 ho emesso una fattura con IVA al 22%, mi è stato ora comunicato che la fattura andava fatta senza IVA per cui mi è stato chiesto di emettere una NC dell’importo dell’IVA o dell’intera fattura per poi riemetterla correttamente. Premesso che non so come si faccia una NC solo dell’IVa, mi chiedevo, posso emettere una NC datata 2015 riferita ad una fattura del 2014? Grazie per l’eventuale risposta

      Stefano Gardini29 gennaio 2015 / Rispondi

      Sì certo che puoi, basta non sia trascorso un anno dalla data fattura.

    Francesca4 febbraio 2015 / Rispondi

    Buongiorno,
    scrivo la mia domanda anche se non è molto pertinente con l’articolo. In tal caso Vi prego di scusarmi.
    Devo emettere una nota di credito per premio di fine anno.
    Faccio un esempio per farmi capire meglio:
    fatturato 2014: euro 800,00
    premio fine anno 2014 al 3%: euro 24,00

    Però, se nel 2014 ho già emesso il premio di fine anno 2013 di euro 20,00 – il numero per calcolare il pfa 2014 sarà sempre 800,00 oppure 780,00?
    Grazie ancora.

      Stefano Gardini4 febbraio 2015 / Rispondi

      Quello dipende solo dagli accordi contrattuali. Di norma i premi non vanno detratti dal fatturato, ma è solo una consuetudine. Se gli accordi sono diversi può essere fatto. In mancanza di accordi specifici il premio non va detratto dal fatturato. Si tratta però di pratiche commerciali e non di questioni fiscali regolate da leggi.

        Francesca4 febbraio 2015 / Rispondi

        La ringrazio molto.
        Cordiali saluti

    Fabrizio5 febbraio 2015 / Rispondi

    Buon giorno Stefano.
    Nell’anno 2010 ho emesso fattura per vendita beni che sono rimasti in deposito presso la mia azienda, il credito non è stato mai pagato. Di fronte ad una istanza di fallimento il cliente accetta nel 2015 di pagare parzialmente e non vuole la merce.
    posso fare la nota di variazione art. 26, come faccio per prendere in “carico” la merce? Il cliente non vuole fare la fattura per la merce che non desidera ricevere.
    Grazie per la cortese risposta.

      Stefano Gardini6 febbraio 2015 / Rispondi

      Sì puoi fare Nota di Credito per merce non consegnata. Poi una fattura per l’importo pagato come ‘penale’.

    Anna9 febbraio 2015 / Rispondi

    Buongiorno, a novembre appena assunta in una ditta ho emesso delle fatture con IVA, ora ho scoperto che il cliente è esente (come da lettera d’intento)
    Posso emettere nota di credito per l’IVA?
    E avendo già liquidato diversi mesi come mi comporto per la liquidazione dell’IVA?
    Grazie

      Stefano Gardini9 febbraio 2015 / Rispondi

      Sì è possibile. L’iva delle NC andra recuperata nel mese della data delle note di credito. Le liquidazioni già fatte rimangono così.

        Anna9 febbraio 2015 / Rispondi

        grazie

    Luca19 febbraio 2015 / Rispondi

    Buongiorno. Nel 2015 un paio di ns. fornitori ci hanno emesso nota di credito x reso merce a storno di fatture 2014.
    Essendo le stesse a suo tempo state emesse in esenzione Iva con lettera d’intento (copriva un periodo “x” fino al 31/12/2014)… è corretto che ora (2015) anche le n.credito abbiano medesimo riferimento alla lett. intento 2014 ?
    se sì, come credo, come gestiamo il plafond in dich.ne iva ?
    grazie mille

      Stefano Gardini19 febbraio 2015 / Rispondi

      Corretto che NC siano senza iva e facciano riferimento alla lettera di intento 2014. La dichiarazione iva 2015 (rif anno 2014) va fatta come se le NC non esistessero,

    Antonella25 febbraio 2015 / Rispondi

    Buonasera, ho emesso delle fatture a Gennaio 2015 per manutenzioni e riparazione a delle società con l’IVA, ma solo ora ho saputo che, nonostante qualche dubbio sulla nuova legge sul reverse charge, andavano emesse senza IVA quindi in regime di reverse charge. A febbraio vorrei emettere le NC per rimediare all’errore, e vorrei sapere se alle NC che sono superiori a € 77,47 devo applicare la marca da bollo.
    Grazie
    Antonella

      Stefano Gardini25 febbraio 2015 / Rispondi

      No la marca serve solo per alcune fattispecie di regimi fiscali, come ad esempio il Regime dei Minimi.

    rossella19 marzo 2015 / Rispondi

    nel 2014 posso registrare una nota credito datata 2012??se è vero che l’iva si può recuperare fino a 2 anni in contabilità è anche vero che la posso andare a sottrarre??

      Stefano Gardini20 marzo 2015 / Rispondi

      S’ la puoi registrare e, se fata con iva all’origine puoi recuperarne i costi e e l’iva.

    Morena1 aprile 2015 / Rispondi

    ciao Stefano, in azienda a seguito di contestazione ho ricevuto nota credito a storno totale di fattura di acquisto registrata l’anno precedente.
    essendo azienda soggetta al pro rata per cessione di immobili, l’anno precedente avevamo deducibilità sugli acquisti pari al 34%, mentre quest’anno è al 100%.
    il risultato è che mi sono scaricata a suo tempo solo il 34% dell’iva sulla fattura di acquisto, mentre adesso la nota credito decurta il 100% dell’iva a credito con evidente danno finanziario!
    ma devo proprio fare così, o essendo stato detratto a monte solo il 34% si può registrare la nota credito con stessa percentuale di detraibilità???
    non riesco a trovare risposte a quella che sembra un’evidente ingiustizia.
    grazie

      Stefano Gardini3 aprile 2015 / Rispondi

      Sono d’accordo sulla ingiustizia ma purtroppo è così, l’iva della NC segue il regime dell’anno in cui viene registrata, quindi iva al 100%.

    Antonio14 aprile 2015 / Rispondi

    Scusate ho letto con attenzione tutti i vostri quesiti e le relative risposte, vogliatemi scusare vorrei proporre anche il mio caso;
    Ho ricevuto una note di credito in esenzione Iva art.26 relativamente ad un reso di merce ritenuto dal cliente difettoso che non ha mai voluto pagare e relativo ad una vendita da me fatta di oltre due anni prima.
    Io mi sono comportato in questo modo ho rettificato il volume d’affari ai fini IVA registrandola in diminuzione dello stesso e riportandolo cosi anche nel bilancio in diminuzione delle vendite. So di aver sbagliato dovendolo indicare fra le sopravvenienze passive, ma di fatto il reddito d’esercizio non ha subito nessuna differenza, Trattasi di un mero errore formale, sanzionabile? nella Dichiarazione IVA ho indicato la nota di accredito al rigo V37 in diminuzione del Volume d’affari. Grazie

      Stefano Gardini14 aprile 2015 / Rispondi

      Tu dici ho ricevuto una NC…. Poi si capisce che il rapporto riguarda un tuo cliente. In questo caso la NC la dovevi emettere tu. Solo dopo aver ben capito la situazione ti potrò dire qualcosa di più.

        Antonio14 aprile 2015 / Rispondi

        Si si il mio cliente ha emesso la nota di credito logicamente dopo una transazione giudiziaria con il proprio cliente. Scusate l’imprecisione del quesito

          Stefano Gardini14 aprile 2015 / Rispondi

          Ah ok … ci sono due clienti, sei un consulente. Scusa ma ero un po’ confuso. Direi che si tratta di un errore formale, visto che non c’è evasione di imposte, ritengo che difficilmente verrà sanzionata, e se lo fosse comunque in modo ‘leggero’. Direi che puoi stare ragionevolmente tranquillo, solo un controllo puntuale di tutti i documenti porterebbe alla luce l’imperfezione. Cosa che ormai succede solo raramente e per situazioni con ipotesi di problemi importanti.

            Antonio15 aprile 2015 /

            Grazie mille gentilissimo e buon lavoro

    Anna14 aprile 2015 / Rispondi

    Ciao,
    volevo un chiarimento. Ho emesso nel 2010 una fattura promozionale per una prestazione marketing ad un mio fornitore per un importo non corretto. Adesso facendo dei controlli mi sono resa conto, e vorrei procedere – d’accordo con il mio fornitore – all’emissione di un nuovo documento ad integrazione di quello emesso nel 2010. Questo documento deve contenere l’iva o ne puo essere esente?
    Grazie mille

      Stefano Gardini14 aprile 2015 / Rispondi

      Se è un documento che aumenta l’imponibile (Nota di Debito) è soggetta ad iva, se invece devi emettere una Nota di Credito sarà senza iva, salvo non vada a correggere un errore nel rispetto di accordi contrattuali che però devono essere scritti e certi.

    dO22 maggio 2015 / Rispondi

    Buongiorno,
    a giugno 2014 ho emesso una fattura senza IVA (dichiarazione intento) e regolarmente trasmessa al cliente.
    Ora mi accorgo di averla registrata in contabilità con iva al 22% che è stata pagata nella relativa liquidazione a giugno 2014.

    Come posso recuperare l’iva erroneamente versata?
    Posso emettere una nota di accredito di sola IVA e non trasmetterla al cliente ma solo registrarla io?

    Grazie

      Stefano Gardini22 maggio 2015 / Rispondi

      No, non puoi emettere NC perchè la fattura è giusta nel suo formato cartaceo. Il problema è si registro iva. Puoi verificare col tuo commercialista se vale la pena fare una rettifica alla dichiarazione annuale iva dove puoi recuperare l’iva erroneamente pagata.

    Mirna25 giugno 2015 / Rispondi

    Buonasera, avrei un problema da porre.
    E’ stata emessa una fattura in cui veniva erroneamente incluso nell’imponibile il rimborso spesa di un bene sul quale la mia azienda ha anticipato il costo.
    Riemetto fattura corretta che ovviamente ha un importo inferiore rispetto alla somma che il cliente ha versato e la differenza corrisponde alla maggiorazione dell’iva in fattura di quel bene.
    Come rimborso al cliente questa somma? Devo fare una nota di credito? E come?

    Spero che il mio quesito sia chiaro.

      Stefano Gardini26 giugno 2015 / Rispondi

      Per riemetto si intende rifaccio sostituendo? Se è così basta restituire al cliente la differenza mettendo nella causale del bonifico ‘rimborso errato pagamento’.

    alessandro18 luglio 2015 / Rispondi

    buongiorno, volevo sapere un’informazione.
    ho fatto un preventivo a una azienda per prestazioni importo totale e’ stato diviso per 6 mensilità, se a fine contratto non li ho fatti tutti per causa loro mi possono chiedere soldi indietro es. nota di credito.
    attendo vostro parere. Grazie

      Stefano Gardini20 luglio 2015 / Rispondi

      Dipende dalle clausole del contratto.

        Alessandro20 luglio 2015 / Rispondi

        Es. Il contratto prevede 10 prestazioni ma forse alla fine contratto ne farò 8 perché chiudono alcuni negozi. A. Questo punto come mi devo comportare devo mettere un clausola preventiva? O che cosa?

          Stefano Gardini20 luglio 2015 / Rispondi

          Sì l’ideale è mettere una clausola di garanzia. Se il contratto è a prestazione, hanno una qualche ragione nel pagare le sole prestazioni effettuate, se invece è a corpo andrebbe pagato nella sua interezza.

            Alessandro20 luglio 2015 /

            La ringrazio per le delucidazioni.. ultima cosa. Cosa vuol dire a Corpo?

            Stefano Gardini21 luglio 2015 /

            Faccio due esempi per spiegarmi meglio. Se la prestazione è individuata come: “Contratto valido un anno. Per ogni intervento tecnico verrà addebitato un costo di euro 200” il contratto è a prestazione. Se invece fosse: “Contratto valido un anno. Tutti gli interventi tecnici necessari al ripristino in caso di guasto dei vostri punti vendita” il contratto è a corpo. Significa in pratica che non c’è una distinzione ma il servizio è reso ‘in blocco’: potranno essere 10 o 100 il costo sarà sempre xxxx. Mentre invece a prestazione viene individuato un prezzo specifico per ogni intervento. Spero di essere stato chiaro.

    Marilena28 luglio 2015 / Rispondi

    Gentilissimo,
    avrei bisogno di un consulto in merito alle note di credito.
    Nel caso in cui il cliente mi restituisca la merce trascorso un anno dalla fatturazione con regolare ddt di reso, il valore della nota di credito sarà solo l’imponibile realtivo al prezzo dell’articolo o ad esso dovrà essere sommato il valore dell’iva non più deducibile?
    Nella speranza di essere stata chiara, Le porgo cordiali saluti.

      Stefano Gardini2 agosto 2015 / Rispondi

      Dovrai fatturare n esenzione di iva art 26, quindi l’importo della NC sarà del solo imponibile, l’iva non è più recuperabile.

    VALERIA1 settembre 2015 / Rispondi

    Buonasera,
    La disturbo per questa nota credito che andrò ad emettere:
    – è relativa allo storno per errata applicata iva. La fattura originaria doveva essere senza iva in quanto ricevuto dal cliente la dichiarazione d’intento. Pertanto la nota credito dovrà essere imponibile 100 + 22% – imponibile 100 (F.C.IVA)? E’ giusto quest’ultimo?
    La ringrazio molto

      Stefano Gardini2 settembre 2015 / Rispondi

      Puoi fare due cose: una nota credito integrale (uguale alla fattura con iva) e poi riemetti la fattura, oppure una NC di sola iva.

    DONATO15 settembre 2015 / Rispondi

    Salve l’articolo è stato davvero illuminante. Grazie soprattutto per la chiarezza.
    Solo su una cosa vorrei una puntualizzazione: quale legge o quale giurisprudenza asserisce che la nota di credito estingue il debito anche sotto il profilo civilistico. Puoi darmi conferme normative e/o giurisprudenziali? Io finora non ne ho trovate affatto… anzi i pareri sono alquanto discordanti. Qualcuno ha scritto in riferimento alla nota di variazione (in particolare nota di credito): “La variazione in diminuzione dell’imponibile e dell’imposta ha rilevanza esclusivamente fiscale, non implicando in alcun modo la rinuncia al credito insoddisfatto”. Puoi aiutarmi? Grazie, Donato.

      Stefano Gardini16 settembre 2015 / Rispondi

      Di norma la NC è emessa dal fornitore proprio a ‘compensazione’ del debito ed ha valore estintivo. Se il fornitore vole continuare a far valere il suo credito non emette NC, anche perchè fiscalmente sarebbe ‘fuori regola’ in quanto facendo valere il credito incasserebbe una cifra che fiscalmente nella sostanza non è stata rilevata (rilevata e poi annullata). Considera che di norma per il recupero crediti civilistico viene chiesta proprio la certificazione ‘fiscale’ attraverso la produzione del registro iva dove la fattura è registrata. Non sono un avvocato e non mi occupo di ‘legale’ però dubito molto che davanti ad una NC presentata a difesa, un giudice faccia valere il credito. Naturalmente molto dipende dal ‘sottostante’ che ha sempre rilevanza. Nel caso la NC sia effettivamente emessa ai soli fini fiscali non escludo sia possibile vantare ugualmente il credito. In ogni caso, ribadisco, che non faccio l’avvocato e questa cosa attiene al codice civile e non all’ambito fiscale.

    Rosa24 settembre 2015 / Rispondi

    Ho emesso fattura con Iva ad un comune a settembre 2014 protocollandola all’ufficio addetto, non ho ancora incassato nulla. Mi hanno chiesto ora la fattura elettronica e da quello che ho capito la fattura cartacea non è nemmeno mai stata contabilizzata in bilancio come un debito. Come posso fare per recuperare l’Iva? Ho letto che potrei emettere note di credito solo per uso interno alla mia contabilità? Grazie

      Stefano Gardini24 settembre 2015 / Rispondi

      Direi di sì, può essere corretto.

    Graziella24 novembre 2015 / Rispondi

    Buongiorno Stefano,
    sono a chiedere una piccola precisazione in merito all’applicazione dell’IVA relativamente al reso di materiale effettuato entro l’anno solare. Il periodo in cui sono tenuta ad applicare l’aliquota IVA applicata nella FATTURA DI VENDITA è tra la data di emissione del DDT di vendita e del DDT di reso oppure tra la data di emissione della FATTURA e data di emissione della NOTA DI ACCREDITO?
    La ringrazio e cordialmente saluto.

      Stefano Gardini24 novembre 2015 / Rispondi

      Fa fede la data della fattura su cui applicare l’accredito.

        Graziella25 novembre 2015 / Rispondi

        La ringrazio e Le chiedo una sola specifica, se l’anno solare rientra tra Fattura di vendita e il DDT di reso oppure tra Fattura di vendita e Nota di Accredito. Grazie.

          Stefano Gardini25 novembre 2015 / Rispondi

          Fattura di vevdita e nota di accredito. Sono questi i documenti fiscali, il DDT non lo è.

    teresa3 dicembre 2015 / Rispondi

    Buonasera,
    abbiamo venduto del materiale ad un nostro cliente extra ue, fatturando non imponibile art 8 comma 1 lettera A. Dopo circa un mese, il cliente dice di non volere il materiale e noi siamo disposti a prenderlo indietro. Il cliente emette una proforma per accompagnare il materiale in dogana e noi paghiamo l’iva in importazione. A questo punto devo emettere l’accredito al cliente: è corretto metterlo non imponibile art 8 comma 1 lettera A? oppure deve essere emesso con altro assoggettamento? grazie.

      Stefano Gardini3 dicembre 2015 / Rispondi

      Direi che la NC segue il regime della fattura quindi andrà con la stressa causale di non imponibilità.

    Stefania18 gennaio 2016 / Rispondi

    se le note di credito contengono l’indicazione della scadenza per il suo rimborso, ma alla scadenza tale rimborso non viene effettuato, maturano degli interessi di mora?? come accade normalmente per le fatture? grazie

      Stefano Gardini20 gennaio 2016 / Rispondi

      Sì è una obbligazione assunta in linea di principio. Però dal punto di vista della giurisprudenza ci sono idee un po’ contrastanti.

    Igor27 gennaio 2016 / Rispondi

    Salve, volevo un chiarimento su fatture emesse per acquisto di un immobile.
    Le fatture di acconti erano con iva al 20-21-22%. Poi prima dell’atto e’ stato fatto il cambio destinazione d’uso. Percio l’iva e’ diventata al 10%. Il costruttore mi deve rimborsare l’iva che ho versato in più’ previa emissione di note di credito anche se è trascorso più di 1 anno? Grazie.

      Stefano Gardini27 gennaio 2016 / Rispondi

      No essendo trascorso più di un anno ed essendo un contratto ai tempi regolare (stipulato prima del cambio destinazione d’uso) a mio avviso l’iva non deve essere rimborsata.

        Igor28 gennaio 2016 / Rispondi

        No, il contratto e’ stato stipulato dopo il cambio destinazione d’uso. Quindi ripeto la domanda: se deve essere rimborsata l’iva versata in più nel periodo degli acconti. Grazie

          Stefano Gardini29 gennaio 2016 / Rispondi

          Il contratto sottostante, anche solo verbale, DEVE essere stato fatto prima del cambio, altrimenti le fatture perchè sono state fatte? Mi riferisco al contratto sottostante l’emissione delle fatture (legalmente ogni emissione di fattura presuppone un accordo contrattuale tra le parti). Quindi ribadisco quanto già detto.

    Virginia Mennella26 febbraio 2016 / Rispondi

    Buongiorno, le pongo il seguente quesito su cui ho raccolto pareri discordanti:
    un socio di cooperativa edilizia versa acconti in c/alloggio e riceve e paga fatture con IVA in attesa del rogito notarile. In seguito, dopo due anni, il socio recede e la cooperativa gli rimborsa le quote versate in acconto con nota credito:
    – la nota di credito é con IVA qualificandosi come revoca/annullamento del contratto di assegnazione??
    -la nota di credito é senza IVA ??
    Grazie per l’attenzione

      Stefano Gardini26 febbraio 2016 / Rispondi

      Se rientra nelle regole contrattuali originali direi che la NC può essere fatta con iva, se invece attiene a pattuizioni successive deve essere fatta senza iva.

    Carlo De Ascaniis2 marzo 2016 / Rispondi

    Buongiorno,

    dovrei emettere una nota di credito a storno parziale di una fattura export precedentemente emessa.
    L’importo dello storno è relativo ad uno sconto concordato con il cliente. La dicitura sulla nota di credito deve essere, per errata fatturazione riferita alla specifica fattura emessa o si può indicare che si tratta di un sconto concesso?
    Ed anche,la nota di credito deve essere emessa con lo stesso codice di esenzione iva della fattura? In questo caso Non Imp art.8/c.

    Grazie.

      Stefano Gardini3 marzo 2016 / Rispondi

      La risposta è sì ad entrambe le domande:può (anzi dovrebbe) essere indicato il mancato sconto e la NC segue il regime (iva o esenzione) della fattura.

    Maria Luisa Puledda7 marzo 2016 / Rispondi

    Buongiorno, sono una professionista che opera con un contratto libero professionale per un ente pubblico (Comune). Ho i requisiti per accedere al regime forfetario, però, purtroppo, solo oggi sono venuta a conoscenza dell’opportunità di passare al regime forfetario (attualmente ho quello ordinario, con versamento iva trimestrale). Nel 2016 ho già emesso 2 fatture ( una datata 4 gennaio, relativa alle prestazioni di dicembre 2015 e una datata 3 febbraio relativa alle prestazioni di gennaio 2016), già stata pagate dal Comune; ho provato a chiedere al Comune se era possibile fare, da parte mia, una nota di credito, annullando le due fatture in regime ordinario per poi riemetterle con il regime forfetario, ma mi è stato risposto che, essendomi state già pagate, non possono accettare le mie note di credito. Posso OBBLIGARE il Comune datore di lavoro ad accettare le mie note di credito (considerato che mi hanno già pagato le fatture) e in che modo? Posso accedere quest’anno al regime forfetario ANCHE SE LE PRIME 2 FATTURE del 2016 sono state emesse con il regime ordinario? La ringrazio anticipatamente per la cortese risposta

      Stefano Gardini7 marzo 2016 / Rispondi

      Purtroppo le due fatture già emesse vincolano il tuo passaggio al forfettario per l’anno 2016. Potresti anche emettere d’ufficio le NC e poi riemettere le fatture ma tempo fortemente che incorreresti da un lato nelle ire del Comune con cui collabori (e con una parte di ragione) e dall’altro nel rischio che in caso di controllo ti venga contestata l’applicazione del regime forfettario perchè DI FATTO intervenuto in corso d’anno (cosa non prevista dalla normativa).

    Massimo9 marzo 2016 / Rispondi

    Buongiorno,
    sto cercando di venire a capo a situazione di errate fatture, se può consigliarmi le sarei veramente grato.
    Sono uscito dal regime ex minimi a fine 2015 e me ne sono accorto adesso dopo aver emesso 9 fatture senza IVA ne ritenuta di acconto che sono già state pagate oltretutto.
    Dopo girone dantesco di leggi e norme ho trovato questa soluzione:
    1. Nota di credito per l’importo della ritenuta + sanzione che il cliente dovrà pagare, tutto fuori campo IVA.
    2. Nota di debito per la sola IVA.
    Trova corretto questo procedimento?
    Come caspita si fa la ND per la sola IVA?
    Grazie mille anticipatamente, saluti.

      Stefano Gardini9 marzo 2016 / Rispondi

      Sì direi che la procedura è corretta. La ND di sola iva comporta un imponible a 0 e l’importo dell’iva che deve essere addebitato. Spesso va fatta ‘a mano’, perchè non tutti i software la prevedono (anzi pochi).

        Massimo10 marzo 2016 / Rispondi

        La ringrazio molto per la conferma. Stavo infatti provando a fare tutto con Amica. Gran bello strumento. Si possono acquistare solo i moduli fattura e contabilità?

          Stefano Gardini10 marzo 2016 / Rispondi

          Sì certo puoi scegliere di combinare i moduli come vuoi.

    Enrico14 marzo 2016 / Rispondi

    Buongiorno,

    tre anni fa ho stipulato un preliminare di compravendita per un appartamento, pagando buona parte dell’importo complessivo più l’IVA al 10%.
    Sono ora passati alcuni anni e ho deciso di accordo con il costruttore di non procedere all’acquisto e di riavere indietro le somme versate. Come bisogna regolarsi con l’IVA? ho diritto a riavere indietro l’IVA versata in quanto il costruttore la può recuperare nel credito oppure no?

    grazie mille per il prezioso aiuto
    enrico

      Stefano Gardini15 marzo 2016 / Rispondi

      Dipende da alcuni fattori. Se la rescissione è avvenuta all’interno di regole contrattualmente previste, allora il costruttore può fare la NC con iva, diversamente no.

    Lisa15 marzo 2016 / Rispondi

    Buongiorno, volevo chiedere un suo parere. In caso di emissione di fattura di acconto non imponibile art. 8, in quanto acconto ricevuto per futura esportazione diretta di merce, che poi però l’anno successivo non si perfeziona in quanto la merce non passa la dogana. Devo emettere nota di debito per l’iva e pagare ravvedimento? Dovrei reinviare anche la dichiarazione Iva? Grazie

      Stefano Gardini17 marzo 2016 / Rispondi

      Sono passati più di dodici mesi? Da quanto mi dici non credo per cui se è così niente iva. Altrimenti va verificato quali erano le condizioni contrattuali, ma una mancata consegna a mio avviso va sempre senza iva.

    Andrea22 marzo 2016 / Rispondi

    Buonasera , un azienda per accordi nostri riconosce alla mia azienda un extra attraverso fattura promozionale..ai fini fiscali é più conveniente proporgli di fare una nota credito o accettare una fattura di questo tipo?

      Stefano Gardini23 marzo 2016 / Rispondi

      La fattura va benissimo, meglio di una NC perchè mi pare rappresenti meglio il vostro accordo.

    Ivo Michelotti25 marzo 2016 / Rispondi

    La mia società ha iniziato una causa legale nell’anno 2003 perchè un cliente non ha pagato alcune nostre fatture. Abbiamo perso la causa sia in prima istanza e sia in appello nel mese di marzo di questo anno 2016. Nel frattempo la sociatà che ci doveva pagare ha cessato l’attività. Abbiamo noi, oggi, il diritto di emettere la nota di credito con Iva per quanto non incassato. Chiaramente la società debitrice avrà nominato un liquidatore e questo potrebbe pagare l’iva della nota di credito all’ufficio Iva di sua competenza.
    Sperando in un Vostro parere favorevole alla nostra società porgo i miei ringraziamenti.

      Stefano Gardini28 marzo 2016 / Rispondi

      Se la società è ancora ‘aperta’ dovrebbe essere possibile. Però è una questione che attiene più all’ambito legale che fiscale per cui chiederei ad un consulente ‘legale’ per avere maggiori certezze.

    Mario31 marzo 2016 / Rispondi

    Buongiorno Stefano, la mia società (srl) ha emesso una fattura per un importo pari a Euro 3.000+IVA verso un nostro cliente nel Maggio del 2014. Il cliente ha smarrito la fattura e quindi non l’ha ne registrata ne pagata e noi non ci siamo mai accorti del mancato pagamento ormai a bilancio chiuso.
    L’importo è sicuramente recuperabile per il buon rapporto cliente/fornitore. Però, come si può fare? Dalle sue indicazioni non penso possa essere emessa una nota di accredito (anche perché il cliente non ha mai registrato la fattura), e ormai non può registrarla per il periodo 2014 ormai chiuso.
    Grazie in anticipo

      Stefano Gardini31 marzo 2016 / Rispondi

      Beh lui può tranquillamente registrare la fattura adesso, poi te la pagherà regolarmente. A volte succede che per un disguido una fattura venga registrata in ritardo. L’erario ne ha solo un vantaggio per cui non è sanzionabile. Nel 2014 tu hai pagato l’iva e lui non l’ha detratta: lo fa solo oggi con due anni di ritardo.

        Mario31 marzo 2016 / Rispondi

        Ti ringrazio della veloce risposta. Il cliente mi ha risposto che il costo 2014 è diventato indeducibile per cui la fattura in oggetto non è registrabile dopo due anni. Unica soluzione di emetterne una nuova 2016. Rimane il problema di come io possa recuperare IVA e tasse pagate con la fattura del 2014.

          Stefano Gardini1 aprile 2016 / Rispondi

          Ovviamente non puoi farlo. Non ci sono le condizioni per emettere NC. Però non sono convinto del tutto che il tuo cliente non la possa registrare e dedurre.

    Giovanni23 giugno 2016 / Rispondi

    Salve, sono passato dal regime dei minimi (senza iva in fattura) a quello ordinario (con iva) per superamento dei limiti nell’anno in corso. Sulle fatture vecchie ho saputo che dovrei scorporare l’iva e pagarla di tasca mia. C’è un modo tramite nota di debito per richiederla ai clienti sulle fatture passate già saldate in maniera regolare? I clienti potrebbero rifiutarsi? grazie e ciao

      Stefano Gardini24 giugno 2016 / Rispondi

      No non c’è un modo pulito e semplice di recuperare l’iva in questo caso. In teoria tutto è possibile (note di accredito per errata fatturazione e nuova fattura) ma il cliente potrebbe rifiutarsi di saldare la nuova fattura extra accordi. Ovviamente molto dipende dai rapporti coi clienti.

        Giovanni25 giugno 2016 / Rispondi

        Salve, intanto grazie della risposta. Con qualche cliente il rapporto è buono e potrei sicuramente provarci per alleggerire un po la mia situazione. Il modo in qualche modo più “corretto” sarebbe quello di annullare la fattura precedente oppure emettere solo “nota di addebito” facendo riferimento alla fattura già saldata inserendo solo l’aliquota iva? grazie ancora e cordiali saluti

          Stefano Gardini27 giugno 2016 / Rispondi

          No, molto meglio una NC completa di annullamento fattura.

    greta guerrini28 giugno 2016 / Rispondi

    Buongiorno, mi trovo in una situazione un po’ complicata,
    una cliente a cui ho emesso fattura a giugno 2011, per il quale esistono più solleciti di pagamento, (e da cui ho ricevuto un acconto sulla fattura(, oggi 28.06.2016 a distanza di 5 anni dopo l’ennesimo sollecito mi chiama dicendo che non mi ha mai pagato la fattura perchè l’intestazione non esiste più (società) e quidi lei non si può scaricare l’iva ma devo cambiare intestazione.
    e’ possibile emettere nc a distanza di 5 anni nel mio caso??? E SE SI COME?? visto l’acconto ricevuto a giugno 2015???
    Grazie per la risposta. Greta

      Stefano Gardini28 giugno 2016 / Rispondi

      Mah mi sembra davvero complicata la cosa… e soprattutto andrebbe verificato se nel 2011 la società esisteva. Perchè in quel caso il fatto che oggi non esista più è ininfluente, il denaro è dovuto. Inoltre non puoi emettere una NC ad una società che non esiste.

    aurora28 giugno 2016 / Rispondi

    Salve, è possibile recuperare l’IVA su una NC del 2016 riferita da una fattura del 2015? Non è ancora trascorso un anno dalla data di emissione fattura…
    Il fornitore mi chiede il pagamento dell’iva che ha già versato a fronte di una NC che deve emettere per errata intestazione.
    in caso di risposta affermativa il fornitore deve fare la NC comprensiva di IVA?
    Grazie dell’attenzione

      Stefano Gardini28 giugno 2016 / Rispondi

      Sì entro 12 mesi è possibile. La NC deve essere con iva ovviamente.

    Giovanni6 luglio 2016 / Rispondi

    Buongiorno, devo emettere una Nota di credito (oltre i 100€) per annullare totalmente una fattura in regime ordinario, bisogna incollare la marca da bollo come nel regime minimi oppure in quello ordinario non è previsto? Bisogna anche firmarla o non è necessario? (non sono libero professionista ma ditta individuale).
    grazie

      Stefano Gardini7 luglio 2016 / Rispondi

      Nessuna marca da bollo, va fatta in carta semplice. E non serve sia firmata.

    stefania9 luglio 2016 / Rispondi

    Buongiorno,
    siamo una cooperativa sociale che lavora con enti pubblici (comune, asl) e abbiamo sempre optato per la fatturazione con esenzione iva ; ora a distanza di qualche mese veniamo a sapere che l’iva deve essere al 5% ; la mia domanda è: come faccio a recuperare solo quell’iva al 5%? è possibile fare una n.d. per solo recupero iva mediante fatturazione elettronica? devo citare sulla fattura dei riferimenti di legge?
    Grazie in anticipo

      Stefano Gardini10 luglio 2016 / Rispondi

      Sì puoi fare il documento (Nota di Debito) per la sola iva. La legge è “Srticolo 1, comma 546 del Ddl di Stabilità 2016”.

    carla18 luglio 2016 / Rispondi

    Buongiorno
    un cliente ha emesso una nota credito datata 31/12 in riferimento ad una fattura di febbraio dell’anno precedente, portanto in detrazione anche l’iva? ciò non è corretto giusto? perché l’iva si può portare in diminuzione entro un anno massimo?

      Stefano Gardini20 luglio 2016 / Rispondi

      In condizioni ‘ordinarie’ è così ma se ad esempio la nota di credito era in rispetto di una clausola contrattuale (o altre condizioni ben espresse nell’articolo) l’iva può essere recuperata anche oltre un anno.

    Silvia23 luglio 2016 / Rispondi

    Buongiorno, a dicembre 2015 ho emesso una fattura di importo 30.000 € + iva 22% ma a gennaio 2016 la mia società, una snc, ha cessato l’attività e quindi è stata emessa regolare NC in accordo con il cliente che ha annullato la fattura per mancata prestazione. Ora il commercialista vuole farmi pagare i 6.600 € di iva per chiusura contabilità 2015. Non è possibile in qualche modo registrare la nota di credito sul 2015 anche se emessa nel 2016 per evitare di pagare questo importo iva salvo poi chiedere un rimborso? La ringrazio per la disponibilità.

      Stefano Gardini8 agosto 2016 / Rispondi

      Purtroppo no. L’iva non può essere recuperata in anticipo rispetto al documento.

    FRANCESCO30 agosto 2016 / Rispondi

    SALVE,
    HO UNA SOCIETA SPORTIVA, HO EMESSO FATTURE DI PUBBLICITà MA HA DISTANZA DI UN ANNO ANCORA NON SONO STATO PAGATO, NONOSTANTE I SOLLECITI DI PAGAMENTO INVIATI. POSSO FARE UNA FATTURA DI STORNO PER RECUPERARE L’IVA GIà VERSATA?

      Stefano Gardini31 agosto 2016 / Rispondi

      L’emissione di Note di Credito per mancato pagamento non è ammessa ed anzi è considerata una forma di evasione dell’Iva. Per la regolare emissione di Nota di Credito ci devono essere motivi reali, contrattuali.

    Sara15 settembre 2016 / Rispondi

    Salve vorrei avere un chiarimento, ho fatturato a un cliente in data 1/7/2015 che mi ha reso la merce il 22/7/2016 la nota di accredito va fatta con esenzione IVA. Quale articolo devo indicare?
    Grazie mille

      Stefano Gardini16 settembre 2016 / Rispondi

      Art.26 del DPR 633/72.

        Sara16 settembre 2016 / Rispondi

        Grazie mille gentilissimo!

        Sara

    Terenzio6 ottobre 2016 / Rispondi

    Ciao, spero tu riesca a chiarire un dubbio che ho io ma che secondo me hanno in molti operatori del settore commerciale.
    Abbiamo emesso una fattura di vendita per merce con data 11/09/2015, il cliente ce la rende in data 09/07/2016, quindi entro l’anno, per RESO DIFETTOSO. La nota di credito sarà emessa con data 31/10/2016, perciò dopo l’anno ma la domanda è, la nota di credito va emessa con IVA o senza? Più in generale, per il superamente dell’anno dalla vendita, si considera la data del reso o la data della nota di credito?
    Grazie in anticipo e continua così!

      Stefano Gardini7 ottobre 2016 / Rispondi

      Per merce difettosa direi che la NC non ha il limite del’anno per l’applicazione dell’iva.

    Giulia24 ottobre 2016 / Rispondi

    Buongiorno, devo stornare una fattura emessa più di un anno fa, perché si tratta di doppia fatturazione. La nota di credito la emetto con art. 26, ma l’importo dell’imponibile sarà il solo imponibile, o imponibile più iva (così che il totale nota di credito corrisponde al totale della fattura da stornare)? Se solo imponibile, la differenza tra i totali dove la metto?
    Grazie

      Stefano Gardini27 ottobre 2016 / Rispondi

      Una doppia fatturazione la puoi, a mio avviso, stornare con iva.

    Massimo2 novembre 2016 / Rispondi

    Buongiorno le volevo sottoporre questo quesito. Nel 2014 sono state emesse mensilmente delle fatture per noleggio attrezzature per un importo considerevole. A fine anno nei confronti del cliente è stata emessa N/C per lo stesso importo senza alcuna causa apparente. Ci può essere contestazione da parte degli organi accertatori a seguito di un eventuale controllo.
    La ringrazio

      Stefano Gardini3 novembre 2016 / Rispondi

      Beh se la NC è ‘immotivata’ sì possono esserci contestazioni.

    Riccardo22 novembre 2016 / Rispondi

    Le volevo sottoporre un quesito: ho ricevuto una fattura esente iva superiore ad € 77,47 in cui correttamente è stato applicato il bollo di 2 €. Però all’interno della stessa il cliente si è avvalso della rivalsa del bollo nei nostri confronti aggiungendo i 2,00 € nel totale fattura. Il problema è che i 2 € li ha messi come esenti IVA (così come il resto della fattura) anziché come esclusi art. 15. Devo pretendere l’emissione della nota di credito o posso registrare in autonomia i 2 € come esclusi art. 15?

      Stefano Gardini22 novembre 2016 / Rispondi

      Direi vista l’esiguità della cifra di registrarli così come fatturati. Si tratta di un errore ‘risibile’ e che non impatta sull’imposta da versare. Non modificherei invece le causali di esenzione/esclusione rispetto all’originale, per questioni di conformità in sede di spesometro.

    Santi30 novembre 2016 / Rispondi

    situazione complessa, sintetizzata:
    . anno 2006 preliminare di vendita di un immobile destinato ad ufficio quindi 21%;
    . anno 2007 fatture per avanzamento lavori quindi 21%.
    . anno 2016 rogito per acquisto abitazione in quanto negli anni e stata richiesta una variazione di destinazione d’uso.
    quesito l’iva versata per l’acquisto di un ufficio si puo recuperare adesso che e’ cambiata la destinazione d’uso ad abitazione quindi iva al 10%?
    .

      Stefano Gardini30 novembre 2016 / Rispondi

      Qui entriamo in una materia ‘difficile’. A mio parere no, in quanto l’iva versata era ‘corretta’ rispetto allo stato dello cose al momento delle operazioni. Però un interpello ad agenzia Entrate potrebbe essere chiarificatore. Resto dell’idea che non sia fattibile.

    Angela12 gennaio 2017 / Rispondi

    Buongiorno avrei bisogno di una informazione. Ho ricevuto una fattura datata Dicembre errata e quindi nello stesso mese anche la relativa nota credito a storno totale è nuova fattura corretta. Devo registrare in contabilità tutti i documenti ricevuti o posso contabilizzare solo la fattura corretta e gli altri documenti che si annullano allegarli semplicemente alla fattura corretta?

      Stefano Gardini13 gennaio 2017 / Rispondi

      Vanno registrati tutti. Altrimenti poi gli spesometri tuo e del tuo fornitore non collimano.

    francesca20 gennaio 2017 / Rispondi

    salve

    cliente mi richiede oggi nota credito per fatture dell’anno 2014 e 2015 per importo imputato superiore al dovuto posso emetterle e come senza iva? inoltre l’importo della nota sarà senza IVA secondo art.26 ma il totale dovrà essere tenendo conto anche di quell importo ovvero 100 + iva nota credito avrà totale 100 o 122?

      Stefano Gardini20 gennaio 2017 / Rispondi

      No l’iva non va inserita, la NC sarà da 100 euro esente art 26. Totale 100 euro.

        francesca20 gennaio 2017 / Rispondi

        è sicuro?

        perchè il cliente mi ha riscritto nuovamente dicendo che l’importo totale deve essere 122 come importo fattura senza articolo iva del 22% però

          Stefano Gardini21 gennaio 2017 / Rispondi

          Son ovviamente sicurissimo, ci mancherebbe. Se così non fosse, il tuo cliente ne avrebbe un improprio utile. Per essere chiari, all’emissione della fattura lui ha un costo di 100 euro per la merce, perchè ne paga 122 (iva inclusa) e ne recupera 22 di iva a credito. Se oggi si emette una nota di credito da 100 euro esente iva il cliente va a 0 nel bilancio dell’operazione come è corretto perchè recupera il costo sostenuto (100 euro) e non ha debito iva verso l’erario perchè nella NC non c’è iva. Se invece la NC fosse da 122 sempre esente iva, recupererebbe i 100 euro di costo, i 22 euro li ha già recuperati come credito iva ed avrebbe un improprio utile dall’operazione di 22 euro. Stessa cosa a parti rovesciate, i 22 euro che guadagna impropriamente lui ce li rimetti tu.

    Francesca1 febbraio 2017 / Rispondi

    Salve,
    è corretto emettere note di credito per sconto pagamento solo per importi superiori a € 100?
    Grazie

      Stefano Gardini1 febbraio 2017 / Rispondi

      No nel caso ci sia una anomalia contrattuale la NC va emessa anche per un solo euro.

    Monique19 marzo 2017 / Rispondi

    Buongiorno Stefano, le chiedo un parere per una situazione un po’ complicata.
    Seguo la contabilità di due società: una è la principale (chiamaremo X) e l’altra è la sua Controllata con sede in un territorio d’oltre mare francese (chiameremo Y).
    Nel 2012, Y ha emesso una fattura di 30mila euro per delle prestazioni alla società X ed è stata correttamente registrata dalla commercialista francese. X ha commesso l’errore di non registrare la fattura fra gli acquisti (distrazione credo!) e solo oggi, dopo 5 anni, Y chiede il pagamento di quella fattura. (Non potevamo pagarla perchè non era in contabilità)
    Y può annullare in qualche modo quella fattura? forse con NC? registrare oggi una fattura di acquisto del 2012 (nella contabilità 2017) è sempre un costo indeducibile? La fattura in Italia andava registrata come autofattura, IVA Art.7 TER DPR 633/72.
    La ringrazio per la cortese attenzione. Saluti

      Stefano Gardini10 marzo 2017 / Rispondi

      La problematica, essendo anche transnazionale e quindi valutando fiscalità che non mi competono, mi pare eccessivamente complessa per una risposta su questo blog.

    GIANNI DEL BEATO28 marzo 2017 / Rispondi

    IVA non esposta in fattura ai sensi dell’art. 1 comma 100 L. 244/2007, ora mi si contesta il pagamento dell’IVA non incassata e ne mai sborsata da parte dello STATO trattasi di fatture prevalentemente emesse nei confronti di Enti Pubblici.
    Io ribadisco che emetterò delle note di debito nei confronti di detti Enti, una volta INCASSATA la verserò e chiedo che mi sia applicata un ammenda ai sensi della L. 4/1929 art.13.
    Ritengo che non ci sia stato ne danno erariale e ne evasione.
    La ringrazio e invio cordiali saluti

      Stefano Gardini30 marzo 2017 / Rispondi

      La cosa è dubbia, a mio avviso. Se vuoi ricorri, hai il vantaqggio di non aver causato danno erariale, però a mio avviso la procedura non è corretta e quindi è sanzionabile.

    GiadaFilippini3 aprile 2017 / Rispondi

    Buongiorno,
    nel 2013 una società paga anticipii ad un fornitore con il quale ha stipulato un contratto triennale per l’effettuaizone di lavorazioni su beni di sua proprietà. Per gli anticipi viene emessa fattura soggetta ad IVA. Nel 2016 il contratto non viene rinnovato e buona parte degli anticipi è ancora aperta in quanto il fornitore ne ha detratto solo una parte dalle fatture emesse per le lavorazioni. Per la restituzione degli anticipi da parte del fornitore deve essere emessa nota di credito e la stessa deve essere assoggettata ad iva o esclusa art.26? Ringrazio per il cortese riscontro.

      Stefano Gardini7 aprile 2017 / Rispondi

      Io direi che essendo una operazione all’interno di un contratto in essere la NC può essere assoggettata ad iva.

    Silvia26 aprile 2017 / Rispondi

    Buongiorno,
    nel mese di ottobre 2016 emetto fattura di acconto (euro 10.000,00) al mio cliente assoggettandola ad IVA 22%.
    Nel mese di gennaio 2017 il cliente mi invia dichiarazione d’intento per fatturazione in esenzione di IVA.
    Nel mese di aprile 2017 devo emettere la fattura a saldo.

    Come procedo?

    OPZIONE 1
    importo totale fornitura euro 50.000,00 ESENTE IVA ART.8 Punto C
    storno acconto – 10.000,00 IVA 22%
    IMPONIBILE 40.000,00
    IVA – 2.200,00
    TOT.FATTURA 37.800,00

    OPZIONE 2
    importo totale fornitura euro 50.000,00 ESENTE IVA ART.8 Punto C
    storno acconto – 10.000,00 ESENTE IVA ART.8 Punto C
    IMPONIBILE 40.000,00
    IVA 0,00
    TOT.FATTURA 40.000,00

    Ringrazio anticipatamente per la risposta.

      Stefano Gardini4 maggio 2017 / Rispondi

      Direi la seconda opzione. Al momento dell’acconto l’iva era dovuta.

    Flory8211 luglio 2017 / Rispondi

    Salve,

    a seguito di intervento di riparazione vetro su auto aziendale la società che ha effettuato il lavoro ha emesso fattura ; l’importo è in parte coperto dalla compagnia assicurativa.
    La società ha emesso però anche lettera di addebito per il residuo non coperto dall’assicurazione; mi chiedo..ma ai fini contabili quest’ultima va registrata?
    L’importo residuo in realtà è già compreso nella fattura che ho registrato.

    Grazie mille per la risposta

      Stefano Gardini27 luglio 2017 / Rispondi

      Tu sostieni solo i costi ‘residui’ per cui devi contabilizzare come deducibile solo la quota a tuo carico. I documenti ti servono a giustificare la parte deducibile e quella indeducibile.

    Dario15 luglio 2017 / Rispondi

    Buongiorno, ho ricevuto nota di credito per merce difettosa.
    L’azienda fornitrice vorrebbe che io ne scalassi l’importo da eventuali future forniture (vincolandomi in tale maniera a riapprovvigionarmi da loro…).
    Io non ho alcun debito con loro e ne preferirei la liquidazione immediata.
    Posso esigere che mi bonifichino l’importo?

      Stefano Gardini27 luglio 2017 / Rispondi

      Tecnicamente sì, salvo diversi accordi contrattuali. Per capirci se quando hai comprato il prodotto difettoso nel modulo di ordine era indicato che non ci sarebbe stato rimborso ma solo compensazione di eventuali importi, ecco che non puoi chiedere il saldo della nota di credito.

    Valentino Privitera2 agosto 2017 / Rispondi

    Salve, avrei questo quesito. La mia ditta ha ricevuto una fattura che presentava la Partita IVA errata. Ho segnalato il prima possibile questa problematica chiedendo se era possibile correggerla e reinviarmela. Mi è stato risposto che non era possibile e che in seguito avremmo ricevuto una nota di accredito e una nuova fattura con la Partita IVA corretta. Così è avvenuto, nel mese successivo. Io la prima fattura, quella errata non l’ho registrata in contabilità perché non mi sembrava corretto. Ho sbagliato ? Devo registrare tutti e tre i documenti o è sufficiente solo considerare la terza fattura corretta ? Grazie

      Stefano Gardini4 agosto 2017 / Rispondi

      Devi registrare solo la fattura corretta. L’altra dal punto di vista fiscale non è tua.

    Davvero eccezionale per competenza e chiarezza anche a chi non mastica conoscenza in materia3 agosto 2017 / Rispondi

    Avrei necessità di un chiarimento
    Quale è l’indirizzo email a cui inviare richiesta
    Sono un medico,ho imparato di più leggendo le rispoate che non da diversi commercialisti
    Grazie
    dr Giovanni Piccirillo
    Specialista in Cardiologia

      Stefano Gardini4 agosto 2017 / Rispondi

      Grazie dei complimenti. Non rispondo a mail private, il Blog ha senso proprio perchè le gli articoli e le domande/risposte sono fruibili a tutti.

    Stella16 agosto 2017 / Rispondi

    Salve, ecco il mio quesito:
    la società per la quale lavoro ha emesso fatture per la tariffa rifiuti fino all’anno 2015 ad una ditta individuale che abbiamo scoperto oggi aver cessato P.IVA ad agosto 2012.
    Precisiamo che la suddetta ditta ha regolarmente pagato tutte le fatture, anche quelle datate post 2012 e di fatto non dovute per mancanza del presupposto soggettivo: abbiamo infatti riscontrato che da settembre/ottobre 2012 gli stessi locali oggetto di fatturazione sono stati occupati da una SNC, della quale il titolare della suddetta ditta cessata risulta essere uno dei soci. Pertanto è la SNC il soggetto “passivo” da settembre/ottobre 2012.
    Come è corretto procedere per “sistemare” la posizione della ditta individuale cessata? Pensavamo di stornare le fatture emesse dopo agosto 2012 (non dovute per quanto sopra detto) ma ci risulta che non è possibile emettere note di credito a soggetti cessati.. possiamo emetterle alla persona fisica del titolare della ex-ditta individuale? …ed inoltre il soggetto “subentrante” non ha alcun rapporto “giuridico” con il precedente (infatti non vi è stato conferimento dell’impresa individuale nella SNC) pertanto non è possibile trasferire alla SNC il “credito” derivante dalle fatture pagate e non dovute da parte della ditta individuale…. grazie fin d’ora se potrà esserci d’aiuto..

      Stefano Gardini30 agosto 2017 / Rispondi

      Il problema non è solo che oggi non potete emettere NC ad un soggetto cessato ma anche che le fatture post 2012 sono ‘invalide’. Purtroppo non ho una soluzione che sia risolutiva. Personalmente ‘farei finta’ di non saperlo e siccome le fatture sono incassate chiuderei così la partita, senza toccarla.

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